DA DOVE VENGONO LE MALATTIE
mercoledì 8 aprile 2020
A PARTIRE DA OGGI APRIAMO UNO SPAZIO ALL'ASSOCIAZIONE Animal Equality. La visione di Animal Equality è quella di un mondo in cui tutti gli animali siano protetti e rispettati.
Animal Equality è un’organizzazione internazionale che lavora con la società civile, i governi e le aziende per porre fine alla crudeltà sugli animali allevati a scopo alimentare.
Wet market.
Questi 'mercati umidi' devono il loro nome al sangue degli animali che vengono macellati al momento, davanti agli occhi degli acquirenti, bagnando le superfici.
Le immagini che abbiamo raccolto ci fanno indignare per le barbarie perpetrate sugli animali, ma dietro la violenza dei wet market c'è molto di più: infatti, possono essere potenziali focolai di pericolose malattie.
Sangue, escrementi e liquidi corporei di ogni tipo diventano il vettore attraverso il quale le malattie si trasmettono tra specie diverse, per poi fare il salto di specie - chiamato spillover - dagli animali agli esseri umani.
Le malattie che gli animali diffondono all'uomo sono note come malattie zoonotiche o zoonosi e non sono una novità: la SARS - sindrome respiratoria acuta grave - fu causata da un coronavirus (SARS-CoV) che dai pipistrelli, ospiti naturali e asintomatici del virus, si trasmise ai mammiferi, proprio in uno di questi mercati all'aperto nella provincia di Guangdong, in Cina.
Anche MERS - Sindrome Respiratoria Mediorientale - Ebola, Aviaria e addirittura HIV sono virus che hanno avuto origine dagli animali.
Secondo diverse autorevoli fonti, tra cui l'European Food Safety Authority, il 75% delle nuove malattie e circa la metà delle malattie infettive è di origine zoonotica - cioè proviene dagli animali. Si tratta di un dato che dovrebbe farci riflettere e riconsiderare il nostro rapporto con gli altri esseri viventi con cui condividiamo il Pianeta.
Anche la diffusione e la crescita degli allevamenti intensivi è all'origine della diffusione di zoonosi e del salto di specie, con la conseguente propagazione di epidemie - e di pandemie, nel peggiore dei casi.
A causa dell'enorme numero di animali in essi rinchiusi e dei frenetici ritmi di produzione che provocano stress cronico negli animali e indebolimento del sistema immunitario, gli allevamenti intensivi sono luoghi perfetti per la rapida diffusione di virus.
Per ridurre al minimo questo rischio, gli allevatori usano comunemente gli antibiotici come additivo per mangimi, innescando la reazione nota come 'antibiotico resistenza', con conseguenze anche gravi sulla salute umana.
Aviaria e peste suina sono esempi di malattie pandemiche sviluppatesi negli allevamenti intensivi: solo nel 2019, le autorità di diversi Paesi dell'Asia sono state costrette a ordinare l'uccisione di circa 450 milioni di suini. Un numero incredibilmente alto, che fa capire la tragicità del fenomeno.
Gli allevamenti intensivi, oltre a essere causa di sofferenza agli animali e possibili focolai di malattie, sono anche tra le prime cause di deforestazione, specialmente in Sud America, dove la foresta amazzonica indietreggia in maniera preoccupante per far posto ai pascoli di bovini.
E deforestazione significa anche e soprattutto distruzione di habitat e di biodiversità, favorendo la rottura degli equilibri ecologici in grado di contrastare i microrganismi responsabili di alcune malattie e creando condizioni favorevoli alla loro diffusione.
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