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NO TAP BRINDISI : Brindisi a tutto gas?

martedì 4 giugno 2019
NO TAP BRINDISI : Brindisi a tutto gas?Il Movimento No Tap della Provincia di Brindisi esprime un giudizio fortemente negativo sia sui gasdotti che attraverseranno il nostro territorio - che sono ben tre sulla carta - e sia sulla ipotesi di riconversione a gas delle centrali di Cerano e Brindisi Nord.
Il sistema dei gasdotti che Stati e Multinazionali vogliono realizzare un po’ ovunque evidenzia un futuro inquietante per l’energia per i prossimi 40 anni che punterebbe all’ aumento del consumo di gas metano.
Questo è assolutamente in contraddizione a quello che oggi chiede il pianeta per la sua sopravvivenza rispetto agli impegni adottati dagli Stati membri della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici alla conferenza sul clima di Parigi (COP 21) del 2015 e a valle del rapporto dell’ IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) commissionato dalle Nazioni Unite.
E’ necessario a partire da oggi a diminuire drasticamente il carico climalterante in tutto il pianeta, anche a Brindisi poichè, negli anni scorsi, ha dato il suo negativo contributo ai cambiamenti climatici.
Per cui solo l’ uscita dalle fonti fossili sarà la vera inversione di tendenza che andrà nella direzione di quanto reso evidente nel rapporto dell’ IPCC.
A Brindisi però siamo di fronte all’ ennesimo paradosso.
Anche se ormai di dominio pubblico la notizia della dismissione della centrale a carbone di Cerano, anche per effetto delle indicazioni della SEN (Strategia Energetica Nazionale) del 2017 - contraddittoria per molti versi rispetto al rapporto IPCC – si continua con la visione miope di un modello di sviluppo che è ancora attaccato alle logiche delle speculazioni economiche che continuano a devastare il territorio in nome del profitto con tutte le conseguenze negative sull’ ambiente e sulla salute che i brindisini conoscono già.
Infatti le ipotesi dei programmi di conversione a gas delle due centrali a carbone presentati rispettivamente da Enel e A2A sono solo di mera speculazione economica.
Secondo noi, la società Terna, che distribuisce l’energia sul territorio nazionale, sta provando a risparmiare attraverso un accordo con A2A con un piano tecnico che prevede l’assorbimento di corrente elettrica anomala che si crea sulla rete e generata dalle energie rinnovabili.
Intanto la situazione attuale è che la centrale di Cerano viene mantenuta accesa allo scopo di correggere queste anomalie stabilizzando la cosiddetta frequenza di rete.
L’ A2A, a questo punto, visto che si trova ad avere nuova vita, aggiunge il carico di produzione di energia elettrica a gas presentando un progetto - da assoggettare alla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) - per installare 8 motori endotermici da circa 150 Mw alimentati a gas metano per soddisfare la richiesta di punta della rete.
La risposta dell’Enel, che non sta a guardare, non si fa attendere e opera una contromossa di carattere strategico sul piano del mercato elettrico presentando un progetto – anch’ esso da assoggettare alla VIA – di una conversione a gas a ciclo aperto da circa 500 Mw che può essere trasformata a ciclo combinato.
Detto ciò l’unica cosa certa è che il sistema elettrico italiano non ha bisogno di nuove centrali a gas essendocene tante ferme o in produzione a bassi regimi per via di una minore richiesta della rete.
Inoltre, giova ricordare, che nel sito industriale dell’ area del petrolchimico ci sono già in produzione 3 centrali turbogas da 1.170 Mw di proprietà dell’ ENI per cui, solo se fosse anche alla lontana un problema di stabilizzazione della rete elettrica, non ci sarebbe bisogno di aggiungerne altre.
Ma… ammesso e non concesso che alla fine la conversione a gas si dovesse proprio fare ob torto collo, con quale gas sarebbero poi alimentate le centrali o una delle due?
Il gas eventualmente è già disponibile in abbondanza in Italia poiché da qualche anno a questa parte per via del trend costante di diminuizione del consumo di gas (dati Snam) per cui sarebbe davvero sciocco e fuorviante propagandare il fatto – come già sta accadendo – che il gas di TAP serva a tale scopo.
Solo chi è in malafede può fare la falsa propaganda che l’ “eventuale” arrivo del gas di TAP è funzionale alle riconversioni a gas di Cerano e della centrale di Costa Morena perché non c’è assoluta certezza visto come stanno le cose dal punto di vista delle numerose indagini in corso a livello di Autorità Giudiziaria che a livello procedurale dalla U.E. in merito alle opportunità di finanziamento dell’ opera da parte della BEI (Banca Europea degli Investimenti) che della BERS (Banca Europea per la Ricostruzione e Sviluppo) e non solo per le numerose violazioni di carattere etico e procedurale contenute nel progetto TAP.
Tuttavia, nell’ incontro che come Movimento NO TAP della Provincia di Brindisi abbiamo avuto nelle settimane scorse con il Presidente della Provincia di Brindisi Riccardo Rossi, nonché Sindaco di Brindisi, abbiamo illustrato le nostre posizioni a margine di quel convegno/truffa fatto a Palazzo Nervegna sulla transizione energetica.
Convegno al quale non ci è stato permesso di stare in Piazza Sottile De Falco per un sit in per significare l’inopportunità di tale argomento propagandato proprio nella città di Brindisi per cui il nostro sit in si è svolto in Piazza Matteotti, ben lontano dal luogo dove si è tenuto il convegno e come se non bastasse… ben protetto da decine e decine di poliziotti schierati all’ uopo per impedire a gente “estranea” di avvicinarsi.
Il Presidente Rossi ci ha risposto che il convegno aveva solo affermato la necessità di un mix delle fonti energetiche prefigurando il passaggio a gas obbligatorio per poter eliminare il carbone.
Ma la nostra garbata risposta indirizzata al Presidente della Provincia è stata che proprio sul quel mix di fonti energetiche risiede l’imbroglio poiché sicuramente i produttori guardano ad un aumento della produzione di energia elettrica a gas, visto anche che gli incentivi per le rinnovabili di fatto sono spariti.
Sempre nel corso di quell’incontro abbiamo lamentato della scarsa attenzione dell’Amministrazione Provinciale sul gasdotto Tap/Snam che attraversa per decine di chilometri il nostro territorio.
La candida risposta di Rossi è stata che le autorizzazioni ci sono tutte e solo una decisione politica poteva e può fermare l’opera.
Infatti… proprio come le autorizzazioni che c’ erano tutte per il rigassificatore di LNG British Gas di cui tutti sanno come andò a finire… il resto è tutta cronaca giudiziaria.
Abbiamo espresso al Presidente Rossi le nostre considerazioni affermando che la città di Brindisi nel 2004, con al fianco le amministrazioni, quella comunale, quella provinciale e quella regionale, riuscì a battere la LNG British Gas dal costruire un rigassificatore nel porto, affianco agli stabilimenti del petrolchimico, accanto ad impianti ad altissimo rischio di incidenti rilevanti.
Come per dire che quando è necessario bisogna opporsi con tutti i mezzi.
E’ come se avessimo avuto le visioni, come se avessimo avuto la sfera di cristallo o avessimo consultato la zingara per capire da lì a poco che cosa sarebbe accaduto…
Ma la cosa che ci preoccupa in questo periodo è questa altra ipotesi di “Patto per lo sviluppo” che vede coinvolti Amministrazioni, Confindustria, Cgil-Cisl-Uil, ed altre associazioni di categoria che di fatto ha tutti i connotati per essere un “Cavallo di Troia” per far passare scelte che abbiamo rifiutato e bloccato in altri tempi.
L’esempio pratico e lampante di tutto questo è il voto unanime in Consiglio Comunale sulla vasca di colmata nel porto che ha suscitato non poche perplessità; per altri invece è giunto come il superamento della politica condizionata da quelli che sono al “No a tutto”.
Purtroppo registriamo che di questo schieramento “trasversale” fanno parte persone ed organismi che di danni alla città e al territorio ne hanno fatti tanti nel corso degli anni.
La città e il territorio ne stanno ancora pagando le conseguenze.
Praticamente è sempre il solito gioco delle tre carte in cui i cittadini sono sempre destinati a perdere .
Cogliamo l’ occasione per sollecitare e invitare il Sindaco Riccardo Rossi, anche in qualità di Presidente della Provincia di Brindisi, a presentare e far votare nel primo Consiglio Comunale utile e nel primo Consiglio Provinciale utile e la “dichiarazione di emergenza climatica” per la propria città e il proprio territorio provinciale, in termini di persistente violazione del diritto umano al clima dei propri Cittadini, come lesione presente e futura della loro salute e della salubrità del loro ambiente, a causa della volontà incostituzionale del Governo di non impedire nuove opere fossili e climalteranti e riconoscere lesiva del diritto umano al clima qualsiasi iniziativa, pubblica o privata, che ostacoli in qualsiasi modo l’ abbandono definitivo della produzione e del consumo energetico fossile già come hanno fatto di recente diversi Comuni salentini a partire da Melendugno, Maglie e Torchiarolo ai quali se ne stanno aggiungendo altri.
Proprio per questo come Movimento NO TAP della Provincia di Brindisi abbiamo lanciato un appello a tutte le associazioni, movimenti, comitati, sindacati di base e cittadini a fare fronte unitario costruendo una voce unica che sappia contrastare gli sciacalli di turno pronti a depredare nuovamente la nostra terra e per difenderla dalle devastazioni ambientali in nome del profitto.

Movimento NO TAP della Provincia di Brindisi




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