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EX ILVA TARANTO : CAMBIARE IL DESTINO DI UNA CITTA' E' POSSIBILE

lunedì 18 novembre 2019
EX ILVA TARANTO : CAMBIARE IL DESTINO DI UNA CITTA' E' POSSIBILEPubblichiamo il comunicato diffuso dal COBAS, qualche giorno fa, perchè condividiamo il pensiero che cambiare il destino di una città è possibile ed anche economicamente vantaggioso, restituendo ai tarantini la loro peculiare vocazione agricola, turistica e artigianale, senza l'ombra di morte che, attualmente, la attanaglia. Purtroppo dobbiamo registrare la univocità dei mezzi d'informazione che danno spazio solo alla voce del pensiero unico del mantenere in vita l'acciaieria a qualsiasi costo, con la passerella quotidiana di politici e rappresentanti economici che si battono per evitare la chiusura, a qualsiasi costo, anche della vita degli abitanti, omettendo gli interventi dei cittadini di Taranto e delle Associazioni Ambientaliste che desiderano, invece,  la chiusura degli impianti e relativa bonifica ambientale.
La speranza è che almeno una forza politica (che fin'ora non si è vista) dimostri di voler bene a Taranto e ai tarantini e che gli stessi operai si rendano conto che con la chiusura dell'ILVA e relativa bonifica ci guadagnano anche loro.

La decisione di Arcelor Mittal di chiudere il contratto di fitto dello stabilimento ex Ilva restituendolo ai Commissari contiene una sola verità che la Confederazione Cobas ha sempre portato avanti, in modo particolare da quel 2 Agosto 2012 giorno dell’Apecar :
L’acciaieria di Taranto non è ambientalizzabile in quanto gli impianti sono consumati e obsoleti.
Arcelor Mittal ha presa in fitto lo stabilimento solo per tirargli il collo per un po' di anni ancora con una produzione di 8 milioni di tonnellate , riducendo il personale impiegato, sparigliando le carte con i suoi concorrenti. .
Quello dello scudo penale è solo una scusa!!!
La AIA (autorizzazione integrata ambientale) , legge dello Stato ,prevede che tutti gli atti per il suo adempimento sono legittimi per definizione e quindi immuni dal diritto penale.
La chiave interpretativa di questa scelta-scrive Peacelink-è nel rigo 12 del comunicato di Arcelor Mittal,in cui sostanzialmente si afferma che l’Ilva non è in grado di rispettare l’ultimatum della Magistratura , circa la messa a norma dell’altoforno 2, quello dove morì l’operaio Alessandro Morricella.
La nostra proposta è quella condivisa con tante associazioni tarantine che prevede l’utilizzo dei miliardi di euro, di cui una parte purtroppo già spesi, in una totale riconversione economica della città di Taranto e della Provincia.
Siamo ancora in tempo per evitare di spendere una montagna di soldi su un impianto alla frutta.
Spendiamo quei soldi in nuove attività produttive in sintonia con le prerogative del territorio dando così un futuro vero alle migliaia di lavoratori impiegati nel siderurgico e di tanti altri disoccupati e la facciamo finita con malattie e morti per tumore .
Mobilitiamoci immediatamente in questi giorni per mettere a tacere tutte quelle cornacchie della politica che parlano solo di salvare la più grande acciaieria d’Europa non capendo nemmeno di che cosa stanno parlando.
Il 2 Agosto 2012 ci ha insegnato che cambiare il destino di un territorio martoriato è possibile ed è nostro dovere perseguirlo.

Confederazione Cobas Nazionale

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