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"Osservazioni" al "Documento di proposta del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani”

giovedì 9 agosto 2018
Osservazioni al “
Documento di proposta del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti
Urbani
”.
Da
un’attenta analisi del “
Documento di proposta del PRGRU”
, la
segreteria provinciale
del PRI ha ritenuto
opportuno propor
re le integrazioni che di seguito, sinteticamente
,
si
riportano.
E’
necessario evidenziare che gli obiettivi primari sui quali si finalizzato le proposte
del PRI
sono indirizzati su tre
temi
ritenuti essenziali, quali:
1.
La riduzione della
TA.RI.;
2.
Il ripristino degli impianti esistenti e di proprietà del Comune di Brindisi;
3.
L’integrazione impiantistica.
I tre
obiettivi
sono
realizzabili solo con una
“gestione”
pubblica degli impianti
,
da
effettuare
con una società in “
house providing
” es
istente, quale la Multiservizi Srl,
oppure con una New C. di “scopo”
;
questa ultima avrebbe l’opportunità di acquis
ire le
professionalità conseguite
dagli ex lavoratori della Nubile Srl, impegnati sia nella gestione
dell’impianto di produzione di CDR/CSS
che, nella discarica di Autigno ed oggi fuori dal
mercato del lavoro.
E’
del tutto evidente che una “gestione” affidata a “terzi”
vanificherebbe ogni pos
-
sibilità di abbattere la TA.RI
. che, per la Provincia di Brindisi è fra le
più alte
d’Italia ed
inci
de in maniera rilevante sia sulle economie familiari che
,
su quelle del comparto com
-
merciale ed industriale.
Nel merito
, di seguito le osservazioni e
le proposte:
a.
Non riteniamo sia necessaria la realizzazione di una nuova “
discarica di servi
-
zio

;
ciò
in
virtù del fatto che quella di Contrada “Autigno” ha ancora volumetrie
tali da rispondere alle esigenze di “smaltimento” in discarica delle residuali per
-
centuali del trattamento e recupero dei rifiuti urbani, così come previsto negli
obiettivi temporali d
ella
“Proposta del PRGRU
”.
Con le attività di “
messa in sicurezza
” attualmente in es
sere nella discarica di
Autigno e
tali da permettere lo svincolo del sequestro imposto dall’Autorità
Giudiziaria,
si ritiene che le volumetrie residue della discarica possano quanti
-
ficarsi in non meno di 500.000 mc. e quindi tali da assolvere al compito dello
smaltimento delle matrici residuali dei RSU, per ancora molti lustri.
b.
E’ necessario ed opportuno
effettuare il “revamping” dell’impianto TMB
(Trat
-
tamento Meccanico Biologico)
per la produzione di CSS
(and
of waste), assicu
-
rando il rispetto della normativa vigente
(
anche regionale)
e de
lle BAT
e quindi
con un
ciclo
a
“flusso unico”
e fase di “
biostab
ilizzazione

tale da evitare le dero
-
ghe regionali a
i limiti dell’Indice respirometrico.
Il CSS così prodotto verrebbe a costituire una reale risorsa per la chiusura del
“ciclo”, valorizzando le varie matrici che lo costituiscono.
Il PRI è fortemente
contrario all’utilizzo del CSS prodotto, quale combustibile
,
in
impianti che, attraverso i processi di “
combustione
”, tendono ad incrementare la

bolla massica
” delle emissioni in atmosfera.
Il
CSS è una “risorsa” e vanno recuperate tutte le matrici che
lo costituiscono.
2
Direzione
Provinciale
Brindisi
______________________________________________________________________________________
c.
Realizzazione,
nell’ambito dell’area industriale di Brindisi e nei capannoni
afferenti la Via per Pandi ed in particolare in quello dell’ex impianto di com
-
postaggio aerobico,
di un impianto di “Recupero Materiali”
(Re.MAT.) dedicato
alla separazione e valorizzazione de
lle matrici costituenti il CSS (e.o.w) prodotto
nell’adiacente impianto di produzione da RSU indifferenziati.
Appare del tutto incomprensibile,
come
la
“Proposta del PRGRU
” pr
eveda la
realizzazione di simili impianti
nell’ambito della Provincia e non a Br
indisi ed in
adiacenza all’impianto che produce il CSS.
Con tale “osservazione” si intende
confutare
anche la scelta apodittica del
Comune di Brindisi di non richiedere,
nella fase di ascolto degli Enti,
la realiz
-
zazione di un tale impianto che costituis
ce una concreta fonte di redditività, tale
da contribuire alla riduzione della TA.RI
.
E’ del tutto evidente che in tale impianto
verrebbero ad essere conferite
anche
le
varie matrici delle “
raccolte selezionate
” (ad esclusione della FORSU) rivenienti dai
RSU
(plastiche, carta, fibre tessile e legnose, metalli e non metalli)
.
Si ritiene sia perfettamente inutile realizzare impianti separati di selezione delle
varie richiamate matrici (ad esclusione del vetro e della FORSU) quando un
impianto innovativo di R
e.
Mat
.
può trovare alloggio all’interno dei volumi
disponibili in Via pe
r Pandi, evitando, con ciò, un
inutile ulteriore spreco di risorse
(trasporto) e di suolo.
d.
La realizzazione,
nell’ambito dell’impianto comunale di Brindisi dedicato al
recupero degli “inerti” rivenienti dagli sfridi di demolizioni ed in virtù delle
disponibilità volumetriche esistenti,
di un impianto di “recupero” dei rifiuti da
“spazzamento”
che, da sempre e fu
ori norma, vengono aggregati ai RSU indif
-
ferenziati.
Un tale impianto, tarato alle quantità prodotte in Provincia,
permetterebbe di “recuperare” molte delle matrici attualmente disperse.
e.
Il PRI
, pur essendo favorevole alla realizzazione di impianti di co
mpostaggio a
tecnologia innovativa e dotati di un adeguato “
sistema di monitoraggio
”,
sia
interno
che
esterno all’
impianto e dedicato al
le matrici odorigene,
ritiene che nelle attuali
condizioni impiantistiche della Provincia di Brindisi, con la realizzazi
one
dell’impianto privato di “Heraclea” ad Erchie,
sia
del tutto
inutile realizzare un
nuovo impianto di compostaggio “pubblico”, quanto sia
necessario operare in
maniera differente ed innovativa
, come proposto nel successivo punto “f”
.
In definitiva non
si ritiene necessaria
la realizzazione di un
nuovo
impianto di
compostaggio
“pubblico

sul territorio di Brindisi,
come proposto dall’attuale
Amministra
zione,
sia questo a sistema “aerobico” e/o misto “anaerobico/
aerobico”
; ancor meno
si
è d’accordo con l’immissione nella rete del “biogas”
prodotto, per gli evidenti problemi co
nnessi alla composizione quanto
-
qualita
-
tiva del biogas prodotto.
Al successivo punto “f”
si riporta la proposta avanzata.
f.
Per la FORSU (Frazione Organica da RSU),
riveniente dalla “raccolta selezionata”
della matrice organica
,
in
alternativa all’impianto di compostaggio
, considerata
anche la realizzazione dell’Impianto Heraclea di Erchie
da 80.000 t/a
,
si propone
la realizzazione di
una

piattaforma
dedicata alla
riduzione volumetrica della
FORSU”,
di potenzialità pari a circa 4
0.000 t/a
.
e corredata
da
un adeguato
numero di biocelle (almeno 12)
per
la
bioessiccazione/biostabiliz
zazione
dei

sovvalli

prodotti
(in alternativa possono utilizzarsi quelle
dell’impianto CSS)
.
L’impianto che si propone di realizzare, mira ad eliminare l’inquinamento da
emissioni “odorigene” derivante dalla trasformazione della componente organica
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Direzione Provinciale
Brindisi
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ed a “recuperare” tutte le componenti esistenti nel rifiuto FORSU e costituenti
“sovvalli”.
L’impianto di che trattasi
opera in due stadi a cascata:
il primo stadio,
classico,
formato da aprisacco e trituratore dimensionale; il secondo,
costituito da un
vaglio
a dischi, corredato a monte da un magnete deferrizzatore per allontanare la
presenza di materiali ferrosi, che produce due differenti “matrici”: il sopravaglio
costituente i “sovvalli” della FORSU ed il sottovaglio, rappresentato da tutta la
porzione organica presente.
La “
polpa organica”
di sottovaglio è sottoposta a

spremitura
” che permette di
ottenere una netta separazione fisica fra la
componente “
secca
” da
quella “
liquida

;
tali porzioni organiche della FORSU
costituiscono componenti “pregiate
” per
qualsiasi impianto di compostaggio del tipo anaerobico
.
In particolare, la “
polpa liquida
” può essere
inviata ad impianti di digestione
anaerobica e direttamente
nel pre
-
fermentatore e da questo al “fermentatore” dal
quale, attraverso i processi noti è possibile ottenere in uscita il “
biometano
” per
autotrazione.
La “
polpa solida
” è rimessa nell’impianto di
compostaggio anaerobico, in aggiunta
al digestato prodotto e/o in quelli “aerobici” per il processo di mineralizzazione.
T
ali caratteristiche
comporta
no
un
conferimento
negli impianti
a costi molto
inferiori
rispetto agli attuali per l
a FORSU
conferita co
me “
tal quale

.
Il rifiuto organico conferito nell’impianto, essendo “fresco” e quindi nella fase
iniziale della produzione di biogas, è comunque in grado di produrre emissioni
odorigene nella “sosta”
del rifiuto prima del trattamento di “spremitura”; ta
le
sosta
potrà essere
limitata al massimo possibile e gli ambienti destinati a tale prima
fase saranno opportunamente dotati di “abbattitori” costituiti, in particolare, da

nebulizz
atori
” e dall’utilizzo di “
microrganismi elementari”
(EM), oltre che dalla
raccolta del colaticcio portato dai mezzi.
All’interno del capannone ove verrà allocato l’impianto completo di aprisacco,
triturazione primaria e separazione e spremitura, verranno adottati i sistemi
“classici” di abbattimento per depressione, collegati a
d uno
/due
scrubber e ad
un
o/due
biofiltr
i
esterno.
Il “
fluff cellulosico

(sovvallo
)
,
costituisce la porzione residuale del “rifiuto
organico” sottoposto alle operazioni di

vagliatura
”;
tale rifiuto è costituito da
carte, cartoni, plastiche, inerti e
metalli e non metalli, sporchi da residui organici
e
presente in percentuale dell’ordine del
10
-
18
%; il “
fluff cellulosico
” potrà essere
allocato in 12 biocelle recuperate in grado di “
bioessiccare
” il rifiuto per non meno
di 14 gg. (
comprese le due domen
iche intercluse
) e quindi abbattere l’Indice
respirometrico previsto.
Altresì, le volumetrie disponibili per ciascuna “bio
cella”
potrebbero permettere
di
porta
re a “bioessiccamento” i sovvalli di 2 giorni lavorativi e quindi di ampliare il
“trattamento” a 24 giorni, con la possibilità di abbattere totalmente le matrici
organiche putrescibili
(
mineralizzazione
)
e di poter utilizzare i rifiuti nella seconda
fase d
i recupero.
Appare evidente che con la “
bioessiccazione/biostabilizzazione

dei sovvalli si evita
lo smaltimento in discarica e si riducono i costi di gestione
.
Tali rifiuti, dopo la fase di “
bioessiccazione/bioessiccazione
”, essendo in origine solo
ed es
clusivamente “unti” da colaticcio, potranno essere utilizzati per una
successiva fase di
separazione e recupero
nell’ambito dell’impianto di Re. Mat,
di cui al precedente punto
“c”
.
I benefici attesi dalla realizzazione di tale impianto, oltre che di ordin
e “
economico
e sociale
”, con riguardo alla possibilità di ridurre la spesa del conferimento in

messa in riserva
” della FORSU presso la gli impianti di compostaggio, sono anche
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Direzione Provinciale
Brindisi
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di ordine ambientale in quanto interessano il miglioramento delle emissioni nella
matrice “
aria
-
atmosfera
” e la riduzione della impronta del carbonio (
carbon footprin
t
)
per i minori trasporti da effettuare
.
Le
restanti 20.000 t/a di FORSU
, rispetto ad un totale di produzione provinciale
prossimo ai 60.000 t/a,
prodotte dai Comuni più prossimi ad Erchie, potranno
essere
smaltire direttamente in quell’impianto.
g.
Il

Documento di proposta del PRGRU”
, ad avviso del PRI, dovrebbe essere corredato
da uno schema di
“tariffazione”
ad integrazione della normativa regionale
esistente; in particolare si ritiene necessario, ai fini degli obiettivi richiamati in
premessa,
defini
re la “tariffa” di conferimento della “FORSU” in impianti di
trattamento e della “tariffa” della “
polpa organica
”, come prodotta nel prece
-
dente punto
“f”,
negli impianti di compostaggio;
questa ultima, per le carat
-
teristiche richiamate,
si ritiene debba
essere
decisamente inferiore a quella di
conferimento della FORSU
.
h.
Il PRI è contrario alla “
combustione
” del CSS
(e.o.w.)
in impianti di “termovalo
-
rizzazione”
ed
evidenzia la necessità di introdurre nel “
Documento di proposta del
PRGRU”
, anche la possibilità per il pubblico ed i privati,
di realizzare iniziativ
e
innovative
di utilizzo del CSS
in grado di produrre un’impronta ecologica non
impattante e garantire
la sostenibilità ambientale.
A
mero titolo informativo e, fatto salvo che tu
tte le matrici del CSS sono
recupera
-
bili in MPS, le soluzioni alternative prevedibili per l’utilizzo del CSS sono
individuabili in:

Processi di “pirolisi
lenta
” a
bassa temperatura e catalizzata
, in grado di
prod
ur
re “biochar” quale fertilizzante dei terreni contaminati, oltre a
“s
yngas

e
“tar”
secondo il DM 75/2010 e le successive modifiche agli
allegati 2, 6 e 7 del 2015.

Processi
ossido
-
riduttivi (
gassificazione
)
del carbone (biochar) prodotto dai
richiamati
processi
di carbonizzazio
ne con la richiamata “pirolisi”.

Processi di

Depolimerizzazione Catalitica senza pressione
ed a bassa
temperatura
” che permette di ottenere un tipo di
“gasolio sintetico”
atto alla
cogenerazione
, oltre che ad acqua distillata e “
bitume” (tar).
I processi proposti devono essere esenti da emissioni in atmosfera ed in
particolare per la CO2, devono sempre essere corredati da processi di recupero
e liquefazione.
i.
In merito ai “fanghi”
(Cap. 5)
prodotti dagli impianti di
trattamento delle acque
rivenienti dalle reti fognanti, considerata la grande quantità di materiale organico
presente, pur non essendo contrari all’utilizzo in impianti di compostaggio
“anaerobico”, riteniamo che questi possano essere adeguatamente utilizz
ati nei
richiamati processi di “pirolisi” ed ancor più in quelli, innovativi, di “
Depoli
-
merizzazione Catalitica senza pressione
ed a bassa temperatura

, con produzione di
gasolio sintetico, H2O2 e tar.
j.
In merito alla Sezione
(Cap. 6)
relativa alla

bon
ifica dei siti contaminati
” e, nel qual
caso, al SIN di Brindisi, si ritiene, sinteticamente che:
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Direzione Provinciale
Brindisi
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sia del tutto ininfluente richiedere al M.A. una nuova “perimetrazione”, in
virtù del fatto che a distanza di 18 anni dal DMA del 10/01/2000,
la gran
parte dei terreni sia in “zona industriale” che in quella “agricola” sono stati
caratterizzati chimicament
e da fondi pubblici.

per la “zona industriale”, ad esclusione dell’area del petrolchimico, sono
stati rilevati “91” punti di sondaggio che presentano, nella matrice “suolo e
sottosuolo”, superamenti delle CSC (Concentrazioni Soglia di Contamina
-
zione), a
nche di un solo elemento della “checklist” della Tabella % del
D.Lgs 152/2006 e smi.
Si consiglia di utilizzare i fondi presenti per effettuare immediatamente
la “bonifica”, con rimozione,
dei livelli contaminati;
le profondità di
individuazione delle CSC sono abbastanza relative (da 0,5 m a max 5 m.) e
quindi la “bonifica con rimozione”, appare la soluzione migliore e più
efficace per restituire oltre 700 ettari agli usi consentiti.
Tale proposta
bypassa la realizzazione delle “analisi di rischio”
che
comporterebbe l’inutile spreco, per il rilancio dell’attrattività della zona
industriale, di almeno 1,5
-
2 anni.

Per le zone agricole,
intercluse fra la zona industriale e il polo energetico di
Cera
no, considerata la vastità dell’area, la “forte” contaminazione rilevata
ed il pericolo di immissione nel “ciclo alimentare” di sostanze fortemente

bioattraenti
” i metalli pesanti (lattuga, cavolo nero, ecc.),
si ritiene
neces
-
sario
attivare processi di “
bonifica”
(bioremediation, bioventing, ecc.)
in
grado di eliminare, nel tempo, le maggiori concentrazioni di metalli pesanti,
registrati dalla caratterizzazione chimica e dalle successive “analisi di
rischio”.
Queste ultime hanno evidenziato aspetti conne
ssi alla salvaguardia della
salute, con riduzione dei giorni di lavorazione, per i quali si richiede di
istituire un apposito fondo a sostegno degli imprenditori agricoli.

Per la matrice
“acque di falda freatica”,
la cui “contaminazione” è stata
registra
ta per quasi l’intera zona industriale (il petrolchimico fà storia a sé),
la previsione della realizzazione di due impianti di trattamento è
soddisfacente, fatto salvo che siano chiare le modalità di “gestione” per le
aziende che, loro malgrado, sono state
costrette a pagare l’indennizzo, pur
di poter ottenere la “restituzione agli usi consentiti” dei terreni aziendali.
Il PRI della Provincia di Brindisi, congiuntamente alla Direzione Cittadina, auspica
che le “osservazioni” riportate possano esser
e elementi utili alla definitiva approvazione,
con integrazioni, del “
Documento di proposta del PRGRU”
.
Il responsabile Provinciale Ecologia, Ambiente e Ciclo dei rifiuti
(prof. dott. Francesco Magno)


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