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TEATRO KOPO’ 11 MARZO 2023 ore 21,00

lunedì 6 marzo 2023
TEATRO KOPO’ 11 MARZO 2023 ore 21,00SCHERZI
Da Čechov
Adattamento: Gianfranco Groccia, Lino De Venuto, Teodosio Saluzzi
Lino De Venuto
, Nicola Borreggine, Francesco Cassano Cassano, Gina De
Vanna, Ada Interesse, Loredana Lorusso, Michele Scarafile, Cinzia Ventola
Regia e Scene.
Gianfranco Groccia
Organizzazione Raffaele mele
Costumi: Atelier Matisse ,
Progetto luci: Nicola Santamato
 
Scenotecnica: Leonardo Loiacono
videomaker: Francesinfo:
Anton Pavlovič Čechov
. Il solo citarlo ci conduce virtualmente in Russia, in un contesto storico
preciso a cavallo fra Ottocento e Novecento, a opere teatrali importanti (
Zio Vanja, Il Gabbiano,
Tre sorelle, Il Giardino dei ciliegi
...) e racconti straordinari (
La steppa – Il reparto n. 6
...). Non
a caso Čechov fu paragonato a
Gogol'
e a
Tolstoj.
L’Occhio del Ciclone Theater ammicca e si lascia sedurre dal teatro minore dello scrittore-
drammaturgo russo:
L’Orso
(1888),
La domanda di Matrimonio
(1888),
Tragico Controvoglia
(1890). Un teatro tutt’altro che minore, innovativo, che svela tutta la sua
attualità e modernità
e che
esige dagli attori notevoli capacità interpretative. Sono tre opere in bilico tra il comico e il tragico,
si passa sorprendentemente dalla commedia alla tragedia, per ritornare appena dopo alla commedia,
con sentimenti altalenanti: ora l’amore, appena dopo l’odio e viceversa, con tutte le sfumature
possibili, in una incessante sequenza di situazioni ironiche, grottesche e paradossali.

Ed ecco dunque nel finale de L’Orso, il
tracotante
misogino
Smirnov cedere e innamorarsi
perdutamente della inconsolabile vedova Popova (inconsolabile?) che sin dall’inizio e fino a
qualche battuta prima era stata ors
amente
offesa e insultata.
Ne La domanda di matrimonio tutto è incentrato su un equivoco: tra i futuri sposi, la
orgogliosa e
battagliera
Natal’ja e l’
ipocondriaco
Lomov improvvisamente emergono
antiche ruggini
che
spiazzano il naturale corso degli eventi e danno vita ad una serie di invettive, in un crescendo di
forti battibecchi e successive riappacificazioni, con uno scoppiettante finale.
Tragico Controvoglia è una sferzante parodia-satira sulla villeggiatura: il funzionario Tolkacov
costretto ogni giorno per lavoro a recarsi dalla sua villa-vacanza in città, è assillato da una
situazione lavorativa deficitaria e lacunosa (collaboratori in ferie). Ma ad esasperarlo è in
particolare il costante ritornello...
giacché vai in città
...con le continue richieste della moglie che si
gode beatamente le ferie in villa: a queste richieste si aggiungono anche quelle pressanti e assurde
dei proprietari delle ville vicine, anche loro serenamente in vacanza. Una comica tragedia, o se si
preferisce, una tragica commedia.
L’Occhio del Ciclone Theater nel suo stile incisivo e brioso, ricco di musica, atmosfere, gestualità e
gustose pantomime, attraverso un
misterioso personaggio
crea un unico filo conduttore tra le storie
di questi tre atti unici, le intreccia, le sviluppa come se questi personaggi vivessero e agissero in un
Condominio X di un Luogo X
(tutto il mondo è paese!), marca la differenza tra ciò che i
personaggi vogliono far credere e quel che in realtà sono (sullo sfondo la poetica
dell’apparire e
l’essere
di matrice pirandelliana). La critica aspra alla piccola borghesia, lo scontro tra i sessi, la
sete di possesso, l’incomprensione umana, l’avarizia, il fraintendimento, sono i temi dominanti
dello spettacolo: uno specchio variamente cromatico dell’animo umano che dà vita a situazioni
divertenti, a forti emozioni e ad inevitabili riflessioni.


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