Processo carbone: si accentua la ricerca della “mistificazione” dei fatti
lunedì 20 aprile 2015
Si è celebrata in data 15/04/2015, l’ennesima udienza per l’imbrattamento, l’insudiciamento, il getto di cose, ecc. e, per noi di Legambiente, anche di “danno ambientale”, relativa alla “contaminazione diffusa” delle matrici ambientali (suolo, sottosuolo e falda freatica) dei terreni posti in adiacenza del nastro trasportatore e del carbonile della centrale di Cerano.L’udienza si è sviluppata sull’ascolto dei testi della difesa degli imputati appartenenti ad Enel Produzione; in particolare si è sentito un teste, già CTU della Procura di Brindisi per altri processi penali (2003) e civili (2008) che vertevano sullo stato di contaminazione dell’ambiente posto nell’intorno della centrale di Brindisi Sud.
Fa specie il fatto che un CTU della Procura di Brindisi sia, nel qual caso, anche teste chiamato dalla difesa dei dipendenti Enel e che, senza alcuna visione distorta, possa aver confermato quanto dallo stesso riportato in una relazione, in merito ad causa civile (R.G. n. 618/01), sullo stato di inquinamento dei terreni e dell’ambiente posti in adiacenza al nastro trasportatore.
Le conclusioni alle quali giunge il teste si basano sui risultati di:
- tre campioni di top soil (020 cm. di profondità) prelevati su di un’area di proprietà privata di circa 55 ettari di terreno;
- su tre sondaggi ambientali tratti dal Piano di caratterizzazione effettuato da Enel Produzione sui terreni di proprietà; in particolare su di un sondaggio posto in prossimità della proprietà dei convenuti ed in adiacenza del nastro e su due sondaggi posti ad alcune centinaia di metri di distanza dai terreni dei convenuti.
Sicuramente nel dibattimento conclusivo della causa Legambiente tratterà anche in merito a questa testimonianza evidenziando, in particolare, l’eccessiva semplificazione con la quale il già CTU, oggi teste Enel Prof. Fracassi, giunge a definire l’assenza di contaminazione dei terreni dei convenuti, facendo effettuare da ARPA solo tre campioni di suolo senza richiedere la ricerca dei metalli: berillio, cobalto e stagno che, in particolare, sono quelli che la caratterizzazione pubblica, effettuata da Sviluppo Italia e presentata ben otto mesi prima della consegna della relazione finale del già CTU, evidenziava come fra quelli che, più di altri, superavano le “concentrazioni soglia di contaminazione (CSC)”.
Inoltre, nella discussione del processo, Legambiente si soffermerà sulle incongruenze emerse nelle dichiarazioni del Prof. Fracassi in relazione al cenno da questi fatto alla caratterizzazione pubblica, effettuata da Sviluppo Italia (società in house del Ministero dell’Ambiente) per conto del Commissario delegato all’emergenza ambientale in Puglia
Circolo Legambiente “Tonino Di Giulio” Tel. 347-8227836 www.legambientebrindisi.blogspot.it e-mail legambientebrindisi@gmail.com
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CIRCOLO “TONINO DI GIULIO”
i Sede legale piazza Curtatone 4 – 72100 Brindisi C.F. 01452650748 Iscrizione Registro Regionale n° 373
(Presidente Regione), in merito alla dichiarata “contaminazione diffusa” delle matrici ambientali ed all’assenza di contaminazione delle medesime matrici su ben 550.000 mq di terreni posti in adiacenza al nastro; inoltre nulla, ha riferito e/o riportato nella propria relazione lo stesso sulla situazione del sottosuolo e della falda che, evidentemente non riteneva quali “matrici ambientali”, così come richiesto correttamente nel primo quesito del Giudice.
Legambiente tratterà intensamente sui riscontri di questa testimonianza al fine di scongiurare i tentativi di “mistificazione” della realtà dei fatti che si sta tentandoo di perpetrare.
Le restanti testimonianze della difesa hanno, come sempre, avuto la funzione di sostenere la tesi dei difensori secondo cui l’attenta, scrupolosa, intensa ed impegnativa istruttoria effettuata dalla Procura di Brindisi, ha interpretato la “fuliggine”, riveniente dalla combustione delle biomassa dei campi incolti, come “polverino di carbone” fuoriuscente dal nastro trasportatore e dal carbonile scoperto.
Anche su questo aspetto Legambiente ritiene che sembrerebbe esserci un tentativo di “mistificazione”, del tutto plausibile in una strategia processuale, ma sostanzialmente difforme dalla verità dei fatti che, come si ribadirà, non è giustificata da nessuna verifica scientifica, nel qual caso basata sulle caratteristiche chimiche della “fuliggine” da combustione di biomassa e “polverino di carbone” ; basti solo pensare ai metalli pesanti, alle caratteristiche isotopiche del carbonio, ecc.
Legambiente sarà presente e vigile al processo, in virtù della costituzione di parte civile e degli interessi diffusi che rappresenta.
Direttivo Legambiente Brindisi
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