« Visualizza tutti i records in questa Rubrica
Versione Stampabile

L'età normanna in Puglia

lunedì 20 aprile 2015
L'età normanna in Puglia Al centro del terzo incontro di studi su "L'età normanna in Puglia", promosso dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia e dal Rotary Club Brindisi Appia Antica, è la dialettica ragione/mito. L'arrivo dei Normanni nell'Italia meridionale non può dirsi argomento trascurato o mal analizzato dalla storiografia sia locale che nazionale. Pare, nel complesso, sia prevalsa una visione celebrativa dei vincitori fondata su di una lettura delle fonti tendente a esaltare le virtù guerriere degli "uomini del Nord".

Provenienti dal nord della Francia, incontrarono una realtà locale estremamente parcellizzata con forte domanda di mercenari. Ognuno pensò di utilizzarli per risolvere conflitti interni ed esterni. I Normanni seppero capovolgere a loro vantaggio l'instatauratasi dialettica servo-padrone.

Malaterra rileva che i i Normanni combattono fortiter agendo, fortiter congredientes e lo scontro sembra di solito risolversi con una prima decisiva carica di cavalleria (in primo congressu). Anna Commena, riferendosi alle guerre combattute dal padre Alessio contro il Guiscardo, rileva la forza della cavalleria normanna e rimarca l' "impressionante" armamento dei suoi uomini.

In realtà le testimonianze iconografiche non evidenziano particolari innovazioni; emblematico è il caso del caratteristico "scudo a mandorla" considerato peculiarità normanna ma in realtà dai bizantini già a partire dal X secolo.

Di certo i normanni stessi contribuirono a creare il proprio mito; Brindisi ha rappresentato una zona di confine tra mondo cristiano e mondo pagano. Nascono leggende in cui si attribuiva all'imperatore Carlo Magno lo scampo dal giogo saraceno. Attraverso la propagazione di tali cicli favolistici, i Normanni accreditavano i presupposti mitici della propria presenza nel Meridione d'Italia facendoli apparire una prefigurazione - e quasi un paradigma in qualche modo "fatale" e fondante - di ciò che all'occhio disincantato degli storici successivi sarebbe stato percepito come mera - e a volte brutale - avventura coloniale.

Torna su