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PNRR: PAROLA D’ORDINE : NON NOMINARE GAS INVANO

giovedì 15 luglio 2021
PNRR: PAROLA D’ORDINE : NON NOMINARE GAS INVANOTutti contenti quindi : l’ECOFIN ha approvato il PNRR italiano da 191,5 miliardi.
A voler leggere le 262 pagine del PIANO DI RILANCIO E RESILIENZA del Governo DRAGHI, che dovrebbe portare l’Italia in una nuova dimensione e trasformazione ecologica, in linea con le direttive europee sui cambiamenti climatici, di concreto c’è ben poco. Tantissimi buoni propositi e intenzioni retoriche ma senza mai sfiorare la realtà di ciò che esiste già e di ciò che va modificato. Sostenibilità, idrogeno verde, riduzione della CO2. Parole che corrono veloci in ogni pagina del Piano, dimenticando che sono ormai le parole che anche un bambino sa pronunciare seguendo la moda del momento. Una sola parola non troverete in nessuna sezione : la parola GAS. O GASDOTTI. O CENTRALI A TURBOGAS. Ci si limita a dire a pag. 132 : “Per contenere i costi verranno utilizzate aree dismesse già collegate alla rete elettrica, per installare in una prima fase elettrolizzatori per la produzione di idrogeno mediante sovra-generazione  FER  Si prevede in una prima fase il trasporto dell'idrogeno alle industrie locali o su camion o, nel caso in cui l'area abbandonata sia già allacciata alla rete del gas, su dedicate condotte esistenti in miscela con gas metano24. In aggiunta, per aumentare la domanda, si prevede la possibilità di effettuare rifornimento con idrogeno nelle stazioni per camion o trasporto pubblico locale. Il progetto ha quindi l'ambizione di dare a questi luoghi una seconda vita, utilizzando le loro infrastrutture esistenti, se compatibili, per una serie di servizi energetici, con una produzione prevista in questa fase è di 1-5 MW per sito.” (PNRR)
Se per seconda vita si intende la costruzione di nuove centrali a gas invece della dismissione (prevista per le vecchie ed obsolete centrali a carbone) vuol dire far uscire le fonti fossili dalla porta per poi farle entrare dalla finestra! Senza parlare di tutte quelle sezioni del Piano dedicate al biometano come la panacea di tutti i mali. Pensare che la trasformazione ecologica passi dall’utilizzo massiccio di termovalorizzatori e ci si illuda che questo sia un tipo di economia circolare a rifiuti zero non solo è ridicolo ma davvero diabolico!
Anche nel programma SUPRQUARK andato in onda ieri (ottimo programma con 2 milioni di spettatori per la puntata di ieri) il Ministro per la transizione ecologica, CINGOLANI, è stato attentissimo a non nominare mai la parola gas, tanto che ci chiediamo se TAP ed altri gasdotti siano stati costruiti solo per spendere un po’ di miliardi.
Ma al di là dei contenuti (sarebbe troppo lungo elencare tutte le ambiguità) la cosa più incredibile è che la governance attuativa resta tutta a Palazzo CHIGI e il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) gestirà il sistema di monitoraggio sull’attuazione. Anche questa volta non c’è traccia di partecipazione civica.
“La mancanza di un coinvolgimento delle associazioni civiche, la scarsa trasparenza e l’assenza di un monitoraggio civico sono le principali critiche mosse al governo dalle organizzazioni promotrici dell’Osservatorio civico sul Pnrr .
Anche perché in altri Paesi, in particolare in Portogallo, Francia e Irlanda, hanno fatto altre scelte rispetto all’Italia. Il Portogallo, per esempio, ha lanciato a febbraio una consultazione pubblica sulla piattaforma di partecipazione nazionale ConsultaLEX, dove ha permesso di commentare la bozza del Pnrr portoghese, ascoltando le parti sociali per la stesura della prima bozza. Come indicato anche dalle linee guida sul Next Generation Eu, anche l’Irlanda ha seguito questa strada quando ha lanciato una consultazione pubblica per accettare le proposte sul piano di rinascita che venivano dai cittadini.

Ma è la Francia l’esempio più interessante, perché l’Italia potrebbe ancora seguirlo, volendo. Il ministero delle Finanze francese, infatti, ha aperto delle sezioni web dove poter integrare i consigli dei cittadini su una serie di temi e progetti da implementare nel suo Pnrr. Inoltre, e soprattutto, l’importante tradizione del “Dibattito pubblico” francese, ossia quel processo pubblico di informazione, partecipazione e confronto aperto in relazione alle opere di interesse nazionale sin dalla fase di progettazione, che permette dal 1995 di fare emergere le osservazioni critiche e le proposte della popolazione e di integrarle nel processo di realizzazione delle politiche pubbliche, ha partorito recentemente la “Convention citoyenne pour le climat” (2019-20). Questa Convenzione civica aveva come obiettivo proprio quello della transizione ecologica, al centro dei Pnrr europei. Un processo molto importante accompagnato da 150 cittadini. Nel luglio dello scorso anno hanno presentato al Presidente della Repubblica 150 proposte, sottolineando le priorità per intervenire”. (da EconomiaCircolare.com)
In Italia invece (complici i media quasi tutti, tranne poche eccezioni, allineati e governativi), Paese in cui le regole democratiche sembrano in crisi da tempo, l’unico problema sembra essere il decreto semplificazioni che tenderà a ridimensionare l’unica arma a tutela dei cittadini rispetto alle lobby delle multinazionali : le Valutazioni di Impatto Ambientale e le Valutazioni di Impatto Sanitario.
Occorre davvero uno scatto di orgoglio civico per chiedere, anche se sembra tardi, che la voce dei cittadini sia ascoltata nella gestione delle risorse economiche e nella progettazione sociale del futuro nostro, dei nostri figli e dei nostri nipoti.



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