Brigante e Zezza rispondono a Consales: "portiamo le carte in procura"
lunedì 16 luglio 2012
Ogni volta che il nostro sindaco viene criticato, perde i lumi della ragione e reagisce scompostamente, guardandosi bene dal rispondere alle stesse critiche. Lo ha fatto oggi, per l’ennesima volta in due mesi, dopo la nostra conferenza stampa sull’affidamento diretto del cartellone “Culturiamo” all’associazione Motumus di Maurizio Ciccolella e Salvatore Vetrugno (quest’ultimo dovrebbe essere lo stesso Vetrugno che per conto della News, l’ex azienda di Consales, cura l’ufficio stampa della Provincia di Brindisi).
Il sindaco la prende sul profilo personale e attacca Giovanni Brigante, tentando di creare sospetti su appalti e quant’altro. Bene, sappia il caro sindaco che saremo noi ad inviare le carte in procura, perché la delibera è al momento palesemente poco trasparente e non sostenuta da un impegno di spesa certo, posto che fa riferimento a “60 mila euro che perverranno da sponsorizzazioni” delle quali, allo stato, nulla si sa.
Consales sbaglia anche quando sostiene che «non si intraprende la strada culturale della città con la logica del massimo ribasso, ne tanto meno con quella delle “bruschette e delle frise” (tra l'altro a lui molto gradite recentemente). Del resto anche il centrodestra di Mennitti aveva fatto sempre la stessa cosa che abbiamo fatto noi».
Intanto non è scritto da nessuna parte che non si possa risparmiare anche sulla cultura, e poiché riteniamo che il cartellone di Culturamiamo sia davvero di bassissimo livello, si poteva sicuramente risparmiare sui 212 mila euro che costerà ai brindisini.
E poi non ci risulta che Mennitti abbia mai affidato a trattativa privata ad una sola persona o associazione (amica) l’intero cartellone dell’estate. Se anche lo avesse fatto, il suo addetto stampa Mimmo Consales avrebbe potuto intervenire. Ma all’epoca Mennitti, per Consales, era un Dio. Oggi invece è il colpevole di tutte le malefatte brindisine: potenza della politica e della coerenza: evidentemente Consales non conosce il detto “mai sputare nel piatto in cui hai mangiato”.
Comunque stia tranquillo il sindaco: noi continueremo a portare avanti il nostro programma di “festini di quartiere”, come lui li chiama, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Ma ascolteremo e daremo voce a quanti, non essendo amici del sindaco, non sono ammessi "a corte" ovvero a Palazzo di Città.
Un’ultima cosa chiediamo a Consales: è davvero questo il cambiamento? Se il suo cambiamento sta nell’affidare d’urgenza e senza gara l’ufficio stampa alla News (35 mila euro fino al 31 dicembre); dare 37mila euro (per sette mesi) al suo addetto stampa durante la campagna elettorale, oggi componente dello staff del sindaco; affidare Culturamiamo ad un suo sostenitore elettorale, senza gara e per la modica cifra di 212mila euro, bene, a noi questo cambiamento non piace affatto.
COMUNICATO STAMPA SVILUPPO E LAVORO A FIRMA DI CLAUDIA ZEZZA E GIOVANNI BRIGANTE SVILUPPO E LAVORO
Al comunicato di Brigante la redazione di Brindisiin aggiunge il proprio sconcerto che non ci coglie di sorpresa vista l'arroganza con cui l'attuale sindaco ha sempre curato gli uffici stampa degli enti cittadini (ovvero tutti) e l'illusione da parte dello stesso sindaco che tutto sia in suo potere, tutto doverosamente prima dell'insediamento di un organo di controllo come un consiglio comunale. Sarà un caso?
Il sindaco la prende sul profilo personale e attacca Giovanni Brigante, tentando di creare sospetti su appalti e quant’altro. Bene, sappia il caro sindaco che saremo noi ad inviare le carte in procura, perché la delibera è al momento palesemente poco trasparente e non sostenuta da un impegno di spesa certo, posto che fa riferimento a “60 mila euro che perverranno da sponsorizzazioni” delle quali, allo stato, nulla si sa.
Consales sbaglia anche quando sostiene che «non si intraprende la strada culturale della città con la logica del massimo ribasso, ne tanto meno con quella delle “bruschette e delle frise” (tra l'altro a lui molto gradite recentemente). Del resto anche il centrodestra di Mennitti aveva fatto sempre la stessa cosa che abbiamo fatto noi».
Intanto non è scritto da nessuna parte che non si possa risparmiare anche sulla cultura, e poiché riteniamo che il cartellone di Culturamiamo sia davvero di bassissimo livello, si poteva sicuramente risparmiare sui 212 mila euro che costerà ai brindisini.
E poi non ci risulta che Mennitti abbia mai affidato a trattativa privata ad una sola persona o associazione (amica) l’intero cartellone dell’estate. Se anche lo avesse fatto, il suo addetto stampa Mimmo Consales avrebbe potuto intervenire. Ma all’epoca Mennitti, per Consales, era un Dio. Oggi invece è il colpevole di tutte le malefatte brindisine: potenza della politica e della coerenza: evidentemente Consales non conosce il detto “mai sputare nel piatto in cui hai mangiato”.
Comunque stia tranquillo il sindaco: noi continueremo a portare avanti il nostro programma di “festini di quartiere”, come lui li chiama, senza mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Ma ascolteremo e daremo voce a quanti, non essendo amici del sindaco, non sono ammessi "a corte" ovvero a Palazzo di Città.
Un’ultima cosa chiediamo a Consales: è davvero questo il cambiamento? Se il suo cambiamento sta nell’affidare d’urgenza e senza gara l’ufficio stampa alla News (35 mila euro fino al 31 dicembre); dare 37mila euro (per sette mesi) al suo addetto stampa durante la campagna elettorale, oggi componente dello staff del sindaco; affidare Culturamiamo ad un suo sostenitore elettorale, senza gara e per la modica cifra di 212mila euro, bene, a noi questo cambiamento non piace affatto.
COMUNICATO STAMPA SVILUPPO E LAVORO A FIRMA DI CLAUDIA ZEZZA E GIOVANNI BRIGANTE SVILUPPO E LAVORO
Al comunicato di Brigante la redazione di Brindisiin aggiunge il proprio sconcerto che non ci coglie di sorpresa vista l'arroganza con cui l'attuale sindaco ha sempre curato gli uffici stampa degli enti cittadini (ovvero tutti) e l'illusione da parte dello stesso sindaco che tutto sia in suo potere, tutto doverosamente prima dell'insediamento di un organo di controllo come un consiglio comunale. Sarà un caso?
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