La Collettiva TFQ: migranti trattenuti illegittimamente
lunedì 2 agosto 2021
Presso la diga di Punta di Riso, Brindisi, trentaquattro migranti, di nazionalità irachena eiraniana, a bordo della nave da crociera Norwegian Getaway, attendono da martedì che
il Ministero dell'Interno deliberi circa la possibilità di uno sbarco. Gli accertamenti
sanitari effettuati dal personale competente hanno garantito buone condizioni di salute
e le procedure relative all'operazione di sbarco sono già state mobilitate, tutto pareva
lasciar intendere un esito positivo nell'immediato. Il nullaosta ministeriale, tuttavia,
continua ingiustificatamente a farsi attendere. Ancora una volta, l'Italia si dimostra
pronta a sospendere lo stato di diritto e tracciare, in maniera più o meno esplicita, una
netta gerarchizzazione di vite umane; ancora una volta, lo Stato italiano si fa veicolo
istituzionale di una classificazione ingiusta di persone e di corpi, di dignità e diritto alla
vita considerati tutto sommato trascurabili, che finiscono con inquietante facilità in
fondo alla lista delle priorità del Governo. Ancora una volta, lo Stato si volta, impassibile,
dall'altra parte.
Intanto in mare si continua a morire nel tentativo, di raggiungere un'Italia ideale, un
Paese di comunità e di speranze realizzate, realizzabili. Un'Italia idealizzata. Perché in
Italia di migranti non si parla; o meglio, se ne parla, se ne può sempre parlare se si
intende farne oggetto di speculazione, di propaganda politica, di chiacchiera da bar. Si
parla di migranti come di un concetto astratto, lontano da noi e slegato dal nostro
quotidiano, dimenticabile ma che si può sempre tirare fuori all'occorrenza. Se ne parla
solo nei termini di una rigida classificazione, di corpi incastrati in confini specifici, dai
quali è inimmaginabile anche solo provare a sottrarsi. Invalicabili confini spaziali di chi
nasce troppo lontano per poter essere consideratə italianə, confini che si sommano a
infiniti altri.
Nel frattempo, a bordo della Norwegian Getaway è iniziato uno sciopero della fame,
mentre più in là, in mare aperto, si continua a morire.
È tempo di cambiare narrazione; di smantellare costrutti e confini. È tempo di guardare
nella giusta direzione.
La Collettiva TFQ Brindisi
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