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Comunicato Cobas : lettera al Console Onorario della Turchia

giovedì 21 marzo 2013
La Confederazione Cobas di Brindisi invia al Console Onorario
della
Turchia a Brindisi dottoressa Pilar Bolognini un comunicato
nazionale
Cobas ed uno della Rete Kurdistan in Italia contenente le proteste
relative a 5 cooperanti europei ,tra cui uno italiano, che si sono
visti negare l'ingresso in Turchia nella giornata del 17 Marzo 2013.
Abbiamo potuto vedere negli anni scorsi con i nostri occhi la
repressione operata dal governo Turco nei confronti di una
popolazione
come quella Curda rappresentata da 20 milioni di abitanti sui 60
totali
della Turchia.
Noi ci auguriamo che dalla nostra città parta un messaggio di pace
e
di rispetto dei diritti umani ,dove gli scambi commerciali tra
l'Italia e la Turchia si possano produrre in clima diverso che non
sia
quello della repressione che ha visto nel corso degli anni la
distruzione di oltre 4.000 villaggi e il conseguente esodo di
milioni
di cittadini Curdi.
Si calcola che nella sola Istanbul si siano riversati oltre 4
milioni
di cittadini Curdi e che in tanti siano fuggiti per approdare sulle
nostre coste ,dove sono diventati per i nostri governi immigrati
clandestini.
Ma non sono clandestini ,sono cittadini curdi con nome e cognome
con
il loro pesante fardello di storie di morte e persecuzione .
Brindisi 20 Marzo 2013
Per la Confederazione Cobas di Brindisi Roberto Aprile

Comunicato stampa
Ieri la
Turchia del governo Erdogan si è macchiata dell’ennesima
violazione dei diritti umani e del diritto internazionale,impedendo
l’
ingresso
a 5 cooperanti umanitari europei , tra cui Antonio Olivieri
presidente
dell’associazione “ Verso il Kurdistan”.

All’aeroporto di Istambul, Antonio e gli altri 4 sono stati
“ sequestrati” e stazionati in una stanzetta in attesa del
rimpatrio
( per
Antonio dovrebbe avvenire stamani verso Milano) in quanto ritenuti
“indesiderabili”
dal governo Erdogan.

A nulla sono valse le proteste delle delegazioni italiane ed
europee , per nulla supportate dalle rispettive ambasciate , che
continuano ad
avere un atteggiamento condiscendente con il governo.

Antonio, insieme ad una folta delegazione italiana,era sceso
nuovamente in Turchia per raggiungere il Kurdistan – le località di
Dyarbakir,
Van,Marvin – per corrispondere ai numerosi progetti socio-umanitari
che
sviluppa l’associazione “ Verso il Kurdistan” e per partecipare al
NEVROZ , il
capodanno kurdo che rappresenta l’anelito di libertà,dignità e
giustizia del
popolo kurdo.

Anche quest’anno si prevedono milioni di kurdi in piazza a
festeggiare e protestare per le continue violazioni dei diritti
umani, civili e
politici; nell’occasione è difficile che cambierà l’atteggiamento
ostativo e
repressivo del governo, nonostante la trattativa aperta da mesi con
Ocalan e la
delegazione del BTP per giungere ad una “giusta soluzione di pace e
democrazia”.

La Confederazione
Cobas esprime ad Antonio Olivieri e agli altri cooperanti
respinti la solidarietà e l’impegno a rafforzare i progetti a cui
da
tempo
partecipa, anche attraverso l’onlus Azimut ; e a manifestare in
ogni
sede la
condanna nei confronti del governo turco, che continua a far
parlare
di se
sopratutto per i massacri nei villaggi kurdi, per le torture,per le
carceri
dove sono rinchiusi in migliaia tra
deputati,sindaci,giornalisti,avvocati, militanti, donne e bambini.






Roma 18.3.13
CONFEDERAZIONE COBAS



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