« Visualizza tutti i records in questa Rubrica
Versione Stampabile

TARANTO : GIORNATE FAI DI PRIMAVERA

mercoledì 18 marzo 2026
TARANTO : GIORNATE FAI DI PRIMAVERASabato 21 e domenica 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera, il grande evento nazionale dedicato alla scoperta del patrimonio culturale e paesaggistico italiano promosso dal FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS. Giunta alla 34ª edizione, la manifestazione rappresenta uno degli appuntamenti più attesi per conoscere e valorizzare luoghi spesso poco noti o normalmente non accessibili.
Dal 1993, anno della prima edizione, quasi 13 milioni e mezzo di visitatori hanno partecipato all’iniziativa scoprendo oltre 17 mila luoghi in tutta Italia. L’evento è oggi il principale strumento con cui il FAI promuove la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del Paese.
Per il 2026 saranno 780 i luoghi visitabili in oltre 400 città italiane, grazie al lavoro di 7.500 volontari FAI e alla partecipazione di 17.000 Apprendisti Ciceroni, studenti appositamente formati per accompagnare i visitatori alla scoperta dei beni aperti.
Le visite sono a contributo libero e rappresentano anche un’importante occasione di raccolta fondi a sostegno delle attività della Fondazione, impegnata nella tutela e valorizzazione dei 75 Beni FAI presenti sul territorio nazionale.
Nella provincia di Taranto la Delegazione FAI propone sette aperture speciali, tra centri storici, chiese, palazzi e luoghi d’arte.

Ginosa
La Chiesa Matrice e il suo restauro
La chiesa matrice di Ginosa, dedicata alla Madonna del SS. Rosario, si trova nel centro storico della città e gode di una collocazione scenografica sul bordo della gravina tra il rione Rivolta e il rione Casale. Percorrendo via Matrice, in fondo alla strada appare l’edificio costruito in tufo locale, perfettamente integrato nel paesaggio rupestre circostante.
Il sagrato della chiesa si presenta come un vero balcone sulla gravina, dal quale è possibile ammirare le case-grotta del rione Casale.
La chiesa fu commissionata dalla famiglia genovese Doria e costruita nella metà del Cinquecento da maestranze francesi su un masso tufaceo dove già esisteva una precedente chiesa con area cimiteriale. La prima documentazione certa risale alla visita pastorale dell’arcivescovo Giovanni Michele Saraceno tra il 7 e il 9 maggio 1554. In origine dedicata a San Martino di Tours, la titolazione alla Madonna del Rosario risale al 1765.
Il restauro concluso nel 2025 ha restituito soprattutto alle cappelle laterali lo splendore originario, oscurato da interventi successivi.
La facciata monocuspidata è divisa in tre parti da paraste e presenta due ingressi. Il portale principale è incorniciato da colonnine scanalate con capitelli decorati da testine di angeli; sopra l’architrave si trova una lunetta cieca e un affresco cinquecentesco raffigurante San Martino di Tours, emerso durante i restauri. Più in alto si apre un oculo decorativo.
Sul portale laterale è inciso il celebre memento mori:
“QUOD ES FUI / QUOD SUM ERIS” – “Ciò che sei tu ora, io lo sono stato; ciò che io sono ora, lo sarai tu un giorno”.
L’interno è a tre navate divise da pilastri quadrati. La navata centrale è coperta da volta a botte ogivale e lunettata e termina nel presbiterio con altare maggiore, coro e cantoria con organo. Le navate laterali, ciascuna con quattro campate, presentano volte a botte.
La chiesa conserva un prezioso fonte battesimale del 1562, altari, dipinti e statue di grande valore.
Durante la visita saranno illustrate le fasi del recente restauro e i dipinti dedicati alla vita della Vergine Maria, insieme all’antica statua della Madonna del Rosario. Verranno raccontati anche alcuni episodi curiosi della storia dell’edificio, tra cui la chiusura per quarant’anni a metà Ottocento e l’incendio del 1857 che distrusse i documenti dello stato civile di Ginosa.

Laterza
Il Campanile delle Meraviglie
Il Campanile di San Lorenzo è il vero punto di riferimento del borgo antico di Laterza: da qualunque punto del centro storico si può vedere e seguire come guida per raggiungere la chiesa madre di San Lorenzo Martire.
Attraverso via Chiesa si arriva alla piazzetta che introduce alla chiesa, costruita tra il 1408 e il 1414. La facciata tardogotica richiama altri esempi pugliesi come la chiesa madre di Manduria e la cattedrale di Ostuni.
L’antico campanile, in stile romanico pugliese e realizzato nello stesso periodo, sorgeva originariamente a sinistra della chiesa. Il terremoto del 16 dicembre 1857 lo danneggiò gravemente e nel 1858 fu demolito.
La ricostruzione avvenne subito dopo in stile neoclassico, con la struttura oggi visibile, collocata sul lato della sacrestia.
Il campanile attuale ha pianta quadrangolare, si sviluppa su tre ordini con aperture a tutto sesto e custodisce cinque campane. Per raggiungere il punto panoramico è necessario salire 92 gradini lungo una stretta scala a chiocciola in muratura. Dalla sommità si apre un affaccio straordinario sulla gravina.
I visitatori attraverseranno la chiesa madre per raggiungere l’ingresso del campanile e poi intraprenderanno la salita fino alla cima, dove potranno osservare da vicino le antiche campane e godere di un panorama spettacolare.

Laterza
Chiesa di Santa Filomena
La chiesa di Santa Filomena è un piccolo gioiello nel centro di Laterza, situato tra Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Fratelli Barberio.
La costruzione risale al XIX secolo e probabilmente nacque come chiesa privata della famiglia Punzi, il cui palazzo si affaccia sulla piazza. Il prestigio della famiglia crebbe durante le lunghe cariche di arciprete ricoperte da Domenico Punzi (1790-1804) e Giangennaro Punzi (1805-1843).
L’ipotesi della chiesa privata è rafforzata dalla presenza di un corridoio sotterraneo affrescato che collegava i due edifici. Il passaggio venne scoperto prima della Seconda guerra mondiale quando il pavimento della piazza sprofondò sotto il peso di alcuni mezzi pesanti; successivamente fu chiuso durante lavori di fognatura.
La facciata presenta decorazioni baroccheggianti e quattro pinnacoli cilindrici. Due nicchie ospitano le statue di Sant’Irene e Santa Maria Maddalena. Il portale è incorniciato da lesene che sostengono una trabeazione con timpano curvilineo spezzato sormontato da una corona.
L’interno, a unica aula quadrangolare, presenta nicchie con volta a conchiglia e una grande nicchia centrale con la statua della santa titolare.
La chiesa custodisce inoltre statue di Sant’Antonio da Padova, dell’Addolorata e una statua in pietra di San Rocco del 1513, attribuita da alcuni allo scultore Stefano da Putignano.
Durante la visita sarà possibile osservare anche un plastico della città di Laterza e le statue in cartapesta della Processione dei Misteri del Venerdì Santo, importante tradizione religiosa locale.

Manduria
Archivio e Casa Museo Pietro Guida
La Casa Archivio Museo dello scultore Pietro Guida si trova a circa tre chilometri da Manduria sulla strada per Francavilla ed è stata la residenza-atelier dell’artista fino alla sua morte.
La casa è circondata da un grande giardino mediterraneo con ulivi e arbusti tra i quali sono collocate alcune sculture dell’artista, perfettamente integrate con l’ambiente.
Pietro Guida nacque nel 1921 a Santa Maria Capua Vetere e studiò all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Fu tra i protagonisti del rinnovamento dell’arte partenopea con il Gruppo Sud. Dal 1960 al 1971 insegnò scultura all’Accademia di Lecce.
Durante questo periodo passò dalla scultura naturalistica realizzata con materiali tradizionali alle “Opere costruite”, realizzate con materiali industriali. Dalla metà degli anni Settanta tornò alla scultura figurativa.
La residenza, costruita tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si raggiunge attraverso una breve scalinata. Sul balcone d’ingresso accoglie i visitatori una coppia di anziani in cemento.
All’interno la casa racconta la vita dell’artista attraverso opere, libri, schizzi preparatori e documenti che costituiscono l’archivio.
Lo scantinato fu trasformato da Guida in laboratorio e spazio espositivo. Qui si incontrano figure di acrobati, musicisti, personaggi mitologici e soggetti tratti dalla vita quotidiana.
Durante la visita il pubblico sarà accompagnato nel giardino, nella casa e nel laboratorio dove tutto è rimasto come se lo scultore dovesse tornare a lavorare: dagli attrezzi ai bozzetti in argilla.

Massafra
Chiesa di San Toma
La chiesa di San Toma è uno degli edifici più antichi del centro storico di Massafra e si trova nel rione omonimo, noto anche come Rione dei Nobili.
La parte posteriore dell’edificio coincide con i resti delle mura medievali della città.
La chiesa è documentata già nel 1324 nei registri vaticani e vescovili ed è citata nel Codex Rationes Collectoriae tra le nove chiese di Massafra.
Nel 1727 il Capitolo diocesano ne concesse l’uso alla Confraternita dei Villani.
Durante scavi recenti è stata scoperta sotto la chiesa una cripta funeraria con tombe di famiglie nobili datate tra il XVI e il XVII secolo e resti più antichi.
L’edificio presenta una facciata semplice con portale e lunetta con la scritta CHARITAS. L’interno è a navata unica con volta a botte su archetti ogivali. Il presbiterio è sopraelevato di tre gradini.
Sulla parete di fondo restano tracce di affreschi tra cui un Cristo con le stimmate. Sull’altare maggiore è collocata una tela ottocentesca raffigurante L’incredulità di San Tommaso.
Durante i restauri sono emerse sepolture e una scala che conduce a una cripta legata a pratiche di tanatometamorfosi, un processo di disidratazione dei corpi prima della sepoltura finale.
La visita sarà arricchita dal racconto degli Apprendisti Ciceroni bilingue, che presenteranno la storia del luogo in diverse lingue — urdu, albanese, rumeno e francese — con traduzione in italiano, creando un ponte tra culture diverse.

Pulsano
Chiesa di Santa Maria dei Martiri
La chiesa di Santa Maria dei Martiri si trova nel centro di Pulsano lungo la strada che conduce al mare e al bosco Caggione.
È collegata all’ex convento dei Padri Riformati, oggi sede della Biblioteca comunale P. Mandrillo e del Museo Archeologico di Pulsano.
La chiesa nacque a metà del Quattrocento come cappella rurale costruita attorno a un’icona mariana molto venerata.
Tra il 1699 e il 1709 il principe di Pulsano e Leporano promosse la costruzione del convento accanto alla cappella e il suo ampliamento. I lavori terminarono nel 1712.
Il complesso rimase attivo fino al 1865, quando le soppressioni postunitarie ne imposero l’uso civile.
Il restauro iniziato nel 1986 si è concluso solo di recente e la chiesa viene restituita alla cittadinanza proprio in occasione delle Giornate FAI di Primavera dopo quasi quarant’anni di chiusura.
La facciata presenta un fastigio a vela con oculo centrale e una teoria di archetti pensili. L’interno è ad aula unica con presbiterio separato da arco trionfale.
L’altare maggiore in marmi policromi conserva gli stemmi delle famiglie Muscettola e Caracciolo e ospita l’icona della Madonna dei Martiri, risalente al tardo Quattrocento.

Taranto
Palazzo Troilo
Palazzo Troilo si trova nel cuore della Città Vecchia di Taranto, affacciato sulla piazza della Cattedrale e di fronte al monastero di Santa Chiara, oggi sede del Tribunale per i Minorenni.
L’edificio, di proprietà del Comune di Taranto, è stato recentemente restaurato e sarà destinato a contenitore culturale e sede operativa del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026.
Il palazzo deriva dalla fusione di tre unità edilizie. Il nucleo originario risale alla fine del XVI secolo.
Inizialmente appartenne alla famiglia Montefuscoli, passò poi al marchese di Lizzano Nicolò Chiurlia e successivamente al marchese di Fragagnano Francesco Maria dell’Antoglietta. Nel 1737 fu acquistato dalla famiglia Troilo per 2.500 ducati.
Gli appartamenti principali del primo piano rimasero integri fino al 1899, mentre il secondo piano rimase residenza padronale fino al 1930.
Tra gli elementi più significativi del palazzo si conservano uno scudo nobiliare e una monumentale trabeazione dell’antico atrio. Nel XVII secolo fu aggiunta la cappella con eleganti stucchi. All’inizio dell’Ottocento fu realizzata la scala ad arcate con ringhiere in ferro battuto.
Il secondo piano e la facciata attuale risalgono al 1840, su progetto di Francesco Troilo.
Durante le Giornate FAI sarà possibile visitare le antiche sale del palazzo, conoscere le famiglie che lo hanno abitato e scoprire il recente restauro. Particolarmente suggestiva la terrazza con giardino pensile, dalla quale si gode un inedito affaccio sulla Cattedrale di San Cataldo.
Per informazioni, modalità e orari di accesso alle aperture, visitare il sito fondoambiente.it/il-fai/grandi-campagne/giornate-fai-di-primavera/i-luoghi-aperti/.

Torna su