XYLELLA: COLDIRETTI, NOSTRO ALLARME INASCOLTATO VALUTAZIONI UE INCONFUTABILI
mercoledì 25 marzo 2015
roma, (agra press) - "le cronache degli ultimi mesi raccontano giorno dopo giorno in maniera minuziosa il silenzio assordante che ha accompagnato i nostri continui richiami a fare presto, a mettere in campo ogni utile iniziativa per fermare il dilagare della xylella in puglia, richieste di aiuto che sono rimaste irresponsabilmente inascoltate. gia' a meta' del 2013 coldiretti lecce indicava alla regione puglia possibili percorsi per arginare la malattia. e abbiamo aspettato esattamente un anno per avere il commissario straordinario e la dichiarazione dello stato di emergenza ossessivamente richiesti alla regione puglia. quindi, oggi le valutazioni critiche dell'ue sull'operato delle istituzioni italiane che "non hanno impedito la diffusione" della xylella in puglia sono inconfutabili. attendiamo le ulteriori opinioni dell'efsa che si e' gia' espressa chiaramente", afferma il presidente della coldiretti puglia gianni cantele, a proposito delle considerazioni della commissione europea circa l'inefficacia delle misure attivate per stoppare il patogeno. "del resto anche la direttiva comunitaria del 2000/29 che vietava di importare piante e parti di piante di vite e agrumi perche' importanti ospiti di xylella - aggiunge il direttore di coldiretti puglia, angelo corsetti - e' risultata assolutamente inefficace e inadeguata. per questo l'efsa (autorita' europea per la sicurezza alimentare) ha suggerito di emendarla, portando ad oltre 100 le piante ospiti che continuano ancor oggi ad entrare senza(ap) - n. 81 2./..
alcun problema in europa, nonostante sia stato accettato l'ingresso della xylella nel salento a causa di piante importate dal costa rica attraverso le rotte commerciali di rotterdam. oggi assistiamo all'ultimo atto della drammatica vicenda, con quantita' straordinarie di scarti di potatura che gli olivicoltori non sanno esattamente come smaltire, mentre permane il silenzio assordante della regione che in questo ultimo anno non ha in alcun modo accompagnato le imprese verso il loro futuro, mentre ora rischiamo di assistere ad una guerra tra 'poveri', dove le uniche vittime sono gli olivicoltori, e alla scelta paradossale e ingiusta tra il salento ferito e la restante parte della puglia impaurita". gia' nel lontano settembre 2013 - sottolinea un comunicato - coldiretti lecce chiedeva alla regione puglia "la rimozione dei divieti relativi alla bruciatura del materiale proveniente dalla potatura e dai residui vegetali potenzialmente ospitanti il parassita; adeguare le norme relative allo svellimento delle piante da eliminare; vietare l'abbandono di materiale legnoso e balle per il compostaggio in campagna per la durata di un mese, in attesa di un disseccamento che puo' disattivare il batterio ma non e' compatibile con i furti di legna diffusissimi nelle campagne". si tratta in sintesi - osserva l'organizzazione - delle linee guida che la regione puglia non ha mai prontamente divulgato tra gli olivicoltori. "sono state decine e decine le assemblee svolte dalla coldiretti lecce in collaborazione con le op e i comuni che si sono svolte in questo ultimo anno, la stampa e divulgazione di un'opuscolo sulle linee guida e' stato stampato e diffuso sempre da coldiretti lecce ed, infine, un video tutorial sulla materia (oggi in via di aggiornamento) pubblicato sul sito di coldiretti puglia. grande assente la regione puglia che avrebbe dovuto, invece, essere il principale protagonista della lotta alla xylella", conclude il comunicato.
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