Alcune valutazioni sugli eventi di Giugno
lunedì 24 giugno 2013
A proposito degli “eventi” che hanno caratterizzato il Giugno brindisino, che alcuni giornalisti hanno definito una “imponente campagna di marketing” desideriamo fare alcune doverose considerazioni.Il successo degli eventi in questione non può essere sancito da coloro stessi che li hanno organizzati, gli amministratori, il sindaco in primis, o da chi tesse le loro lodi quotidianamente senza un minimo di senso critico.
Se facciamo un bilancio costi/benefici per la cittadinanza non riusciamo a definire né gli uni né gli altri : non è dato sapere al cittadino brindisino, infatti, quanto questa “imponente campagna di marketing” è venuta a costare, all'amministrazione comunale, e, quindi, ad ogni singolo cittadino.
Se andiamo ad analizzare i benefici è lecito chiedersi a quali settori dell'economia locale possono aver giovato circa venti giorni di caos totale nel centro storico di Brindisi, con collasso di viabilità, parcheggi, igiene urbana.
Sono stati gli stessi commercianti ad aver denunciato che i guadagni, solo un po' incrementati in quei giorni, non possono ripagare da un'annata sotto zero per il commercio brindisino, con esercizi che chiudono ad ogni angolo di strada, senza iniziative concrete dell'amministrazione o della confcommercio.
Una “città invasa da turisti italiani e stranieri” non è un vanto se prima non si è tolto la “polvere da sotto il tappeto”.
L'impazzimento generale dei “giorni del vino” non può far dimenticare che proprio il centro storico ha bisogno di una manutenzione continua, a cominciare dalle strade sempre più un rischio per l'incolumità pubblica, che la questione igiene urbana diventa sempre più emergenziale a cominciare dal calo in discesa rapida della raccolta differenziata (siamo al di sotto del 29% a differenza di comuni della provincia come Mesagne che raggiungono circa l'80%), che ci porterà ad essere il primo comune a pagare la eco-tassa europea, e la mancanza di vigilanza da parte della Polizia Municipale, che lamenta di aver impiegato tutto il suo organico nello straordinario durante le manifestazioni e per questo non può vigilare nei quartieri, praticamente abbandonati a se stessi.
Una valutazione a parte anche se di importanza fondamentale riguarda l'aspetto culturale della vicenda.
Tralasciando di commentare quelle a dir poco “invasive” strutture in legno degli stand, che hanno deturpato monumenti storici, senza che i “cultori” della città abbiano mosso un dito per impedirlo, ci chiediamo se non si poteva cogliere l'occasione per valorizzare il patrimonio storico-artistico della città, la nostra vera risorsa.
Va bene che siamo usciti dalla candidatura a “capitale europea della cultura” ma non valorizzare strade storiche, piccole piazze, chiese monumenti non è da “innovatori e lungimiranti”, come vengono definiti i nostri amministratori.
Questi i numeri che dovrebbero portarci ad una valutazione positiva : in che misuracittadini e visitatori forestieri hanno usufruito del patrimonio culturale; è su questa base che si può valutare se il turista ritornerà oppure no in una città.
Sempre dal punto di vista culturale lamentiamo, poi, la mancanza assoluta di momenti culturali e formativi sulla “bevanda di Bacco”, che tanto si desiderava promuovere, o sul cibo in genere, della nostra terra. Questo sì che avrebbe dato una vera opportunità promozionale al territorio.
Redazione Brindisiin.it
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