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LEGAMBIENTE SU "NOTTE A CERANO"

lunedì 10 febbraio 2020
LEGAMBIENTE SU Pubblichiamo una lettera aperta inviata da LEGAMBIENTE sull'evento "NOTTE A CERANO"


All’On.Francesco BOCCIAMinistro per gli Affari Regionalie le Autonomiesegreteriacapodipartimento.affariregionali@governo.itAl Dott. Michele EMILIANOPresidente della Regione Pugliasegreteria.presidente@regione.puglia.itAll’Ing. Riccardo ROSSISindaco di Brindisiriccardo.rossi@comune.brindisi.itOGGETTO: CONVEGNO “NOTTE A CERANO”: L’ALBA ÈANCORA LONTANA
La localizzazione del convegno in oggetto nel foyer del Teatro Verdi, subito prima di un concerto ha finito con il comprimere i tempi e la possibilità di un confronto sul futuro di Cerano.Abbiamo appreso l’intenzione del Governo di esaminare la possibilità di concedere anche a Brindisi, come a Taranto, l’individuazione di una zona franca e di sgravi per le imprese, oltre all’avvio dell’esame di merito sul contratto istituzionale di sviluppo (CIS), rispetto al quale ci auguriamo ci siano ancora i marginiper la partecipazione delle Associazioni, fino ad ora mancata.Abbiamo chiesto e torniamo a chiedere ai destinatari della presente l’assunzione di una posizione comune e di impegni precisi sul futuro di Cerano all’interno di una chiara strategia di decarbonizzazione e di green new deal.Al Ministro Boccia ricordiamo che la Commissione europea ed il Parlamento europeo hanno programmato investimenti per mille miliardi di euro in dieci anni in favore del green new deal e, in primo luogo, di una transizione energetica fondata su fonti rinnovabili ed efficientamento energetico. Gli assi portanti di questa programmazione sonoil just transition fund, i fondi strutturali 2021-2027 e l’apertura di linee di credito coordinate dalla Banca europea per gli investimenti (BEI). È fondamentale che il Governo definisca urgentemente una pianificazione ben piùincisiva di quella contenuta nella Strategia energetica nazionale
2(SEN) e nel più recente Pianonazionale integratoenergia clima, innanzitutto cancellando la previsione di nuove centrali termoelettriche alimentate a metano e la stortura della concessione, attraverso il capacity market, di finanziamenti per chi continua ad investire su nuovi impianti con questo combustibile fossile. Ènecessario renderepubblica la recente asta di Terna,previo impegno di impedirel’assegnazione di quote ad imprese che hanno chiesto autorizzazioni per questi nuovi impianti, in merito ai quali attendiamo un giudizio di compatibilità ambientale negativo da parte della commissione VIA-VAS.Nelle aree oggi occupate dalla dismessa centrale Brindisi nord e da quella Brindisi sud, è indispensabile che il Governodisponga sin da ora il progressivosmantellamentodegli impianti esistenti e ditutte le opere connessee la conseguente bonifica, attuando, d’intesa con il territorio,un piano ditransizione energetica fondatosulle fonti rinnovabili, sull’economia verde e circolare e sulla valorizzazione delle risorse territoriali e portuali.Al Presidente della Regione Puglia Emiliano ed al Sindaco di Brindisi Rossi si chiede di esprimere formalmente il proprio no rispetto ai dueprogetti sopra richiamati e di avviare subito la costruzione partecipatadi un Piano di transizione energetica fondatosu solare termodinamico efotovoltaico(con le più avanzate tecnologie di accumulo), su produzione di energia elettrica ed idrogeno da moto ondoso, su filiere produttive inerenticomponentisticaed accumulo connessi alle fonti rinnovabili, sulla rigenerazione del territorio che va dall’area industriale alla centrale termoelettrica Brindisi sud.Vanno quindi sostenute imprese che rispondano a quanto previsto nella programmazione europea, intercettando iconnessi enormi finanziamenti.L’area occupata dalla dismessa centrale Brindisi norddeve essere restituita alle attività retroportuali ed alla logistica ed A2A, se vuole restare sulterritorio in modo costruttivo, si impegni a garantire l’elettrificazione, innanzitutto delle banchine. Enel,che oggi brucia 1,3 milioni di tonnellate di carbone per alimentare soltantouno dei quattro gruppi della centrale Brindisi sud,da chiudere entro il 2025, si impegni a portare a Brindisi quanto Enel greenpower realizza, soprattutto all’estero, nella ricerca, nella progettazione e nella costruzione di linee produttiveda fonti rinnovabili, invece di continuare a “vendere” l’illusione di un’altra centrale termoelettrica, che garantirebbe appena cinquanta posti diretti ed anche per breve tempo, perché una centrale a turbogas, oltre che niente affatto green, presto sarebbe fuori mercato.Attendiamo risposte rapide e chiare, anche nell’interessedei lavoratori ai quali Governo, Regione Puglia e Comune di Brindisi oggi hanno l’occasione di offrire occupazione stabile in programmi che siano rispondenti e finanziabili nel green new deal europeo.Brindisi, 9 febbraio2020 CTG –Centro Turistico GiovanileFondazione Di Giulio
3Forum Ambiente Salute e SviluppoISDE –Medici per l’AmbienteItalia NostraLegambiente BrindisiNo al CarboneSalute PubblicaWWF Brindisi


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