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Decreto Crescita – al via il Fondo risparmiatori

venerdì 10 maggio 2019
Nelle scorse settimane Adoc Brindisi aveva anticipato l’ipotesi allo studio da parte del Governo in merito agli indennizzi deli risparmiatori truffati dalle Banche; ebbene ad oggi il cd Decreto Crescita è in Gazzetta Ufficiale (pubblicato lo scorso 30 Aprile ed in vigore dal 1° Maggio) e pertanto, al fine di dare la più ampia diffusione possibile al provvedimento ed aumentare la platea dei consumatori che possano accedere agli indennizzi, Adoc intende tornare sulla vicenda rammentando le caratteristiche principali del provvedimento ed i requisiti necessari ai risparmiatori per accedere al Fondo.
In primo luogo si ribadisce che al Fondo possono accedere persone fisiche ed imprenditori individuali (anche agricoli) che soddisfino una delle seguenti condizioni: a) patrimonio mobiliare di proprietà del risparmiatore di valore inferiore a 100.000 euro; b) ammontare del reddito complessivo del risparmiatore ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche inferiore a 35.000 euro nell’anno 2018.
I primi beneficeranno di un rimborso diretto fino al 30% del costo d’acquisto delle azioni e fino al 95% dell’investimento in obbligazioni mentre per gli altri è previsto un preventivo passaggio dall’arbitrato semplificato affidato a una commissione tecnica di 9 esperti indipendenti in cui siederanno magistrati, avvocati dello Stato ed ex arbitri Consob e Bankitalia.
La posizione di Adoc nazionale è stata fin dall’inizio quella di tutelare soprattutto i piccoli risparmiatori ed evitare rimborsi che fossero, in tutti i casi, totalmente svincolati dall’analisi puntuale delle singole posizioni ai fini della valutazione del profilo di rischio dei clienti, rischio d’investimento, requisiti personali ed assolvimento effettivo da parte della Banca dei propri oneri informativi; tuttavia la norma è andata di fatto in senso in parte differente, prevedendo il cd doppio binario in base ad ISEE e patrimonio ed un accesso automatico al Fondo per i patrimoni mobiliari ed ISEE più bassi.

La norma tuttavia, con i suoi limiti, porta una indubbia speranza in tutti i consumatori che hanno negli anni affidato i propri risparmi a Banche prive di scrupoli nella gestione di portafogli dei clienti e pertanto Adoc Brindisi invita tutti i consumatori che abbiano investito in azioni ed obbligazioni


delle Banche coinvolte dai crack ( Banca Etruria, Banca delle Marche, Carichieti, Cariferrara, le banche venete, Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca e le loro controllate, Banca Padovana, BCC di Pelaco, BCC Etrusca Salernitana, BCC di Frascati, Banca Popolare delle Province Calabre,BCC Banca Brutia, BCC di Altavilla e Credito cooperativo Interprovinciale Veneti) a recarsi presso il proprio sportello in Brindisi al Corso Umberto I, 85 al fine di valutare le singole posizioni in attesa del regolamento attuativo del Decreto, cui seguirà la presentazione delle singole istanze.

avv. Rossana Palladino
Referente sportello sovraindebitamento e contenzioso bancario



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