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Attentato a Brindisi : forse svolta nelle indagini

mercoledì 6 giugno 2012
Da Repubblica

STRAGE DAVANTI ALLA SCUOLA

Attentato a Brindisi, in arrivo la svolta
accertamenti su un uomo: "Vendetta privata"

Accertamenti su un uomo della provincia di Lecce: avrebbe fatto esplodere le tre bombole del gas che hanno causato la morte della studentessa Melissa Bassi e il ferimento di altre cinque ragazze. Il capo della Polizia Manganelli: "Né mafia, né anarchici, arriveremo a chi è stato"

In arrivo una svolta sull'attentato di Brindisi. Nelle prossime ore potrebbero arrivare novità decisive sulla soluzione del giallo che il 19 maggio scorso è costato la vita alla studentessa sedicenne Melissa Bassi e il ferimento di altre cinque ragazze per l'esplosione di tre bombole del gas davanti alla scuola Morvillo Falcone. Secondo indiscrezioni, ci sarebbero accertamenti in corso su una persona sospettata di aver avuto un ruolo nell'attentato: si tratterebbe di un uomo residente nella provincia di Lecce. Al momento, non sarebbero stati adottati provvedimenti nei suoi confronti. La pista che si segue è quella della "vendetta privata". Il procuratore di Lecce Cataldo Motta getta acqua sul fuoco: "Quando ci saranno novità, le diremo. Per il momento non ce ne sono".

Del resto, che qualcosa si stesse muovendo sul fronte delle indagini l'ha lasciato trasparire stamattina il capo della Polizia Antonio Manganelli, mettendo una serie di paletti alle ipotesi che circolavano sull'attentato. "Non c'entrano né la mafia, né gli anarchici", ha esordito rivelando che il giorno della tragedia "i detenuti della Sacra corona unita hanno inviato un telegramma di solidarietà alla famiglia di Melissa: un segnale specifico per dire noi non ci entriamo". E anche per quanto riguarda la Fai "faccio fatica a immaginare - ha detto Manganelli - che sia opera loro un attentato così vigliacco". "Arriveremo a chi è stato", ha però garantito il capo della Polizia.
"Mi auguro che quello di Brindisi rimanga un episodio isolato", è stato comunque l'auspicio del premier Mario Monti solo ieri.

DOSSIER TUTTO SULLA VICENDA

"Ho sentito molte sciocchezze", ha proseguito il capo della Polizia nel corso del suo intervento alla Scuola per agenti interforze, ricordando che la mafia "non è oggi in condizione di porsi in contrasto con lo Stato" né tanto meno si può parlare di Br risorte. "Ci troviamo a fare i conti con un'indagine che deve dare risposte - ha aggiunto - e quando sapremo chi è stato sapremo anche la matrice. E a chi è stato ci arriveremo". "Noi lavoreremo ancora di più per scoprire i fatti - ha concluso - e fermare gli autori".

Per quanto riguarda la pista della malavita organizzata, i detenuti del carcere di Lecce nei giorni del grande lutto avevano anche fatto affiggere un manifesto funebre per Melissa in cui manifestavano la loro vicinanza ai familiari della ragazza uccisa. E da subito si è tentato di escludere la matrice mafiosa, vista anche la natura dell'ordigno: bombole di gas, non tritolo. Stando alle ultime indiscrezioni sul fronte delle indagini, comunque, dovrebbe essere stato sentito il pentito Ercole Penna, esponente storico della Scu. Anche grazie alle sue rivelazioni è stato possibile in questi anni sgominare il sodalizio criminale brindisino e dalle sue parole sono scaturiti i 16 arresti che hanno preceduto di una settimana l'attentato alla scuola Morvillo Falcone. Ma l'ipotesi che si trattasse di un gesto isolato di un 'folle' è stata si da subito quella privilegiata dagli inquirenti. In queste settimane, sono 1400 le persone controllate e 32 le perquisizioni effettuate. Attività in cui sono stati impiegati "decine di equipaggi volanti della questura supportati da altrettanti equipaggi del reparto prevenzione crimine Puglia", oltre cento uomini che, in coordinamento con i reparti investigativi, giornalmente hanno presidiato la provincia di Brindisi.

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