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SNAM VUOLE DISTRUGGERE GLI OLIVI NEL SALENTO VIOLANDO LA NORMATIVA

lunedì 11 novembre 2019
SNAM VUOLE DISTRUGGERE GLI OLIVI NEL SALENTO VIOLANDO LA NORMATIVAOggi, 11 novembre 2019, in agro di Torchiarolo (BR), SNAM avrebbe dovuto procedere all'abbattimento di alcuni olivi sul tracciato del gasdotto di interconnessione TAP. I proprietari del terreno, a mezzo del proprio Legale di fiducia, hanno prodotto una diffida ad astenersi da tale operazione invasiva e irreversibile all'indirizzo di Snam, dell'Osservatorio Fitosanitario regionale (Sede di Brindisi), della Prefettura di Brindisi e per conoscenza della Procura della stessa città.
La diffida aveva ad oggetto l'impugnazione della prescrizione di abbattimento di alcuni ulivi risultati positivi a Xylella sul tracciato SNAM e diffidava la Società a rispettare la normativa nazionale e regionale in materia di abbattimento di ulivi affetti dal Batterio Xylella fastidiosa in Zone qualificate ex lege come Infette . In tali aree infatti l'abbattimento degli ulivi infetti potrebbe avvenire FACOLTATIVAMENTE (non vi è obbligo di abbattimento) solo su istanza del proprietario degli ulivi, il quale dovrebbe comunque ricevere autorizzazione dagli enti preposti.  Ciò infatti è quanto prevede il Decreto Ministeriale 13 febbraio 2018 (C.d. Decreto Martina) e sue successive modifiche ed integrazioni, il quale espressamente prevede che gli abbattimenti vengano predisposti solo in aree qualificate come Zona di Contenimento e Zona Cuscinetto.
Dal rispetto di tale normativa non può ritenersi esente neppure SNAM, la quale, sebbene benefici dell'asservimento temporaneo del terreno disposto con Decreto del dicembre 2018, non può tuttavia fare le veci del proprietario del terreno, il quale di fatto conserva intatta la titolarità su quegli alberi. Snam peraltro deve necessariamente ottemperare alle prescrizioni della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) rilasciata per la realizzazione del contestato gasdotto. Nella Via è previsto infatti che gli olivi espiantati lungo il tracciato del gasdotto vengano mantenuti in siti di conservazione temporanea, ove vi è l'obbligo di attuare specifiche procedure di coltivazione e movimentazione, al fine di garantire il corretto ritorno in situ e il riattecchimento degli alberi negli oliveti da cui erano stati eradicati. Allo stesso modo dovrebbe essere garantito l'isolamento delle piante eventualmente malate, qualora il proprietario non voglia esercitare la facoltà di ridurle a legname.
Nonostante la normativa nella sua globalità sia estremamente chiara e stringente sia sul fronte della limitazione degli impatti ambientali del gasdotto sia sul piano delle strategie di gestione dell'emergenza Xylella, tuttavia, inaudita altera parte, senza che i proprietari venissero messi al corrente del provvedimento, SNAM ha ottenuto il provvedimento finalizzato all'abbattimento degli ulivi da parte dell'Osservatorio fitosanitario regionale, Sede di Brindisi, il quale lo ha emesso in piena violazione di tutta la normativa testé citata.
Prova incontrovertibile del quadro normativo delineato è la tabella riassuntiva di seguito riportata, attinta fedelmente dal documento intitolato “Sintesi delle misure fitosanitarie da adottare per Xylella fastidiosa, pag. 5, redatto dalla Regione Puglia Dipartimento Agricoltura, Sviluppo Rurale e Ambientale - Sezione Osservatorio Fitosanitario il 26/03/2019:
Nonostante la chiarezza delle disposizioni regionali, lo stesso Osservatorio Fitosanitario ha emanato la Prescrizione di abbattimento” mai ufficialmente notificata ai proprietari del terreno, come prevede la normativa, ma inviata su richiesta degli interessati, contattati solo ai fini della firma della liberatoria che autorizzava SNAM, ad abbattimento effettuato, a consegnare loro il legname ricavato.
La condotta di SNAM nei confronti degli alberi di olivo, anche monumentali, presenti sul tracciato del gasdotto, ha già portato alla distruzione di oltre 1300 esemplari solo fino ai primi di agosto (per ammissione della stessa società), con enormi vantaggi di natura economica, derivanti dall'abbattimento dei costi dell'eventuale trasporto, conservazione, cura e reimpianto.
L'uso strumentale che viene fatto dell Emergenza Xylella conferma quanto la torbida vicenda che addebita al batterio la responsabilità del disseccamento degli olivi nel Salento (CoDiRO) sia funzionale all'agevole realizzazione di progetti speculativi di Multinazionali e Aziende dell'agroalimentare e dell'energia che stanno puntando allo sfruttamento intensivo del nostro territorio e che troppo spesso, purtroppo, vedono negli olivi secolari e pluridecennali un intralcio ai propri profitti.
Proprio nella consapevolezza di questi processi, nei mesi scorsi la famiglia di Torchiarolo a dell'oliveto si è opposta all'asservimento con procedimento di impugnazione dell'apposito decreto, chiedendo di veder riconosciuto il giusto valore alle proprie terre, cariche, più di tutto, di storia e cultura, del lavoro secolare di contadini e contadine. Questa famiglia ha fin da subito denunciato con fermezza la propria contrarietà alla realizzazione del gasdotto, sottolineando il danno ecosistemico permanente di quest'opera, l'impatto sulla salute dei cittadini e il danno senza precedenti in un territorio già fortemente provato da emergenze sanitarie e ambientali.
Gli esiti di questa battaglia mostrano come i grandi gruppi economici, nello specifico quelli operanti in ambito energetico, disconoscano totalmente il reale valore delle terre che devastano,  sottraendole di fatto alla collettività in nome di interessi speculativi estranei alle necessità e al vissuto della comunità salentina.
Si tratta di una battaglia di valori, che mette al centro la vita e il bene comune, gli alberi e la loro funzione fondamentale di salvaguardia della biodiversità, i servizi da questi forniti all'ambiente, alla salute e al benessere psico-fisico delle persone, alla mitigazione dei cambiamenti climatici.
Il paradosso è che mentre il mondo politico a parole delinea urgenze ambientali non rinviabili (si legga anche l“Iniziativa per una maggiore ambizione climatica del Presidente Mattarella del 19 settembre scorso), mentre si esortano tutte le istituzioni finanziarie a disinvestire il prima possibile dall'economia dei combustibili fossili per agire insieme, in modo deciso e rapido per fermare la crisi climatica globale, allo stesso tempo si continua ad incentivare la realizzazione di un'opera irrazionale, antieconomica, illegittima e anacronistica, quale il Corridoio Sud del Gas, di cui TAP è capofila, con l'appoggio in Italia di Snam. Ciò avviene bypassando ogni norma di salvaguardia dell'ambiente e del territorio, avvilendo il valore democratico del dissenso costruttivo, incidendo sulla coesione sociale dei territori investiti dal fenomeno e lasciando che si compia il saccheggio, la distruzione e la svalutazione di patrimoni naturali, sociali, familiari (inestimabili e non indennizzabili) in un Salento reso terra di conquista e di sperimentazione per Multinazionali e gruppi di potere, con la complicità di una politica miope e senza scrupoli.

La nostra battaglia di verità e di libertà  non si ferma, difenderemo la nostra terra con ogni mezzo legittimo, fino alla fine.

Movimento NO TAP - Movimento NO TAP Brindisi - Mamme NO TAP

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