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Ancora una volta decide l’astensionismo

martedì 16 maggio 2023
Ancora una volta decide l’astensionismoCirca metà dei brindisini non è andata a votare per il rinnovo del Consiglio Comunale. E’ un dato incredibile che non fa, certo, onore a questa città.
Al di là dei risultati elettorali, abbastanza prevedibili, il dato della scarsa affluenza alle urne deve sicuramente far riflettere.
Che cosa tiene lontano dalle urne questi cittadini che non riescono a comprendere che per cambiare una situazione che, evidentemente, non piace c’è bisogno proprio del loro voto?
Il disinnamoramento dal voto, un diritto tanto faticosamente conquistato nel corso degli eventi storici, denota un disinnamoramento dalla città e anche da se stessi.
Delusione, disincanto, rabbia. Qual è il sentimento che attanaglia circa il 50 per cento dei cittadini della città di Brindisi ?
Occorre ora fermarsi un attimo, da parte di tutte le forze politiche in campo, a riflettere e fare un’indagine sociologica che aiuti a comprendere perché non si senta il diritto/dovere della partecipazione.
Il diritto di voto è sancito dall’articolo 48 della costituzione. Il cosiddetto elettorato attivo (l’insieme delle persone che hanno la capacità giuridica di votare) è composto da uomini e donne che hanno compiuto la maggior età. Quello che spesso si dimentica però, è che oltre ad essere un diritto, il voto è un dovere civico, che tutti i cittadini hanno.
Nonostante questo sempre più persone decidono di non partecipare, anche perché nel nostro paese votare non è obbligatorio. attualmente al mondo sono 26 Paesi in cui i cittadini sono obbligati a votare
Le penalità per il “non-voto” possono essere di vario tipo: I) semplice spiegazione: portare una giustificazione formale per l’astensione per evitare una possibile multa; II) sanzione pecuniaria per chi decide di non partecipare (attualmente presente in 16 paesi); III) incarceramento: al momento nessuno paese considera quest’opzione, se non come conseguenza per multa non pagata; IV) perdita di alcuni diritti e della possibilità di usufruire di servizi pubblici o rimozione dalle liste elettorali.
Ma davvero si deve ricorrere a questi espedienti per chiedere ai cittadini di fare i cittadini?
Ma davvero la politica ha completamente smesso di essere un mezzo per la crescita civica ?
Prima del turno del ballottaggio è necessario non sottovalutare di ricercare una risposta a questi interrogativi!


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