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Più che Dl "Semplificazioni", devastazioni!

martedì 21 luglio 2020
 Più che Dl Svuotati di significato i Siti nazionali di Bonifica trattati come territori "ordinari" nonostante il gravissimo inquinamento, da Taranto a Falconara, da Bussi a Brindisi, da Livorno a Gela, da Milazzo a Mantova e altre decine di aree.
Bonifica si ferma ai suoli: e le falde contaminate? Sulla VIA svilita la partecipazione dei cittadini.
Sono in attesa di VIA nel solo territorio brindisino: il megagasdotto Poseidon da Israele, Cipro e Grecia con approdo a Otranto e arrivo a Matagiola, Brindisi; la conversione a gas della megacentrale a carbone di Cerano, che doveva invece chiudere; la conversione a gas della centrale A2A di Brindisi Nord, ferma dal 2013, il megagasdotto interconnessione Rete Adriatica SNAM Matagiola-Massafra, due nuovi gasdotti da Matagiola a Cerano e da Matagiola a Brindisi Nord, 15 progetti di megafotovoltaico per 850 ettari nel solo brindisino con conseguente ulteriore consumo di suolo, 1 megaeolico tra Brindisi e Mesagne, diverse impianti di compostaggio per produzione di metano (Erchie, Brindisi, Manduria) e chissà quanti altri progetti inquinanti e devastanti per il territorio e l’ambiente spunteranno ora con la “semplificazione” delle autorizzazioni.

Finora la valutazione di impatto ambientale di grandi opere energetiche durava anche diversi anni, per integrazioni e prescrizioni richiesti dai Ministeri, Regione, ARPA, Comuni, Province, Sovraintendenza, ambientalisti e cittadini…
Ora l’analisi dei progetti energetici verrà affidata a una apposita “Commissione Tecnica PNIEC” del Ministero da effettuare in poche settimane, con la possibilità degli altri enti e cittadini di porre solo “osservazioni” consultivi…

Inoltre vengono limitati (semplificati) gli interventi ed i blocchi dei sindaci contro la nuova rete 5G per il principio di precauzione, cioè non si sa se queste ulteriori onde ad alta frequenza facciano male o no. I sindaci di Brindisi, Carovigno, Mesagne e oltre 40 sindaci nel leccese avevano bloccato le installazioni sul prorio territorio. Un altro favore alle compagnie multinazionali telefoniche…

Ora il Decreto all'esame del parlamento. Da tutta Italia appello ai parlamentari di decine di reti di cittadini, movimenti e associazioni: nella conversione in legge fermate i regali agli inquinatori, difendete la salute dei cittadini!

Falde acquifere inquinate abbandonate a loro stesse; taglio della partecipazione dei cittadini alla Valutazione di Impatto Ambientale; complicazioni nei procedimenti di bonifica; aumento delle "poltrone" con la costituzione di una seconda commissione nazionale V.I.A.; procedure di favore per le opere fossili spacciate sotto il titolo paradossale ma accattivante "Semplificazioni in materia di green economy": il Dl Semplificazioni contiene un attacco frontale all'ambiente e ai diritti fondamentali dei cittadini.
Bonifiche
Per quanto riguarda i Siti Nazionali di Bonifica, individuati dallo Stato come le aree più inquinate del paese in base al Testo Unico dell'Ambiente D.lgs.152/2006 non si procederà più, come si fa oggi, direttamente alla caratterizzazione delle aree - ossia il delicato e stringente processo di ricostruzione della contaminazione avvenuta - dando per scontato che i terreni dell'Ilva a Taranto, di Bussi, di Gela, di Falconara e di decine di altri siti assurti agli onori delle cronache nazionali ed internazionali per il livello di inquinamento, siano contaminati pesantemente e che quindi è necessario il massimo approfondimento. Invece, con l'art. 53, si rende possibile agli inquinatori di partire presentando invece della caratterizzazione una più semplice e blanda "indagine preliminare", come avviene per un sospetto di inquinamento in qualsiasi altra area del paese. Come se una raffineria fosse una pompa di carburante, insomma!
Alla faccia della semplificazione si aggiunge così un ulteriore passaggio presso il Ministero dell'Ambiente che è già vergognosamente indietro con bonifiche che, grazie anche a questo decreto, diventano un vero e proprio miraggio tra lungaggini di ogni tipo. Il ruolo del Ministero sempre di più ci sembra quello dello stopper delle bonifiche, con risparmi miliardari alle aziende che hanno inquinato.
Vi è però di peggio, nel decreto. Un tana libera tutti per i grandi inquinatori delle acque sotterranee, che oggi è una vera e propria emergenza del paese, visto che all'art.53 si introduce il micidiale comma 4 quater che prevede testualmente che "La certificazione di avvenuta bonifica di cui all'articolo 248 può essere rilasciata anche per la sola matrice suolo..." a cui segue "lo svincolo delle relative garanzie finanziarie" che l'inquinatore deve depositare al momento della segnalazione dell'avvenuta contaminazione. E la bonifica dell'acqua sotterranea contaminata, spesso a livelli decine di migliaia di volte i limiti di legge, che fine fa, togliendo pure la già esile deterrenza costituita dalle garanzie finanziarie?
Un vero e proprio incentivo a non bonificare che, tra l'altro, varrà per i grandi gruppi che hanno inquinato, visto che si applica solo ai Siti Nazionali di Bonifica e non già agli altri siti contaminati "normali". Un vero e proprio paradosso, insieme all'ulteriore norma che esclude per i Siti Nazionali di Bonifica l'applicazione delle procedure semplificate introdotte nel 2014 con l'art.242bis proprio per velocizzare le bonifiche ripulendo tutto senza ricorrere all'analisi di rischio che porta lungaggini e bonifiche più blande (ma meno costose!).
Tutto ciò fa capire il tipo di "semplificazioni" che questo Governo e il Ministro Costa stanno facendo agli inquinatori.
Valutazione di Impatto Ambientale
Il Governo all'art.50 del Decreto taglia sulla partecipazione dei cittadini. Tanti bei propositi, soprattutto dal M5S e dal Ministro Costa, sul valore della cittadinanza attiva e sull'impegno civico diffuso e ora, invece di colpire i burocrati ministeriali che ci mettono anni ad esaminare le pratiche si indebolisce il ruolo dei cittadini che vogliono dire la loro su decisioni che impattano sulla loro salute, sulla qualità della vita e sull'ambiente. A questi soggetti, riuniti in associazioni, dovrebbe anzi essere garantita la possibilità di partecipare per poter intervenire durante tutto il procedimento amministrativo, comprese le Conferenze dei Servizi di cui alla Legge 241/1990: l'Art.118 della Costituzione favorisce proprio "l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà".
Si sacrificano, invece, i già brevi termini per presentare le osservazioni da parte dei cittadini su progetti enormi, dalle raffinerie alle centrali termo-elettriche passando per gasdotti, trivelle e altre grandi opere, costituiti da centinaia di elaborati tecnici e migliaia di pagine.
Questi i nuovi termini:
-nella verifica di Assoggettabilità a V.I.A. da 45 giorni a 30;
-nella V.I.A. "normale" restano 60.
-nella V.I.A. nazionale tramite conferenza dei servizi simultanea da 60 a 30 giorni;
-nella V.I.A. regionale si passa da 60 a 45 giorni.

Si arriva quindi al paradosso che per un'opera regionale, sicuramente meno complessa, si avranno più giorni rispetto ad una procedura nazionale fatta procedendo per conferenza dei servizi.
Il tutto da un Ministero, quello dell'Ambiente, in cui non è stato attuato, nonostante da anni ci si riempia di chiacchiere, quel cosiddetto "dibattito pubblico", previsto peraltro dal Testo Unico dell'Ambiente D.lgs.152/2006 fin dal 2006 sui progetti più impattanti.
Poi all'art.51 del Decreto la vera e propria elusione della Valutazione di Impatto Ambientale per il potenziamento di opere esistenti stradali, ferroviarie e idriche, una violazione netta della Direttiva Comunitaria 2014/52 che obbliga di assoggettare a V.I.A. le varianti sostanziali di queste opere. Tutto ciò comporterà con ogni probabilità solo ulteriori problemi nell'immediato futuro con ricorsi e condanne a cui porre rimedio spendendo soldi per adeguarsi.
Tante le altre norme vergognose introdotte ma qui evidenziamo due vere e proprie perle.
Alla faccia delle semplificazioni si moltiplicano le poltrone, costituendo una seconda commissione VIA nazionale specifica per le opere del Piano Clima Energia. Grandi slogan, peccato che dentro questo piano ci siano i gasdotti che trasportano metano, un fossile e pericoloso gas clima-alterante. Basta però, mettere la norma, sotto il titolo accattivante "Semplificazioni in materia di green economy" e i cambiamenti climatici saranno un ricordo.
Il DL andrà ora in Parlamento per la conversione in legge. Se i parlamentari non avranno un sussulto eliminando questi regali a inquinatori e affaristi, introducendo norme di civiltà in cui siano capisaldi la partecipazione dei cittadini, la trasparenza e la tutela della salute, troveranno pronti alla mobilitazione le realtà firmatarie di questo comunicato per difendere territori e cittadini.
PRIME ADESIONI:
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Fairwatch
Altragricoltura, Alleanza per la Sovranità Alimentare
Coordinamento Nazionale No Triv
Rete Mamme da Nord a Sud
Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi Free Rivers Italia
Campagna Fuori dal Fossile
Ass. A Sud Onlus
Comitato No Grandi Navi
Comitato No Pedemontana
Gruppo d'Intervento Giuridico Onlus
Coordinamento No Hub del Gas
Medicina democratica Onlus
Associazione Mediterranea per la Natura Onlus
Rete Per la Tutela della Valle del Sacco - RETUVASA
Comitati Cittadini per l'Ambiente - Sulmona
Brigate Solidarietà Attiva Abruzzo
Brigate Solidarietà Attiva Marche
Acqua Bene Comune Pistoia
Alleanza Beni Comuni Pistoia
Associazione "Ornitologi Marchigiani" APS
Comitato No Tunnel TAV di Firenze
Salute Pubblica, Brindisi


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