ERCHIE : I RITI DI SAN GIUSEPPE
lunedì 16 marzo 2026
Ritorna ad Erchie l'annuale appuntamento con il Falò e le Mattre di San Giuseppe, eventi della tradizione popolare, che l'Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Giuseppe Margheriti, valorizza al fine di offrire un'esperienza autentica di turismo identitario, enogastromico e religioso. Sono eventi inseriti nel protocollo d'intesa dei I Tesori del Salento, cui aderiscono i Comuni della Provincia di Brindisi, nell'ambito della promozione dei luoghi della cultura, dei beni culturali, dei riti religiosi, dell'enogastronomia, eventi culturali/folcloristici etc, in un'ottica di valorizzazione e gestione integrata territoriale. Mercoledì 18 marzo è il giorno del Fanoj di San Giuseppe, evento iscritto nel Registro Regionale dei Rituali Festivi legati al Fuoco in Puglia, con la spettacolare accensione pirotecnica di una pira formata da fascine di fronde di ulivo, recuperati dalla potatura degli uliveti e che sapientemente e con dedizione i giovani dell'associazione "Gli Amici del Falò di San Giuseppe" hanno composto in una architettura piramidale alta 15 metri e che arderà tutta la notte. Appuntamento alle ore 19:30, al largo di Via Boccaccio (Zona 167), per assistere all'arrivo della statua del Santo portato in processione e alla solenne benedizione, al lancio dei palloni devozionali e all'esibizione de Cavalieri del fuoco con lo spettacolo "La magia del fuoco". Dalle 21, la scena passerà alla musica d'autore salentina. Sul palco salirà Enzo Petrachi e la sua Folk Band, icona della musica leccese, per una serata all'insegna del ritmo e del coinvolgimento. Ad arricchire la performance ci saranno due ospiti d'eccezione: Cesko (frontman degli Après la Classe) e Giampaolo Catalano (The Lesionati). Giovedì 19 marzo è il giorno delle "Mattre", un'antica tradizione custodita e valorizzata dall'Unità Pastorale e dalla Pro Loco di Erchie, che avvicina il sacro e il profano e dove protagonista è il cibo. Per l'ora di pranzo, in tutto il centro del paese sono imbandite le mattre (tavole) di San Giuseppe per ricordare la povera dieta contadina composta da 13 piatti tipici. Il piatto fondamentale è la Tria (tagliatelle) condita con olio fritto e pane, la tria con le fave, la tria con il miele, la tria con i ceci, la tria con la cipolla fritta, l'ampasciuni (muscari) fritti, i cavolfiori fritti, il baccalà e pesce fritto vengono offerti all'intera popolazione e a tutti i visitatori. Sono momenti rappresentativi di questa tradizione: la celebrazione della Santa Messa con la partecipazione di Monsignor il Vescovo Vincenzo Pisanello; la benedizione delle mattre durante la processione del Santo; la chiusura anticipata delle scuole. Per il loro valore simbolico, anche perché rimandano al significato originario della festa, meritano un'attenzione particolare "gli uccelletti": pezzi di pasta non lievitata, modellati a forma di uccelli, con due acini di pepe a mo' di occhi e un corto filo di cotone rosso nel becco. Ogni devoto avrà cura di custodirne uno in casa e sbriciolarlo in direzione dei quattro punti cardinali per tenere lontano "lu mali tiempu" e proteggere il raccolto. A seguire lo spettacolo musicale After Mattra a cura delle associazioni Joga Bonito e Miyagi aps.UFFICIO STAMPA
Paolo conte
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