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Paese Normale

mercoledì 20 febbraio 2013
Paese normale

Lo voglio dire papale papale:
“Vorrei vivere in un paese normale”.
Dove la legalità sia sempre sicura
e non si insulti la Magistratura,
che si adopra da mane a sera
di mandare i faccendieri in galera.
Dove un governante sia competente,
non a servizio di pochi ma della gente
e sia responsabile del suo mandato
e il suo senso dello Stato ben provato.
Dove per i suoi diritti la gente
non debba invocare l’aiuto del potente,
che intrallazza solo per i suoi affari
o per quelli dei suoi degni compari.
Dove sia libera scelta il votare
e non costretti il voto a barattare.
Dove il voto non si può comprare
per pieno di benzina o ricarica cellulare.
Dove un pifferaio menzognero interessato
tante volte la gente ha ingannato
e che abilmente trappole tesse,
addolcendole con false promesse.
Dove un epilettico grillo parlante
di cazzate ne spara tante e tante
e, aprendo la sua infernale bocca,
al suo dire la gente abbocca;
sbraita contro il disagio delle persone
ma non sa proporre giusta soluzione.
Dove poter assicurare ai giovani un futuro
e ai disoccupati dignitoso lavoro sicuro.
Dove non vi siano tante corruzioni
e siano assicurati alle galere i ladroni.
Dove non vi siano stipendi da capogiri
che fanno politici e manager ricchi emiri.
Dove siano competitive le imprese
e ogni famiglia arrivi a fine mese.
Dove sia facile l’accesso alla cultura
per la generazione presente e futura.
Dove la scuola e l’Università nazionale
siano qualificate a livello internazionale
e niente tagli per far quadrare i conti
come fecero la Gelmini e Tremonti.
Dove ogni politico delle Nazione
serbi nel suo cuore la Costituzione
e condanni ogni subdolo revisionismo
che vuole riaccreditare il fascismo.
Dove non vi sia ndrangheta e camorra
che fanno del Paese nuova Gomorra.
E dove – mi sia infine permesso-
ciascuno possa essere se stesso

Pasquino, febbraio 2013.



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