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Le formiche

martedì 3 maggio 2016
Pasquino si è intrufolato in un formicaio

e qui di seguito lo descrive a Tizio e a Caio.

Le formiche operaie son tali per proprio volere;

la regina genera ma non ha alcun potere.

E' una società senza schiavi e padroni,

dove non ci sono corruttori o ladroni.

Un lavoro incessante è la loro occupazione:

scopo della loro vita, quasi una religione.

Nessuna formica si annoia o poltrisce:

chi cerca cibo, chi le pupe custodisce;

sempre al lavoro le formiche architetto

che assicurano alla società sicuro tetto;

le formiche biologhe si danno da fare

per rendere la città senza muffa e salutare.

La loro industriosità tra gli insetti non ha pari,

la loro comunità dura da tempi secolari,

perché ogni formica, da avidità immune,

è impegnata sempre per il bene comune.

Gli umani invece sono affetti da individualismo,

da ambizioni smodate, da arrivismo;

nel perseguire loro personali interessi,

da voglia di denaro sempre indefessi,

dal vendersi l'anima per il potere,

dal vivere impantanati nel piacere.

Per questi "virtù" cadono le amministrazioni,

intese dai più come proprie abitazioni.

Cade il Consiglio comunale, si scioglie la Regione

con grave danno per il popolo coglione.

Anche a Brindisi è caduta l'amministrazione

e i cittadini son chiamati a prossima elezione.

Ed è già partito l'assalto alla diligenza

di coloro che del potere non sanno stare senza.

Ora Pasquino, dopo la visita al formicaio,

si prende la licenza di dire a Tizio a Caio:

"Cittadino, se proprio vuoi votare,

non vendere il voto, non lo barattare.

Cerca di usare una volta la tua " capo",

altrimenti saremo punto e daccapo.

Scegli un candidato da brogli immune;

scegli chi si adopererà per il bene comune".


Pasquino, maggio 2016

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