BARI : Convegno Nazionale : Monumenti di gloria
lunedì 22 aprile 2024
.......La protezione del patrimonio architettonico in guerra: strategie, eventi e riflessioniConvegno nazionale a Bari
Martedì 23 aprile 2024, ore 9.30
Chiesa San Francesco della Scarpa
via Pier l’Eremita 25 B
Martedì 23 aprile 2024 si terrà a Bari, presso la chiesa di San Francesco della Scarpa, il convegno nazionale Monumenti di gloria. La protezione del patrimonio architettonico in guerra: strategie, eventi e riflessioni.
Nel corso della storia assedi, occupazioni e conflitti hanno costituito tragici momenti di distruzione e tentativi di cancellazione comunitaria ma anche coraggiosi atti di dedizione di attori che si sono spesi per sottrarre all’oblio manufatti artistici e monumenti architettonici ritenuti identitari e fatalmente minacciati di essere distrutti per sempre.
In un momento come quello attuale, estremamente delicato dal punto di vista geopolitico per il propagarsi di conflitti bellici, il convegno Monumenti di gloria costituisce un’occasione di riflessione scientifica sui legami esistenti tra le decisioni politiche, le operazioni militari e l’assetto bellico del patrimonio artistico, monumentale e urbano, richiamando inevitabilmente all’attenzione le vicende storiche del nostro Paese vissute durante i conflitti mondiali che hanno profondamente segnato il XX secolo.
Il focus del convegno prende spunto da una serie fotografica inedita sulla difesa antiaerea dei monumenti pugliesi in guerra conservata presso la Fototeca della Soprintendenza Abap per la città metropolitana di Bari e ha l’obiettivo di generare un confronto interdisciplinare sulla protezione dei monumenti in guerra.
Facciate ed ambienti interni degli edifici di culto, elementi di pregio artistico e storico di palazzi, beni archeologici e monumentali della regione Puglia, pur continuando a svolgere la loro funzione, sono stati momentaneamente blindati per scongiurare la devastazione bellica.
Se durante la Grande Guerra e agli esordi del secondo conflitto i presidi erano puntuali e leggeri, costituendo degli apparati effimeri composti da “ossature di legname” e sacchi di sabbia, via via che la guerra diventava più duratura e caratterizzata da bombardamenti strategici dirompenti ed incendiari, le opere di protezione antiaerea si moltiplicavano e diventavano sempre più robuste e murarie, progettate come vere e proprie architetture fortificate dotate di aperture e coperture a spiovente.
Ricostruire la storia di queste opere temporanee consente non solo di leggere un tracciato evolutivo della tecnologia bellica e di quella dei presidi di protezione antiaerea, ma anche di delineare il mutamento del concetto di tutela definito in fase postunitaria, affinato tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo e giunto a maturazione nel 1939 con le “Leggi Bottai”. Nella delicata fase di emergenza del secondo conflitto mondiale, questo processo si è concretizzato con i piani attuativi di protezione antiaerea, rapidamente cancellati nel secondo dopoguerra.
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