BRINDISI : DIFENDIAMO LA SCUOLA DELLE RADICI
mercoledì 25 marzo 2026
Per salvare la bellezza di pensare dal dominio della tecnica – Riflessione sul DantedìDa anni si sente ripetere che il Liceo classico è la scuola dell’inutile: un relitto polveroso affondato assieme al passato che pretende di rievocare. Cinquant’anni di ideologia della tecnica e dell’utile hanno annientato la predisposizione alla bellezza che per millenni ha accompagnato la Civiltà Europea: conta solo ciò che serve, non ciò che vale.
Si dice che il Liceo classico insegna un mondo che non c’è più e trascura invece il mondo in cui vivi e vivrai, condannando a diventare un disoccupato senza speranza.
Ma siamo sicuri che sia proprio così?
Nonostante ciò che si racconta, la realtà è un’altra: la “scuola dell’astratto”, infatti, riesce a far conseguire risultati estremamente concreti.
Lo studio delle lingue classiche e della filosofia non è mero esercizio mnemonico: educa al difficile, insegnando a chi vi si cimenta il valore del pensiero critico, la capacità di risoluzione dei problemi, l’attitudine a pensare ed esprimersi meglio di chiunque altro. Non solo: l’elevato carico di studio prepara alle sfide dell’università con una efficacia altrimenti non raggiungibile.
Eppure, non è su un mero piano materialista che si misura la centralità formativa della cultura umanistica: quale che sia il percorso di studi, il suo apprendimento consente, infatti, di recuperare intatto l’intero patrimonio della Civiltà Europea, e di tramandare quanto fatto, detto e pensato dai nostri antenati. In un paese come l’ltalia, erede più di ogni altro di quella tradizione, questo deve significare non soltanto trasmettere passivamente un agglomerato di nozioni, ma anche e soprattutto lanciare il monito di saper essere all’altezza della straordinaria eredità che grava sulle nostre spalle, con la necessità di mantenerla in vita.
Studiare la storia, l’arte, il pensiero e le gesta degli eroi di questa Nazione consente infatti di individuare il filo conduttore che accumuna tra loro tutte le generazioni d’Italia: la capacità di creare, di scoprire e soprattutto di osare. Dal coraggio di sfidare l’ignoto di Cristoforo Colombo al sublime racconto del divino di Dante, dalla creatività geniale di Leonardo al sacrificio eroico dei ragazzi della Grande Guerra, la storia d’Italia restituisce un’immagine
molto diversa dal ritratto caricaturale “spaghetti-mafia-mandolino” che alcuni cercano di affibbiare al nostro Paese.
Tutto ciò non può finire disperso: occorre in tal senso riformare lo studio dell’ Educazione civica, traformandola nel momento in cui gli studenti comprendano a pieno il significato di essere eredi di quel lascito morale e dell’esigenza di declinarlo nella loro vita, tutti i giorni. Oggi più che mai, occorre affrontare la sfida della modernità, essendo capaci di coniugare tradizione e rinnovamento, identità e apertura al presente. È doveroso adattare un modello di didattica che per tanti decenni si è rivelato vincente – quello che mette al centro la cultura umanistica – al tempo, ai problemi e alle prospettive della Generazione che lo vive.
Interdisciplinarietà, promozione di laboratori, potenziamento dei collegamenti con l’università sono solo alcuni spunti. Ma non basta: bisogna promuovere gli scambi culturali con tutto il Mediterraneo, culla di quella Civiltà cantata, rappresentata e scolpita nelle opere che si studiano tra i banchi di scuola. A tal fine, è necessario implementare i viaggi di istruzione nei luoghi simbolo di questo continente, per coniugare conoscenza teorica e esperienza pratica, pensiero e Azione.
Per informazioni: br.azionestudentesca@gmail.com
Ricerca
Inserisci una o più parole da ricercare all'interno del nostro archivio di notizie:
Powered by Google Search
Ultime Notizie
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026
- mercoledì 25 marzo 2026





