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Le pasquinate di Elio Galiano

giovedì 24 gennaio 2013
Caro Maroni

Non irritarti, caro Maroni,
se leggerai queste riflessioni.
Indossavan candida toga alla vestizione
in Roma antica candidati all’elezione
a significare la loro indiscussa onestà
per poi mettersi al servizio della città.
Proprio per questa loro virtù - è sicuro-
riuscirono a fare un impero duraturo.
Pochi mesi fa si è alzato un coperchio;
si scoprì il malaffare del magico cerchio.
I leghisti si indignarono per gli imbrogli
del capo, dei figli e delle loro mogli.
La gente scese con rabbia in piazza
e ogni leghista agitava una ramazza.
Ora son già vicine le nuove elezioni,
ma son sparite le oneste intenzioni.
Ti sei già imparentato con Berlusconi,
che imbarca nelle liste Formigoni,
Dell’Utri, Papa, Cosentino, Verdini,
faccendieri e servi a lui vicini.
Tutti questi sono habitué del Tribunale,
per qualche grave pendenza penale.
“ Il fine giustifica i mezzi – certo dirai –
la secessione è molto vicina ormai.
Se anche la Lombardia conquisteremo,
finalmente l'Italia Nordista faremo”.
Oltre che la statura, hai memoria corta,
perché questa speranza nasce morta.
Per oltre un decennio sei stato al Governo
e la secessione era della Lega il perno.
Ma questo disegno è sempre svaporato,
il popolo leghista hai solo ingannato.
Caro Maroni, scusa la conclusione:
“Sei rimasto fedele al solito ladrone”.

Pasquino, gennaio 2013

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