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LECCE : CONFINDUSTRIA SU DECRETO FISCALE

lunedì 30 marzo 2026
LECCE : CONFINDUSTRIA SU DECRETO FISCALE Le nuove disposizioni contenute nel decreto fiscale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 27 marzo rischiano di produrre effetti pesanti e immediati sul sistema produttivo locale, colpendo in particolare le imprese che nel corso del 2025 hanno già realizzato investimenti rilevanti in innovazione ed efficientamento energetico. Nel territorio leccese numerose aziende avevano programmato interventi facendo affidamento sul credito d'imposta 5.0, anche in coerenza con i percorsi di transizione energetica e digitale promossi a livello nazionale ed europeo.

"Ci troviamo di fronte a un intervento che incide su scelte già compiute dalle imprese – afferma il presidente di Confindustria Lecce, Valentino Nicolì –. Imprese che vivono di progettualità e visione, che costruiscono i propri percorsi di crescita su pianificazioni di medio-lungo periodo. Aziende che hanno investito risorse importanti, spesso anticipando capitali propri o ricorrendo al credito, nella convinzione di operare all'interno di un quadro normativo stabile e affidabile".

Il decreto prevede un taglio significativo, pari al 65%, del credito d'imposta richiesto e l'esclusione di alcune tipologie di investimenti, tra cui quelli in impianti fotovoltaici ad alta efficienza, su cui molte imprese avevano puntato anche in risposta alla crescente esigenza di sostenibilità e riduzione dei costi energetici. Una misura che rischia di ampliare ulteriormente il divario competitivo tra le imprese del Mezzogiorno e quelle di altre aree del Paese, incidendo in modo più marcato su contesti produttivi già esposti a maggiori criticità strutturali, come il nostro.

"Il punto non è solo l'impatto economico, già di per sé rilevante – prosegue il presidente Nicolì – ma il venir meno di un principio fondamentale: quello della certezza delle regole. Senza questo presupposto, aumenta il costo del rischio e diventa estremamente difficile pianificare nuovi investimenti, attrarre capitali e sostenere percorsi di crescita strutturati".

Le imprese coinvolte rischiano ora di trovarsi esposte sotto il profilo finanziario, con ripercussioni sulla liquidità, sull'equilibrio dei piani economico-finanziari e sulla capacità di programmare ulteriori interventi.

"Anche nel nostro territorio – conclude il presidente di Confindustria Lecce – questa misura rischia di rallentare processi di innovazione già avviati e di scoraggiare nuove iniziative imprenditoriali. È un segnale che va nella direzione opposta rispetto alla necessità di rafforzare la competitività del sistema produttivo. Tutto il sistema confindustriale è compatto nel chiedere il ripristino delle condizioni originarie previste dal Piano 5.0 per le imprese che avevano maturato i requisiti entro i termini stabiliti. È necessario intervenire rapidamente per ristabilire un quadro di fiducia e garantire coerenza tra gli impegni assunti e le misure effettivamente applicate. In tale ottica, consideriamo un primo risultato la convocazione del tavolo di confronto annunciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul credito d'imposta Transizione 5.0 per mercoledì prossimo. Si tratta di un segnale di attenzione rispetto alle criticità emerse: le imprese, che rappresentano un motore essenziale di sviluppo, hanno bisogno di certezze e di un ecosistema favorevole, fondato su politiche di sostegno stabili e credibili, soprattutto in una fase di incertezza economica come quella attuale".
L'Ufficio Comunicazione

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