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BRINDISI : LETTERA DI UNO STUDENTE FUORI SEDE

lunedì 27 luglio 2026
BRINDISI : LETTERA DI UNO STUDENTE FUORI SEDE"Scrivo per proporre alla vostra attenzione e alla cittadinanza una riflessione sul recente cartellone di eventi "Meridiani d'Estate 2026", promosso dal Comune di Brindisi e dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi.

Pur apprezzando l'impegno economico e l'offerta rivolta a un pubblico adulto o amanti della cultura tradizionale, è impossibile non notare un'assenza pesante e sistematica: quella della fascia giovanile (15-25 anni) e dei tanti fuorisede che d'estate tornano in città.
Di seguito la mia lettera aperta rivolta all'amministrazione, agli organizzatori e alla cittadinanza.

Brindisi e il grande abbaglio: perché l'estate 2026 ha dimenticato i suoi giovani

C'è un grande assente nel cartellone di "Meridiani d'Estate 2026", ed è la generazione che più di tutte dovrebbe vivere la città: i ragazzi. Tra spettacoli teatrali, dibattiti letterari e rassegne tradizionali, la fascia d'età che va dagli adolescenti ai ventenni è stata di fatto ignorata, liquidata con un paio di format di piazza già visti e qualche dj set da contorno.

La domanda da porsi al Comune di Brindisi e alla Fondazione Nuovo Teatro Verdi è semplice: qual è la visione strategica per i giovani di questa città?

L'amaro rientro dei fuorisede
Questa mancanza fa ancora più male a chi, come me e tantissimi altri ragazzi della mia età, vive la condizione di studente o lavoratore fuorisede. Durante l'anno viviamo lontano, affrontiamo sacrifici e parliamo con orgoglio della nostra terra. Ma quando torniamo a Brindisi per le vacanze estive, desiderosi di ritrovare la nostra città viva, ci scontriamo con il nulla più totale. Trovare un cartellone estivo che non offre un solo spazio, un concerto o una rassegna pensata per noi è sconfortante. Sembra quasi che la città ci dica: "Siete liberi di andare via, tanto qui per voi non c'è niente".

L'illusione dell'intrattenimento giovanile

Inserire in calendario uno schiuma party o l'Holi Party nei quartieri per spuntare la casella "eventi per ragazzi" significa non comprendere le reali esigenze delle nuove generazioni. Si tratta di iniziative occasionali e "chiavi in mano", prive di un'identità locale, che possono trattenere i ragazzi per un paio d'ore ma non creano alcun valore sul territorio. Non creano aggregazione reale, non stimolano la creatività e non offrono un motivo valido per restare a Brindisi durante le serate estive.

La fuga verso i comuni vicini

Il risultato di questa programmazione a senso unico è sotto gli occhi di tutti: la desertificazione giovanile. Chi resta in città e chi torna dai fuorisede è costretto a spostarsi nei paesi limitrofi, attirati da festival indie, concerti rap/trap, format di musica elettronica al tramonto, cinema all'aperto e mercatini dedicati alle nuove tendenze. È un paradosso mortificante per una città di mare con spazi e un lungomare che potrebbero ospitare rassegne giovanili di livello regionale.

Le alternative possibili

A mancare non sono le risorse, ma la visione. Sarebbe bastato poco per ribaltare la prospettiva:
- Un festival di musica contemporanea: spazio ai linguaggi e agli artisti emergenti amati dagli under 25, invece di limitarsi alla solita offerta per pubblico adulto.

-Coinvolgimento della movida locale: fare rete con i gestori dei locali del centro e del porto per creare appuntamenti musicali fissi nel fine settimana, invece di calare eventi dall'alto.

-Cultura pop e linguaggi urbani: contest di street art, tornei sportivi serali (basket 3x3, skate,ballo) o rassegne cinematografiche all'aperto dedicate al cinema d'autore contemporaneo e alle serie di culto.

Una città che non accoglie i suoi ragazzi non ha futuro
Organizzare un'estate culturale non significa solo accontentare il bacino elettorale consolidato. Una politica culturale seria deve saper parlare a tutti. Trattare i giovani come comparse a cui concedere la solita festa di piazza — o peggio, dimenticarsi del tutto di chi torna a casa dopo mesi di studio e lavoro — significa condannare Brindisi all'isolamento.

Se l'amministrazione punta davvero a rendere la città dinamica e attrattiva, deve iniziare a considerare i ragazzi non come una casella da riempire all'ultimo minuto, ma come la risorsa più preziosa da trattenere e valorizzare."

Firmato
Andrea Renna
Cittadino e studente fuori sede

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