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LECCE : CONFINDUSTRIA : POSIZIONE COMUNE SU ETS

venerdì 10 luglio 2026
LECCE : CONFINDUSTRIA : POSIZIONE COMUNE SU ETSConfindustria Lecce esprime pieno sostegno alla dichiarazione congiunta sottoscritta da Confindustria, dalla Federazione dell'Industria Tedesca (BDI) e dal Movimento delle Imprese di Francia (MEDEF) e trasmessa alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con la quale le principali organizzazioni industriali di Italia, Germania e Francia chiedono una revisione del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (EU ETS), in vista della proposta di revisione che la Commissione europea presenterà il prossimo 17 luglio.

Per la prima volta le organizzazioni imprenditoriali delle tre maggiori economie manifatturiere europee assumono una posizione comune su un dossier strategico per il futuro dell'industria continentale, ribadendo che gli obiettivi della neutralità climatica devono essere perseguiti insieme alla salvaguardia della competitività, degli investimenti e della capacità produttiva europea. La dichiarazione individua alcune priorità fondamentali: rendere il sistema ETS più coerente con la realtà industriale europea, garantire maggiore stabilità al mercato delle quote di emissione, rafforzare gli strumenti a tutela della competitività delle imprese europee e destinare integralmente le risorse generate dal sistema agli investimenti necessari per la transizione energetica.

"La posizione comune di Confindustria, BDI e MEDEF rappresenta un segnale politico di straordinaria importanza – afferma il presidente di Confindustria Lecce, Valentino Nicolì. L'industria europea continua a credere nella transizione ecologica e nella decarbonizzazione, ma questa transizione deve essere perseguibile concretamente. Occorrono regole che accompagnino gli investimenti e non producano effetti distorsivi, penalizzando le imprese europee rispetto ai competitor internazionali o favorendo processi di delocalizzazione produttiva".

Il sistema produttivo della provincia di Lecce, al pari di quello nazionale, è impegnato da tempo in un percorso di innovazione, efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, ma si confronta quotidianamente con costi energetici elevati, crescente competizione globale e mercati sempre più complessi: "Le nostre imprese stanno facendo la loro parte – prosegue il presidente – investendo in innovazione, digitalizzazione, efficientamento energetico e sostenibilità. Per continuare a farlo hanno però bisogno di un quadro europeo stabile, equilibrato e coerente con le reali condizioni industriali. L'ETS deve rimanere uno strumento efficace per ridurre le emissioni, ma deve anche favorire la competitività del sistema produttivo europeo, evitando che il costo della transizione ricada esclusivamente sulle imprese manifatturiere".

La competitività industriale non è un interesse di parte, ma una condizione indispensabile per garantire occupazione, sviluppo, innovazione e coesione sociale nei territori. Anche il Salento può giocare un ruolo importante nella transizione energetica europea, grazie alle competenze delle sue imprese e alla capacità di investire nelle nuove tecnologie. Ma perché questo sia possibile occorre una politica industriale europea che accompagni il cambiamento e renda conveniente produrre in Europa.

Confindustria Lecce rivolge pertanto un appello ai rappresentanti istituzionali del territorio, ai parlamentari nazionali ed europei e alle forze politiche affinché sostengano con convinzione, nelle sedi opportune, la richiesta avanzata da Confindustria, BDI e MEDEF, contribuendo a costruire una posizione italiana forte e condivisa nel confronto europeo sulla revisione dell'ETS.

"Su una questione così strategica è fondamentale che il mondo delle imprese e quello delle istituzioni parlino con una voce sola – conclude il presidente Nicolì –. Chiediamo alla politica di sostenere un modello di transizione che tenga insieme sostenibilità ambientale, competitività industriale e tutela del lavoro. Le decisioni che l'Europa assumerà nelle prossime settimane avranno effetti profondi sul futuro della nostra industria, dei nostri territori e delle nuove generazioni: è il momento che tutte le istituzioni facciano la propria parte".

L'Ufficio Comunicazione

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