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Il ricatto occupazionale

giovedì 5 aprile 2012


In occasione delle consultazioni elettorali ritorna prepotentemente il tema dell’esercizio del diritto di voto, spesso condizionato dal clientelismo e dal ricatto occupazionale.
In questi primi giorni di campagna elettorale a Brindisi se ne avvertono già preoccupanti segnali. L’IDV ritiene importante richiamare l’attenzione di tutti gli elettori, dei candidati e delle Istituzioni su questa grave illegalità che impedisce l’espressione autentica della volontà popolare.

In mancanza di una democrazia matura, in cui i cittadini partecipano attivamente alla vita sociale, esercitano i propri diritti fondamentali e adempiono ai propri doveri, è quasi inevitabile affidarsi al politico di turno per ottenere un favore. A volte si ricorre ad un protettore anche per cose banali come avere un letto in ospedale, accelerare i tempi di un’analisi, ottenere un certificato più velocemente. Altre volte, invece, affidiamo a un politico la speranza di un posto di lavoro per noi stessi o per un figlio. Il meccanismo sembra semplice e quasi inevitabile: con il mio voto ricambio un favore ricevuto. La sostanza invece è molto più complessa, perché nel momento in cui accettiamo ad esempio il ricatto occupazionale (“se non voti chi ti diciamo non lavorerai più con noi”) in realtà stiamo rinunciando ad altre cose più importanti.

In quel momento rinunciamo alla possibilità di scegliere, di seguire le nostre convinzioni; rinunciamo al diritto di ottenere legittimamente un’occupazione, di progettare insieme il futuro della nostra città e del Paese, rinunciamo alla speranza...
E nello stesso tempo danneggiamo tutti coloro che credono che si debba agire secondo le regole, che i Principi della Costituzione siano i soli pilastri della vita sociale, che rifiutano l’idea che la politica sia ridotta ad un affare.

Brindisi, 31.3.2012

Eleonora Millardi
Coordinamento IDV Brindisi
Responsabile Regionale dipartimento “Europa”


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