Vendola alla festa di Sviluppo e lavoro:le alleanze non si fanno per occupare le poltrone ma per ricambiare l'agenda dei valori e per rimettere in piedi la speranza".
lunedì 24 settembre 2012
Nell'inserto audio Giovanni Brigante"Sta tornando lo spettro della povertà. Oggi i padri non hanno più la certezza che i propri figli staranno meglio di loro". Ha esordito così ieri Nichi Vendola a Parco Maniglio nell'ambito della festa dell'associazione Sviluppo e lavoro.
"Il sentimento che oggi vive con noi, ha detto Vendola, si siede a tavola con noi, dorme con noi, è il sentimento della precarietà. Occorre capovolgere l'agenda Monti : il lavoro come valore va rimesso al centro e i lavoratori con i loro diritti conquistati nel corso di un secolo, che non vanno cancellati con un colpo di spugna, devono tornare a costituire la ricchezza del nostro paese. "Marchionne ha detto di voler rimanere in Italia ma solo se vengono soppresse le relazioni sociali, il contratto nazionale e in "primis" l'articolo 18", e nell'incontro con Monti ha detto la FIAT investirà in Italia ma quando finirà la crisi. La crisi non è, come ha detto Monti, il risultato di decenni di buonismo sociale".
"Prima delle alleanze bisogna parlare di programmi e di programmi concreti. Io mi alleo con tutti coloro che hanno in testa un cammino, che hanno una bussola in mano e hanno una destinazione finale. Ci si deve sedere intorno ad un tavolo per dire che cosa vogliamo fare, realmente, di questo Paese".
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