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Visita dell'Arcivescovo al carcere di Brindisi

martedì 15 maggio 2012

Nei giorni scorsi Mons. Rocco Talucci, Arcivescovo di Brindisi-Ostuni, si è in recato visita presso la Casa Circondariale di Brindisi per il consueto incontro con il mondo del penale: dirigenti, operatori, agenti di custodia, volontari, detenuti.

L’incontro tra l’Arcivescovo e i detenuti si è svolto in un clima di calorosa e accogliente familiarità, con la presenza di circa 90 detenuti.

Dopo il saluto di benvenuto della Direttrice, dottoressa Anna Maria Dello Preite e del Magistrato di Sorveglianza di Lecce, dottoressa Emanuela Foggetti, che hanno espresso all’Arcivescovo il loro ringraziamento per la sua costante disponibilità e la sua viva sensibilità per il mondo del penale, l’incontro ha avuto inizio con un canto di invocazione allo Spirito Santo e con la lettura, da parte del cappellano P. Giovanni Fabiano, del brano evangelico del Buon Pastore

Nel commentare il vangelo proclamato, Mons. Talucci si è soffermato sul concetto di autorità «che viene dall’alto» e che è necessaria in una convivenza civile, dove è indispensabile che qualcuno possa coordinare e dirigere.

L’Arcivescovo si è servito dell’immagine evangelica del Buon Pastore e della pecorella smarrita per evidenziare che esistono due tipi di giustizia, «quella umana che richiama all’osservanza delle leggi, secondo cui chi trasgredisce è sottoposto al giudizio, e quella divina, che invece parla al cuore. Nel discorso di Gesù, c’è spazio per la giustizia (diritti e doveri), ma Gesù parla soprattutto dell’amore e della misericordia. Giustizia e misericordia non sono concetti opposti, l’uno non esclude l’altro, sono invece concetti complementari perché “non c’è giustizia senza misericordia e non c’è misericordia senza giustizia”».

«Anche se siete in carcere per la giustizia umana che vi ha condannato – ha detto Mons. Talucci - cercate di gustare la bellezza della misericordia che vi aiuta a vivere il periodo della detenzione come un periodo di riflessione e di proposito di cambiamento. Per tutti c’è la possibilità di risorgere, di iniziare una vita nuova.»

Alla riflessione del Vescovo è seguito il momento più significativo dell’incontro.

Alcuni detenuti, in previsione della visita del Vescovo, avevano preparato alcune questioni che hanno sottoposto all’attenzione di Mons. Talucci.

Le domande hanno avuto più o meno tutte lo stesso tenore: “Che cosa fa la Chiesa nel campo della prevenzione, per aiutare le famiglie che sono nella disperazione a tal punto da arrivare al suicidio, per migliorare le condizioni disumane in cui si trovano molte carceri (non a Brindisi, per fortuna)? Come si pone la Chiesa rispetto alle istituzioni, per la soluzione dei problemi che affliggono il mondo del penale?”.

Mons. Talucci nelle risposte ha precisato che non è compito della Chiesa risolvere i problemi delle carceri, come il sovraffollamento. Tuttavia la Chiesa può far sentire la sua voce per chiedere un gesto concreto (come fece Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000), è vicina alle famiglie dei detenuti e ai detenuti stessi con alcune figure significative ,come il cappellano e i volontari.

Quindi l’Arcivescovo ha voluto ascoltare una canzone, “La vita”, tratta da una poesia del giovane brindisino Matteo Farina, musicata da un detenuto ed eseguita dallo stesso autore della musica e dal cappellano.

È seguita la recita del Padre nostro con la benedizione per i presenti e per i familiari.

L’incontro si è concluso con un canto alla Madonna: “Alla Madre Celeste”, brano tratto da un’altra poesia del giovane brindisino Matteo Farina, musicato ed eseguito dallo stesso detenuto.

 

 

gio.mor.

 

Brindisi, 15 maggio 2012

 

 

 

 

 

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