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GIORNATA INTERNAZIONALE SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

lunedì 22 novembre 2021
IL CIF COMUNALE BARI AFFRONTA IL TEMA IN UN INCONTRO A BARI

In occasione dell’importante ricorrenza istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999) numerose sono le iniziative culturali organizzate in Italia sulla base di un invito da parte del Governo. A Bari, il 23 novembre p.v. il Centro Italiano Femminile, sezione Comunale di Bari, organizza un convegno nell’Aula delle Lauree “G. Contento” del Palazzo P. del Prete.
A confronto, una serie di esperte per fare il punto su un fenomeno che, purtroppo, in Italia non accenna a placarsi. E sono i dati a parlare: secondo l’Istat, il 31,5% delle 16-70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).
Ad introdurre i lavori del convegno sarà la presidente del Cif (Centro Italiano Femminile) Comunale di Bari Benedetta Sasanelli. A seguire gli interventi di vari relatori: Francesca Bottalico, assessore al Welfare del Comune di Bari; Maria Iacovone, già presidente di Sezione delle Corte di Appello di Bari (“La donna come parte offesa nel processo”) e Vincenzo Muscatiello, professore ordinario di Diritto Penale dell’Università Aldo Moro di Bari (“Giustizia e rispetto delle donne”).
Il rosso sarà il colore dominante nel corso dell’incontro per rievocare uno dei simboli più usati per denunciare la violenza sulle donne e sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema: le scarpe rosse, «abbandonate» in tante piazze. Un simbolo ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. L’installazione è apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez. Con la sua arte Chauvet porta avanti anche una battaglia personale: ricordare, ogni giorno, sua sorella minore, uccisa dal compagno quando aveva 22 anni.



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