« Visualizza tutti i records in questa Rubrica
Versione Stampabile

Il giudice decide sul rinvio a giudizio di 29 disoccupati

lunedì 18 giugno 2012
Il giudice decide sul rinvio a giudizio di 29 disoccupati
Il Giudice delle udienze preliminari  del Tribunale di Brindisi ,
dottoressa Tea Verderosa , deciderà nella udienza di Martedì 19 
Giugno 
se rinviare a giudizio o meno 29 disoccupati colpevoli secondo le  
accuse di aver bloccato l’ingresso della Monteco l’1 ed il 2 Marzo 
dello scorso anno.
Il 3 Aprile scorso ci fu una udienza lampo con un rinvio a causa  
di 
un difetto di notifica al 19 Giugno , ma  quei pochi minuti furono 
comunque utili alla Monteco a chiedere  ai disoccupati 50.000 euro 
di 
danni per quelle manifestazioni.
Intanto arriva un decreto penale di condanna di 100 Euro per 36 
disoccupati ,colpevoli di aver occupato simbolicamente il salone di 
rappresentanza del Comune di Brindisi .
Tornando indietro nel tempo di almeno 40 anni non era mai avvenuto 
uno sgombero con ingenti forze di polizia  di quel salone di 
rappresentanza ,occupato dalle più svariate forme di protesta.
Una breve cronistoria :
il blocco dell’1  e del 2 Marzo nasce spontaneamente ma le proteste 
in città avvenivano   a partire dal Novembre 2010 quando  la 
Monteco 
invia oltre 30 lavoratori a Brindisi .
 Nei giorni appresso al blocco dei cancelli il Comitato dei 
disoccupati  chiede un incontro con l’allora Assessore al Mercato 
del 
Lavoro ,Enzo Ecclesie , chiedendo  la presenza della Monteco e del 
Comune di Brindisi.
In questa riunione in cui è presente il Comune di Brindisi ma non 
la 
Monteco sale a galla la verità:questi lavoratori arrivati a 
Brindisi 
in 
gran numero non provenivano da situazioni di crisi occupazionali ma 
erano stati assunti ex-novo appositamente per Brindisi.
Una sorta di provocazione bella e buona da parte della Monteco.
Dall’altra la rabbia aumentava nei disoccupati ,che agognavano non 
di 
avere il posto fisso alla Monteco ma di lavorare anche solo alcuni 
mesi 
come precari .
A questo punto avviene la occupazione simbolica del salone di 
rappresentanza svoltasi nella più assoluta calma ,che si conclude 
con 
la polizia che prende foto e impronte dei partecipanti come nelle 
peggiori delle retate.
Ma abbiamo ben capito nel corso di oltre un anno di lotte del 
comitato dei disoccupati che è più facile reprimere  che dare 
risposte 
alla gente.
Basti pensare agli inutili ed odiosi arresti ai domiciliari di 
Ottobre 2011 ,avvenuti 8 mesi dopo i fatti perché ci poteva essere 
pericolo di fuga.
I bisogni della gente non vanno in ferie e quello che semplicemente 
possiamo affermare che la fame è aumentata.
La crisi sta travolgendo i ceti medi ,immaginiamoci chi non ha un 
euro per mettere il piatto in tavola a mezzogiorno.
E a queste persone si chiedono  anche 100 euro per una multa del 
tribunale di Brindisi.
Brindisi 18.06.2012
Per il Comitato dei disoccupati Roberto Aprile


Torna su