Interrogazione parlamentare del senatore Caforio sull'assegnazione delle frequenze televisive digitali in Puglia
giovedì 29 marzo 2012
Il Senatore CAFORIO IDV presenterà martedì prossimo un’interrogazione parlamentare in merito alle modalità adottate per l’assegnazione delle frequenze televisive in Puglia che stabiliscono tempi ristrettissimi per la presentazione della documentazione necessaria a rientrare nella lista degli assegnatari.
In queste ultime ore tutte le emittenti televisive locali hanno espresso il proprio dissenso nei confronti della chiusura dei bandi in tempi troppo rapidi.
Di seguito il comunicato diffuso dalle emittenti televisive pugliesi.
Il passaggio al digitale: Quale futuro?
Così nessuno potrà dire: “IO NON LO SAPEVO” . . .
È a tutti noto che il bando Frequenze e il bando LCN per la Regione Puglia e
Basilicata siano stati pubblicati il 14/03/2012. Pertanto tutte le emittenti locali che
hanno in esercizio su detta area, anche solo un impianto/canale/frequenza, per
continuare ad operare con l’esercizio dello stesso, dovranno presentare al Ministero
dello SE – Dipartimento Comunicazioni le domande di partecipazione al bando
frequenze e al bando LCN, entro e non oltre il 13/04/2012, pena la totale
CHIUSURA delle attività!
Probabilmente, quanto su esposto, ai più non dice nulla ed il suo contenuto è quasi
incomprensibile; infatti, se si desse un’occhiata alle rassegne stampa dei quotidiani
più accreditati o ai TG locali e nazionali, sull’argomento switch-off e bando
frequenze non si troverebbe neppure una riga! Eppure, le televisioni locali, come
abbiamo imparato a conoscere e a seguire negli ultimi trent’anni, ahimè, stanno per
CHIUDERE e terminare, si badi, per legge, la loro attività.
Ma cosa sta accadendo, davvero, nel settore?
È presto detto. In seguito alla sottrazione dei canali 61-69 alle TV locali (ad opera
della legge di stabilità 2011) a ciascuna Regione, nella migliore delle ipotesi, non
restano che 18 frequenze.
Tale metodologia è stata già seguita in Liguria, Toscana, Umbria, Marche, e
provincia di Viterbo, ma in quelle Regioni non sono presenti tante emittenti locali
come nella nostra, ed il problema della mancanza di risorse è stato avvertito solo
marginalmente. In Puglia, invece, di televisioni locali che abbiano impianti installati
sul proprio territorio ve ne sono circa 60, come di seguito riportato:
elenco emittenti con impianti
sulla REGIONE PUGLIA
1 7 GOLD (video emme)
2 AMICA 9TV
3 ANTENNA SUD
4 BLU TV (MT)
5 BLUSTAR TV
6 CA8 VIDEO IDEA
7 CANALE 2 TV
8 CANALE 7
9 CAPRI STORE
10 CO.DI.VA
11 DELTA TV
12 EURONEWS PUGLIA
13 l'ATV
14 LEVANTE TV
15 NAPOLI CANALE 21
16 PUGLIA TV
17 RADIO NORMA TELEVISION
18 RTM (Telesud)
19 STUDIO 100 TV
20 STUDIO 5 TV
21 SUPER 7
22 TBM
23 TELE A
24 TELE CAPRI
25 TELE DEHON
26 TELEBARI
27 TELEBLU
28 TELECATTOLICA
29 TELEDAUNA
30 TELEFOGGIA
31 TELELOCOROTONDO
32 TELEMAJG
33 TELENORBA7
34 TELENORBA7 dvb
35 TELENORBA8
36 TELENORBA8 dvb
37 TELEONDA GALLIPOLI
38 TELEPUGLIA
39 TELEPUNTOCINQUE
40 TELERADIO ACLI
41 Teleradio Buon Consiglio
42 TELERADIO COLLE TRC
43 TELERADIO PADRE PIO
44 TELERADIO SAN SEVERO
45 TELERADIO STUDIO 5
46 TELERADIOERRE
47 TELERAMA
48 TELERAMA 1
49 TELEREGIONE
50 Telesud Rtm
51 TELESVEVA
52 TELETRULLO
53 TG NORBA 24
54 TRCB (Teleradio Città Bianca)
55 TRM
56 TV CAPITAL
57 TV ITALIA
58 TV ITALIA BARI
59 TV ITALIA PUGLIA
60 TV OFANTO
61 VIDEO ITALIA PUGLIA
Orbene, concedetevi una pausa durante la campagna elettorale, che certamente già
state praticando, e provate, da una parte, a simulare uno scenario in cui solo 18
televisioni (in forma singola e/o associata con INTESE e/o CONSORZI) avranno i
diritti d’uso della frequenza, dall’altra, cominciate a trovare le parole e le
giustificazioni che, successivamente a questa nota di allarme, dovrete dire alle
emittenti locali, il giorno seguente la loro definitiva CHIUSURA che avverrà a
partire dal 7 maggio p.v.
Nel caso ravvisaste difficoltà nello sviluppo di questa simulazione, con semplice
richiesta vi sarà prontamente inviata.
Sappiate solo che lo scenario che si sta delineando è a dir poco drammatico e
catastrofico, perché ancora una volta, così come è accaduto con la legge Mammì
1990, gruppi industriali del Nord, da una parte, e grossi gruppi televisivi locali,
dall’altra, con pochi spiccioli e con operazioni border-line, hanno fatto incetta di
acquisto di canali da piccole e povere TV locali letteralmente disinformate e
abbandonate a se stesse e dalle istituzioni. Chi, poi, o per la qualità dell’offerta, o per
coraggio, non avesse venduto le frequenze, si è fatto o si sta facendo convincere,
sperando così di sopravvivere, a fare INTESE e/o CONSORZI, tutto questo sempre a
vantaggio dei grossi gruppi televisivi.
Viene allora da chiedersi: è questo il PLURALISMO di cui si parla tanto in
DEMOCRAZIA, se i grandi fagocitano i piccoli?
E ancora, chi si sta preoccupando di fornire la giusta informazione ed il giusto
coordinamento istituzionale, tra gli operatori del settore? Senza ombra di dubbio,
infatti, privati di informazione e coordinamento, non potranno nascere e
costituirsi eventuali intese e consorzi a tutela dei piccoli e del pluralismo
sottraendo l’ultima spiaggia per oltre il 50% delle emittenti locali attualmente in
essere sul territorio Pugliese.
Che dire, poi, del bando della Regione Puglia? Pubblicizzato con enfasi, approvato
con D.D. del dirigente Servizio Ricerca e Competitività del 20 giugno 2011, n. 1038 -
Agevolazioni agli investimenti delle PMI titolari di emittenti televisive locali per
l’adeguamento e il potenziamento del sistema produttivo e organizzativo delle
aziende, è solo un vero flop. Infatti in questo scenario, e a distanza di oltre quattro
mesi, non ha ancora pubblicato le graduatorie degli aventi diritto.
A pensarci bene, però, non tutti i mali vengono per nuocere e il flop di questo bando,
anche se farà fare una figuraccia a quanti della Regione Puglia lo hanno promosso,
per le emittenti locali che perderanno il diritto d’uso delle frequenze risulterà una
vera “provvidenza”.
In proposito, se ancora non si fosse capito, occorrerebbe allertare tutte le emittenti
locali che hanno partecipato al bando regionale a non fare alcun investimento, se non
successivamente all’approvazione delle graduatorie per il diritto d’uso delle
frequenze, in quanto, in caso contrario, al danno della perdita della frequenza si
aggiungerebbe la beffa della restituzione dei finanziamenti eventualmente spesi.
Ancora una volta ci sono due Italie: le televisioni locali delle regioni del NORD con
il DECRETO 23 gennaio 2012 del MINISTERO SE - Attribuzione di misure
compensative finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla
liberazione delle frequenze della banda 790-862 MHz, dopo lo spegnimento delle
frequenze, potranno recuperare qualcosa, le nostre dovranno CHIUDERE E BASTA
In queste ultime ore tutte le emittenti televisive locali hanno espresso il proprio dissenso nei confronti della chiusura dei bandi in tempi troppo rapidi.
Di seguito il comunicato diffuso dalle emittenti televisive pugliesi.
Il passaggio al digitale: Quale futuro?
Così nessuno potrà dire: “IO NON LO SAPEVO” . . .
È a tutti noto che il bando Frequenze e il bando LCN per la Regione Puglia e
Basilicata siano stati pubblicati il 14/03/2012. Pertanto tutte le emittenti locali che
hanno in esercizio su detta area, anche solo un impianto/canale/frequenza, per
continuare ad operare con l’esercizio dello stesso, dovranno presentare al Ministero
dello SE – Dipartimento Comunicazioni le domande di partecipazione al bando
frequenze e al bando LCN, entro e non oltre il 13/04/2012, pena la totale
CHIUSURA delle attività!
Probabilmente, quanto su esposto, ai più non dice nulla ed il suo contenuto è quasi
incomprensibile; infatti, se si desse un’occhiata alle rassegne stampa dei quotidiani
più accreditati o ai TG locali e nazionali, sull’argomento switch-off e bando
frequenze non si troverebbe neppure una riga! Eppure, le televisioni locali, come
abbiamo imparato a conoscere e a seguire negli ultimi trent’anni, ahimè, stanno per
CHIUDERE e terminare, si badi, per legge, la loro attività.
Ma cosa sta accadendo, davvero, nel settore?
È presto detto. In seguito alla sottrazione dei canali 61-69 alle TV locali (ad opera
della legge di stabilità 2011) a ciascuna Regione, nella migliore delle ipotesi, non
restano che 18 frequenze.
Tale metodologia è stata già seguita in Liguria, Toscana, Umbria, Marche, e
provincia di Viterbo, ma in quelle Regioni non sono presenti tante emittenti locali
come nella nostra, ed il problema della mancanza di risorse è stato avvertito solo
marginalmente. In Puglia, invece, di televisioni locali che abbiano impianti installati
sul proprio territorio ve ne sono circa 60, come di seguito riportato:
elenco emittenti con impianti
sulla REGIONE PUGLIA
1 7 GOLD (video emme)
2 AMICA 9TV
3 ANTENNA SUD
4 BLU TV (MT)
5 BLUSTAR TV
6 CA8 VIDEO IDEA
7 CANALE 2 TV
8 CANALE 7
9 CAPRI STORE
10 CO.DI.VA
11 DELTA TV
12 EURONEWS PUGLIA
13 l'ATV
14 LEVANTE TV
15 NAPOLI CANALE 21
16 PUGLIA TV
17 RADIO NORMA TELEVISION
18 RTM (Telesud)
19 STUDIO 100 TV
20 STUDIO 5 TV
21 SUPER 7
22 TBM
23 TELE A
24 TELE CAPRI
25 TELE DEHON
26 TELEBARI
27 TELEBLU
28 TELECATTOLICA
29 TELEDAUNA
30 TELEFOGGIA
31 TELELOCOROTONDO
32 TELEMAJG
33 TELENORBA7
34 TELENORBA7 dvb
35 TELENORBA8
36 TELENORBA8 dvb
37 TELEONDA GALLIPOLI
38 TELEPUGLIA
39 TELEPUNTOCINQUE
40 TELERADIO ACLI
41 Teleradio Buon Consiglio
42 TELERADIO COLLE TRC
43 TELERADIO PADRE PIO
44 TELERADIO SAN SEVERO
45 TELERADIO STUDIO 5
46 TELERADIOERRE
47 TELERAMA
48 TELERAMA 1
49 TELEREGIONE
50 Telesud Rtm
51 TELESVEVA
52 TELETRULLO
53 TG NORBA 24
54 TRCB (Teleradio Città Bianca)
55 TRM
56 TV CAPITAL
57 TV ITALIA
58 TV ITALIA BARI
59 TV ITALIA PUGLIA
60 TV OFANTO
61 VIDEO ITALIA PUGLIA
Orbene, concedetevi una pausa durante la campagna elettorale, che certamente già
state praticando, e provate, da una parte, a simulare uno scenario in cui solo 18
televisioni (in forma singola e/o associata con INTESE e/o CONSORZI) avranno i
diritti d’uso della frequenza, dall’altra, cominciate a trovare le parole e le
giustificazioni che, successivamente a questa nota di allarme, dovrete dire alle
emittenti locali, il giorno seguente la loro definitiva CHIUSURA che avverrà a
partire dal 7 maggio p.v.
Nel caso ravvisaste difficoltà nello sviluppo di questa simulazione, con semplice
richiesta vi sarà prontamente inviata.
Sappiate solo che lo scenario che si sta delineando è a dir poco drammatico e
catastrofico, perché ancora una volta, così come è accaduto con la legge Mammì
1990, gruppi industriali del Nord, da una parte, e grossi gruppi televisivi locali,
dall’altra, con pochi spiccioli e con operazioni border-line, hanno fatto incetta di
acquisto di canali da piccole e povere TV locali letteralmente disinformate e
abbandonate a se stesse e dalle istituzioni. Chi, poi, o per la qualità dell’offerta, o per
coraggio, non avesse venduto le frequenze, si è fatto o si sta facendo convincere,
sperando così di sopravvivere, a fare INTESE e/o CONSORZI, tutto questo sempre a
vantaggio dei grossi gruppi televisivi.
Viene allora da chiedersi: è questo il PLURALISMO di cui si parla tanto in
DEMOCRAZIA, se i grandi fagocitano i piccoli?
E ancora, chi si sta preoccupando di fornire la giusta informazione ed il giusto
coordinamento istituzionale, tra gli operatori del settore? Senza ombra di dubbio,
infatti, privati di informazione e coordinamento, non potranno nascere e
costituirsi eventuali intese e consorzi a tutela dei piccoli e del pluralismo
sottraendo l’ultima spiaggia per oltre il 50% delle emittenti locali attualmente in
essere sul territorio Pugliese.
Che dire, poi, del bando della Regione Puglia? Pubblicizzato con enfasi, approvato
con D.D. del dirigente Servizio Ricerca e Competitività del 20 giugno 2011, n. 1038 -
Agevolazioni agli investimenti delle PMI titolari di emittenti televisive locali per
l’adeguamento e il potenziamento del sistema produttivo e organizzativo delle
aziende, è solo un vero flop. Infatti in questo scenario, e a distanza di oltre quattro
mesi, non ha ancora pubblicato le graduatorie degli aventi diritto.
A pensarci bene, però, non tutti i mali vengono per nuocere e il flop di questo bando,
anche se farà fare una figuraccia a quanti della Regione Puglia lo hanno promosso,
per le emittenti locali che perderanno il diritto d’uso delle frequenze risulterà una
vera “provvidenza”.
In proposito, se ancora non si fosse capito, occorrerebbe allertare tutte le emittenti
locali che hanno partecipato al bando regionale a non fare alcun investimento, se non
successivamente all’approvazione delle graduatorie per il diritto d’uso delle
frequenze, in quanto, in caso contrario, al danno della perdita della frequenza si
aggiungerebbe la beffa della restituzione dei finanziamenti eventualmente spesi.
Ancora una volta ci sono due Italie: le televisioni locali delle regioni del NORD con
il DECRETO 23 gennaio 2012 del MINISTERO SE - Attribuzione di misure
compensative finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla
liberazione delle frequenze della banda 790-862 MHz, dopo lo spegnimento delle
frequenze, potranno recuperare qualcosa, le nostre dovranno CHIUDERE E BASTA
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