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EMILIANO CONTINUA A DICHIARARE DI VOLERE TAP A BRINDISI

lunedì 13 gennaio 2020
EMILIANO CONTINUA A  DICHIARARE DI VOLERE TAP A BRINDISIEcco come si "preoccupa" di Brindisi Michele Emiliano, vincitore delle primarie del PD in Puglia, il tutto con l'assenso del Sindaco Rossi, barese anche lui, che fa campagna elettorale per il Governatore. Entrambi ritengono il gas una fonte "pulita" necessaria per la "decarbonizzazione".
Rossi sicuramente dimentica che qualche anno fa proprio lui rifiutò l'accordo con Emiliano e con il PD per l'elezione del Sindaco di Brindisi. Cosa è cambiato da allora non è dato sapere.
Da "AGENZIA REGIONALE"
EX ILVA E TAP, EMILIANO: “NOI DA SEMPRE DIFENDIAMO I PUGLIESI COSTI QUELLO CHE COSTI E CONTINUEREMO A FARLO”
"Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha tenuto oggi una conferenza stampa sulle questioni dell’ex Ilva e di Tap all’indomani dei provvedimenti della Magistratura che prorogano la facoltà d’uso di AFO2 a Taranto e che rinviano a giudizio i vertici Tap a Lecce.
“Noi difendiamo i pugliesi costi quello che costi - ha detto Emiliano – sull’ex Ilva non ci accontentiamo di una sentenza del Riesame che sta consentendo la prosecuzione dell'attività della fabbrica con un altoforno vecchio e che rischia comunque di continuare a inquinare e a mettere a rischio la vita degli operai. Noi chiediamo al Governo di superare questa sentenza del Riesame e di iniziare immediatamente la decarbonizzazione della fabbrica. Decarbonizzare la fabbrica significa chiudere le fonti inquinanti: e quindi per questa posizione voglio ringraziare il Presidente del Consiglio Conte e anche il segretario del mio partito Zingaretti, che hanno cambiato radicalmente la posizione sulla questione Ilva andando nella direzione della decarbonizzazione indicata dalla Regione Puglia. Io rivendico che questa posizione è stata tenuta solo dalla Regione Puglia per anni e che solo da qualche settimana a questa parte è diventata la posizione comune a Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle: due soggetti politici che ci hanno sempre attaccato violentemente, per ragioni diverse, quando la Puglia parlava della decarbonizzazione quattro anni e mezzo fa”.

“Tap - ha proseguito - è stato l'altro argomento sul quale non ci siamo trovati d'accordo in passato né con il Partito Democratico né con il Movimento 5 Stelle. Io sostenevo di non avere nulla contro i gasdotti. Il gas lo utilizziamo tutti i giorni nelle case per cucinare, per riscaldare l'acqua e per riscaldare i nostri appartamenti. Quindi la Puglia non ha nulla contro il gas: avevamo una posizione molto più banale e apparentemente semplice che era quella di non far arrivare il gasdotto in una zona particolarmente bella dal punto di vista ambientale come Melendugno. Avevamo chiesto che arrivasse più a nord, tanto più che quel gas comunque doveva andare più a nord, nella provincia di Brindisi, a Mesagne, per attaccarsi alla dorsale Snam.
Avevamo detto che quello di Melendugno era il posto sbagliato per l’approdo. Il decreto di citazione della Procura di Lecce sostiene, sia pure con una veste giuridica sicuramente più strutturata, la stessa identica tesi."


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