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BRINDISI : CUAV Centro Uomini Autori di Violenza CRIS.A.M.

venerdì 8 marzo 2024
 La Cooperativa sociale Solidarietà e Rinnovamento da 25 anni impegnata nella prevenzione e nel contrasto della violenza nei riguardi di donne e minori, attraverso la gestione di servizi specialistici, sia pubblici che privati: Il Centro Crisalide contro l’abuso e il maltrattamento minori e donne; una Casa Rifugio ad indirizzo segreto e il servizio CUAV (Centro Uomini Autori o potenziali autori di Violenza) denominato Cris.A.M. (Crisalide Area Maltrattanti), in occasione dell’8 marzo Giornata Internazionale della donna, intende presentare i risultati del lavoro svolto nei riguardi degli autori di comportamenti violenti e/o abusanti.
Spesso infatti si parla di violenza di genere, senza citare mai chi sono gli autori di queste violenze e dare il giusto risalto al fatto che contrastare questo fenomeno così diffuso e radicato nella nostra cultura e nella nostra società non può prescindere da un cambiamento profondo degli uomini.
Il Centro Cris.A.M. è un servizio riconosciuto dalla Regione Puglia con competenze sul territorio della provincia di Brindisi, che opera con una équipe specializzata formata da tre psicologi psicoterapeuti, una psicologa psicoterapeuta e una educatrice professionale. Così come previsto dalla Conferenza Stato Regioni del 14 settembre 2023, il servizio ha l’obiettivo di prevenire ed interrompere i comportamenti violenti, riservando attenzione prioritaria alla sicurezza ed al rispetto dei diritti umani della donna e dei/delle figli/e figli minori, di limitare la recidiva, di favorire l’adozione di comportamenti alternativi da parte degli autori. A tal fine il CUAV Cris.A.M. opera e collabora con tutti i servizi della Rete Antiviolenza.
Il percorso con gli uomini autori o potenziali autori di violenza prevede una serie di colloqui individuali di valutazione propedeutici all’inserimento dell’uomo in un lavoro di gruppo psicoeducativo strutturato della durata di almeno 12 mesi.
Dalla data ufficiale di avvio del servizio febbraio 2022 ad oggi sono stati seguiti 39 uomini provenienti da diverse aree della provincia ed oltre:
- Ambito Br/1 (Brindisi- San Vito dei Normanni) 12
- Ambito Br/2 (Fasano – Ostuni - Cisternino) 5
- Ambito Br/3 Francavilla Fontana (Comune capofila) Carovigno - Ceglie Messapica -
Oria - San Michele Salentino - Villa Castelli) 14
- Ambito Br/4 (Mesagne – Cellino San Marco – Erchie – Latiano – San Donaci – San
Pancrazio S.np – San Pietro V.co – Torre S.S., Torchiarolo) 6
- Fuori Provincia 1
Non è facile per un uomo autore di violenza riconoscere le proprie responsabilità e decidere di cambiare. Spesso la richiesta è accompagnata da provvedimenti dell’Autorità Giudiziaria ed eseguita dagli uffici competenti del Ministero della Giustizia; altrettanto frequente è l’accesso su consiglio di un avvocato, dopo un rinvio a giudizio. Inizialmente si valuta la motivazione che non è mai accompagnata da una piena consapevolezza degli atti commessi, della responsabilità, delle conseguenze sulle vittime (neanche negli accessi spontanei). Il
Ambito di proveninenza
1
6
14
5
0 2 4 6 8 10 12 14
Fuori provincia
Ambito Br/4 (Mesagne – Cellino San Marco – Erchie – Latiano – San Donaci – San Pancrazio S.np – San Pietro V.co – Torre S.S., Torchiarolo)
Ambito Br/3 Francavilla Fontana (Comune capofila) Carovigno - Ceglie Messapica - Oria San Michele Salentino - Villa Castelli)
Ambito Br/2 (Fasano – Ostuni - Cisternino)
Ambito Br/1 (Brindisi- San Vito dei Normanni)
13

lavoro procede per gradi e secondo programmi volti al superamento di queste “resistenze”, introducendo i partecipanti ad un profondo confronto con le proprie difficoltà, credenze e modalità di gestire le relazioni affettive. Tra coloro che si sono rivolti al nostro servizio troviamo:
8 accessi spontanei, 8 su disposizione della Magistratura attraverso l’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna, 2 dall’Ufficio di Servizio Sociale Minorile del Ministero di Giustizia, 12 attraverso il legale, 9 servizio sociale territoriale
Spesso la violenza si manifesta in diverse forme, solitamente connesse fra loro, in particolare rileviamo
22 uomini autori di maltrattamenti e violenza fisica
9 stalking
5 violenza sessuale
1 molestie sessuali
1 autore di revenge porn
Tipo di accesso
9
12
8
2
8
spontaneamente
disposizione della Magistratura
dall’Ufficio di servizio sociale minorile del Ministero di Giustizia Legale
Servizio Sociale Territoriale

1 possesso di materiale pedopornografico 15 anche autori di violenza psicologica
5 violenza economica
Tipo di violenza
violenza economica violenza psicologica possesso di materiale pedopornografico
revenge porn violenza sessuale molestie sessuali
stalking maltrattamenti e violenza fisica
5
5
15
1 1
1
9
0 5 10 15 20 25
22
In 24 casi si è rilevata la presenza di figli/e, pertanto è stata affrontata con gli uomini una riflessione sull’impatto e sulle conseguenze che la violenza assistita ha sui bambini e sulle bambine, allo stesso modo della violenza diretta, segnandoli per tutta la vita.
Sempre dal nostro campione di utenza, notiamo che le vittime delle violenze sono:
coniuge 5
Ex coniuge 12
Ex Partner convivente 7
Ex partner non convivente 3 Partner non convivente 2 Partner convivente 2

Familiari 2 Figli 1 Altro 4
Pur sapendo che la violenza è un fenomeno trasversale, che attraversa allo stesso modo condizioni sociali ed economiche diverse, abbiamo comunque ritenuto interessante rilevare titolo di studio e professione dei perpetratori.
Focalizzando l’attenzione sul grado di istruzione dei componenti del nostro campione, notiamo che:
lic. Elementare 3 Media inferiore 21 Media superiore 12 Laurea 1
Altro 1
12
Vittima
222
12 10 8 6 4 2 0
6
7
3
4 1

Titolo di studio
11
3
13
Licenza Elementare
21
Media inferiore Media superiore Laurea altro
Lavoro:
Occupato 14 Occupazione precaria 14 Disoccupato 8 Pensionati 2

Lavoro
2
8 15
14
Occupato Occupazione precaria Disoccupato Pensionati
L’intervento del CUAV di Brindisi, a due anni dall’avvio ufficiale, mostra segnali incoraggianti di efficacia così come testimoniano i risultati raccolti alla fine di un primo ciclo di intervento strutturato della durata di oltre un anno, ben rappresentati dalle testimonianze contenute nelle note conclusive di assunzione di responsabilità di cui riportiamo alcuni stralci:
Primo uomo: “... nel periodo intercorso, dall’inizio alla fine, ho potuto notare come vedo e percepisco diversamente tante cose: come affrontare i momenti di rabbia, imparando a riconoscerli e quindi a gestirli o evitarli; nell’attenzione alle scelte....; nell’attenzione al modo in cui rapportarmi all’altra persona: cercando dialogo non scontri ...”
Secondo uomo: “... ho imparato a riconoscere le mie debolezze, la mia aggressività inconscia, migliorando la mia capacità di gestione del modo in cui rispondo a situazioni che un tempo avrebbero suscitato in me la violenza ... ho capito che la violenza ha tanti volti che spesso non riconosciamo ... e che, soprattutto, non è mai giustificabile”
Da una lettera scritta alla fine del percorso e rivolta alla ex partner: “ ... sono andato via dopo quello che è successo senza rendermi conto che oltre alla violenza ti ho anche abbandonata. Chiedo scusa perché non ho mai chiesto come stanno i ragazzi. Sono scappato

dalle mie responsabilità, dagli impegni presi con voi. Questo lungo percorso intrapreso mi ha permesso di capire dove ho sbagliato. Non ho ascoltato le tue richieste di confronto; facevo quello che ti rendeva felice ma solo perché più comodo, più facile. Ero più preoccupato dai problemi economici, pratici che dai veri valori importanti come l’affetto, la comprensione, la condivisione. Ho affrontato le difficoltà con la violenza sia fisica, che verbale. Ora capisco quanto gli insulti, le ingiurie, i lanci di oggetti siano gesti violenti e pericolosi per chi è dall’altra parte. Ci sono altri modi per affrontare le difficoltà. ... non mi sono mai messo nei tuoi panni, non ti ho mai ascoltata quando dicevi che non si poteva andare avanti così, che mi avresti lasciato perché quella non era vita.
Ho preso coscienza che avevamo tempi diversi. Progetti diversi. Per evitare il confronto, eventuali discussioni, accettavo i tuoi senza esserne parte attiva. Non ho mai chiarito le mie idee, opinioni.
Mi spiace per come è finita. Non doveva essere un sopruso o chiudere la nostra relazione, ma la presa d’atto di due adulti che nonostante i sentimenti, si rendono conto che le differenze erano inconciliabili, condividendo le scelte”.

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