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BRINDISI : CONFCOOPERATIVE CHIEDE SOSPENSIONE BANDO AL COMUNE DI MESAGNE

giovedì 26 marzo 2026
BRINDISI : CONFCOOPERATIVE CHIEDE SOSPENSIONE BANDO AL COMUNE DI MESAGNE Confcooperative  chiede al Comune di Mesagne la revoca dell'Avviso
di Assegnazione dei terreni confiscati alle mafie


Confcooperative Puglia chiede al Comune di Mesagne la revoca dell'Avviso di Assegnazione dei terreni confiscati alle mafie.
Il Comune di Mesagne ha emanato l'avviso pubblico di selezione per l'assegnazione in concessione d'uso a titolo gratuito e per finalità sociali dei terreni agricoli situati in Contrada Canali, confiscati alla criminalità. L'Avviso prevede la durata di tre anni del periodo di concessione che non è assolutamente coerente con qualsiasi programma di valorizzazione dei terreni assegnati, nè tantomeno, con gli obiettivi e le finalità dell'istituto di concessione dei beni sottratti alla criminalità organizzata per un riuso con ricadute economiche, sociali e produttive sulla collettività.
Di fronte alla richiesta avanzata al Comune di Mesagne di ritiro del Bando l'Amministrazione Comunale ha comunicato di voler proseguire.

Confcooperative Puglia denuncia quanto accaduto e comunica che procederà ad intraprendere tutte le opportune azioni dinanzi agli organi preposti, per ripristinare la corrispondenza dell'avviso alle finalità previste dalla Legge.
"Confcooperative è convinta della propria posizione in ragione di analisi (costi/ricavi) concrete in merito alla fattibilità del progetto che, certamente non andrebbe incontro a quanto richiamato dallo stesso avviso in relazione ai percorsi didattici, attivazione di percorsi di inclusione sociale nonché l'organizzazione di iniziative di educazione ambientale e alimentare e di sensibilizzazione sui temi della legalità – dichiara Stefania Pasimeni, presidente di Confcooperative Brindisi -. Le uniche colture praticabili nel tempo indicato delle tre annualità agrarie sono solo quelle primaverili ed estive vale a dire seminativo (grano, ceci ecc) e cerealicole. La preparazione dei terreni necessitano di investimenti iniziali anche importanti e che comunque allo scadere delle tre annualità non potranno essere in alcun modo ammortizzati".

L'avviso prevede all'art. 3 la non possibilità di rinnovo del contratto rendendo assolutamente antieconomica la partecipazione di soggetti qualificati e andando in contrasto ai criteri principali dei beni confiscati alle mafie che devono avere una valenza morale, culturale, politica e sociale da un lato; dall'altro, costituire una risorsa economico- finanziaria per la collettività.
Per realizzare ciò è necessario un concreto utilizzo dei beni, e quindi il loro impiego per lo sviluppo dell'economia sociale, capace di produrre beni e servizi che abbiano una ricaduta sulla comunità e che possano produrre "ricchezza" intesa come possibilità di fruizione dell'intera comunità. Il riuso dei beni confiscati non può non essere necessariamente integrato e connesso per lo sviluppo di un nuovo modello economico, idoneo a ricostruire un tessuto sociale frammentato e impoverito, che si fondi sulla combinazione imprescindibile di contrasto alla criminalità organizzata e costruzione di giustizia sociale.
Tali obiettivi e finalità, previsti anche a livello internazionale e recepiti dall'Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati, devono altresì consentire di realizzare forme di welfare inclusivo tale da far raggiungere le persone più svantaggiate per farle uscire dalla marginalità sociale e dalla povertà, creare nuove opportunità, redistribuire ricchezza sul territorio e benessere collettivo. È evidente che quanto innanzi necessita di un tempo ben più lungo dei tre anni previsti e che non può essere ricondotto alla solo coltivazione del terreno poiché i beni confiscati sono molto altro.

"Per questi motivi Confcooperative reitera al Comune di Mesagne la richiesta di revoca dell'avviso e l'apertura di un tavolo di dialogo e confronto con tutte le Associazioni tavolo di dialogo con tutte le Associazioni, Comuni ed Enti interessati per esplorare strategie di gestione condivise" conclude il Presidente di Confcooperative Puglia, Giorgio Mercuri.

Ufficio Stampa
Stefania Di Mitrio

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