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BARI : LA STRATEGIA DEL POTERE : SPETTACOLO TEATRALE

lunedì 26 gennaio 2026
BARI : LA STRATEGIA DEL POTERE : SPETTACOLO TEATRALE La strategia del potere: mai più le mollette di una volta!

Atto unico di Teodosio Saluzzi
Adattamento: Gianfranco Groccia e Teodosio Saluzzi
Uomo: Lino De Venuto Spettro: Maria Albacello Potere: Florinda Colella
Regia e Scene: Gianfranco Groccia
29 - 30 Gennaio 05 - 06 Febbraio 2026 Ore 20,30
Granteatrino Casa di Pulcinella
Arena della Vittoria 4/a Bari info: 3397403816

Aiuto regia: Raffaele Mele, Disegno luci: Pietro Matarrese, Costumi: Atelier Matisse, Scenotecnica: Leonardo Loiacono, Foto di scena: Max Arcano, Grafica: Cube SPA.

L’ Autore della drammaturgia, Teodosio Saluzzi, in una nota dichiara: questo mio modo di fare teatro dove si ride senza divertirsi, dove si ride amareggiandosi sempre più, è arte o è frutto di una logica malata? È un gioco fatto da un pazzo o è un gioco pazzo e perverso fatto da uomo savio? L’Occhio del Ciclone Theater legittimamente si chiede: Saluzzi pazzo da ricovero urgente in clinica psichiatrica o Saluzzi celebrato e glorificato sull’altare della sapienza? E non fugge dinanzi a tali amletiche e misteriose domande, al contrario esplora, sviscera e allestisce una singolare messa in scena, peraltro di un autore vivente (di solito accade il contrario) e diciamolo, drammaturgicamente vitale, ferocemente lucido, ai limiti della illuminazione. Il cuore, il focus del testo è la ricerca ossessiva, dal vago sapore proustiano, del tempo irrimediabilmente perduto: la frase mai più le mollette di una volta diventa il mantra di una nostalgia cieca e irrazionale, metafora di un mondo che, incapace di affrontare la tragicità del presente, si aggrappa a un’immagine idealizzata di ciò che fu, di ciò che avvenne. I personaggi? Da una parte il Potere, il conturbante e sempiterno carnefice che troneggia e tiranneggia, che obnubila le menti, che con il suo aplomb seduce e con la sua forza oppressiva e cinica, dirige, dispone, impone persino che le mollette, appunto, debbano essere di plastica e non più quelle di legno. Le vittime? Spettro e Uomo, rappresentanti archetipici della nostra alienata e angosciata umanità, depersonalizzati, ai quali il Potere-Vampiro ha sottratto linfa vitale, sentimenti, identità. Ogni conatus, ogni pensiero o tentativo, anche minimo di riappropriarsi dei propri vissuti, della propria coscienza, deve essere azzerato: sull’umanità-gregge, sugli uomini omologati, tutti uguali, apparentemente liberi, deprivati persino del loro nome, scenda il Nulla Assoluto. Uomo e Spettro, quindi, due sba(e)ndati che tra il tragico e il comico, in un frenetico e incessante capovolgimento di ruoli e situazioni, nel tentativo disperato e folle di ricostruire una larvale memoria di sé stessi, ridono, piangono, si esaltano, si inseguono, rincorrono i loro ricordi, in dialoghi privi di senso, illogici e surreali. Il linguaggio si sfalda, si inceppa, balbetta, si disarticola, sballottola, si avvita su se stesso, si reinventa e si autodistrugge rendendo vano e superfluo ogni tentativo di comunicazione. La regia dello spettacolo accoglie coraggiosamente la sfida della trama non lineare, della rottura della chiarezza narrativa, penetra a fondo nelle dinamiche perverse del Potere e nell’assurdità della condizione umana dei due personaggi (anche nostra?), quel che conta è l’impatto emotivo-sensoriale dell’avvicendarsi scenico: il desiderio è che lo spettatore esca dal teatro con la sensazione di aver sbirciato attraverso una crepa nel muro della realtà, trovando qualcosa di terrificante e, allo stesso tempo, stranamente familiare, qualcosa che lo interroga e lo fa (sor)ridere. Con disagio!

L’OCCHIODELCICLONETHEATER info: 3397403816 email: gianfrancogroccia@libero.it

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