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IL FARO: "Chi opera contro il turismo a Brindisi?"

mercoledì 10 luglio 2013
Chi opera contro il turismo a Brindisi? E' questa la domanda che gli operatori turistici si pongono di fronte all'incapacità di programmare e realizzare opere che possano invece, congiuntamente ad altre, migliorare l'attrattività della città verso un turismo qualificato, così come avviene per altre località del Salento.
Nessun altro, se non gli operatori turistici, sono in grado di tastare realmente il polso della situazione e di affermare che, dal punto di vista dell'attrattività e dopo il settennio "buio" che ha preceduto quest'amministrazione, vi è, nei confronti della nostra città, un certo impulso all'interesse per quelle che sono le peculiarità storico-culturali ed ambientali; infatti nei tour che organizziamo, oltre alle mete classiche del Salento, inseriamo anche Brindisi che, con soddisfazione, riscuote consensi sempre maggiori.
Constatata l'impossibilità di poter rivedere il "sacco a pelo" lungo i corsi e le navi traghetto per la Grecia ormeggiate nell'istmo della città "storica" cosa ci rimane se non puntare alla promozione di ciò che abbiamo come patrimonio storico-culturale?
E' possibile realizzare a Brindisi un "percorso" turistico messapico, romano o medievale ?
Oggi non avendo che una "residuale" possibilità di programmare il nostro ultradecennale lavoro con la "Grecia" ed in particolare con la meta a noi più cara e più prossima, quale è Corfù, non possiamo che intravedere un futuro solo ed esclusivamente nel rilancio del "brand" Brindisi, nel quale crediamo fermamente.
L'incapacità politica ed amministrativa di chi governa il nostro porto (in barba ad ogni "spending rews" con stipendi lordi di oltre 200.000,00 ?/anno) ha ulteriormente "desertificato" il porto interno, salvo di tanto in tanto "moscerini" (vedi Sebourn) e rendendo Costa Morena appannaggio di una sola compagnia; in barba ad ogni democratica concorrenzialità, tale compagnia fa sempre più profitti non garantendo la sopravvivenza delle agenzie turistiche ed, escludendo Corfù come approdo, ci costringe ad operare solo ed esclusivamente con il porto di Bari.
Cosa ci rimane se non la promozione della nostra città?
Anche questo ci è impedito! Questa volta da miopi burocrati e tecnici comunali che, non riuscendo a traguardare aldilà dei propri interessi localizzati esclusivamente in guadagni rivenienti da progettazioni, direzioni dei lavori, atti aggiuntivi alle imprese, ecc., impediscono ogni possibilità di integrare l'offerta turistica che la nostra città
Il caso più eclatante è quello del lungomare ove, pur di raggiungere gli obiettivi richiamati, si occludono alla vista ed al godimento della cultura storica di Brindisi: le cinta murarie (messapiche?) ritrovate sotto la scalinata virgiliana, gli archi (medioevali?) di un presumibile accesso al criptoportico (terme romane) di Via S. Chiara posto innanzi a Palazzo Montenegro ed infine, contro ogni logica e contro ogni rispetto verso la "dignità storica" di questa città, anche l'occultamento di "Porta Reale" ritrovata di fronte alla Capitaneria di Porto.
Ciò supera realmente ogni capacità di sopportazione!
E' emblematico l'esempio di un gruppo di turisti irlandesi, da noi trattato, che nel programmare una vacanza in Salento, ha chiesto una sosta (con nota compagnia aerea irlandese) a Pisa per godere della incommensurabile bellezza di "Piazza dei Miracoli" e per programmare una visita alle "navi antiche" (III s.a.c -VII s. d.c) trovate nel vecchio porto all'incrocio fra l'Arno ed il canale Serchio, alla profondità variabile da circa -5,5 a -9.0 m. dall'attuale piano di campagna ed in un'area fortemente interessata da falde e da acque di fiume.
Qui da noi, invece, in spregio ad ogni minima cultura di base e negli interessi supremi del dio denaro, si decide di offendere la storia e la cultura della città e dei brindisini, ricoprendo il tutto e negando ogni possibilità di presentare al godimento dei turisti ed a quello nostro, la scoperta di "Porta Reale" che ha sempre rappresentato la porta di ingresso dal mare alla città.
Non ci vuole un genio per capire che sarebbero bastati semplici e banali interventi di recupero per lasciare a vista (oltre a quello già interrato ed a quanto altro volutamente non cercato) un "simbolo" così importante per la città e non ci sono scuse da accampare.
Ci dicano, tecnici, politici e la stessa Soprintendenza che non interviene e che quindi non è esente da responsabilità, cosa si deve fare (se ne sono capaci) per ampliare l'offerta turistica di Brindisi?
Noi siamo sempre più sconcertati e fra un po' avremo "le pezze an culu" che, in questo caso, non si potranno tombare!

IL PRESIDENTE - Raffaele Giove
Associazione "IL FARO"
Viale Commenda, 83
72100 BRINDISI (BR)
TEL. 0831.515330 Cell.335 / 5331065
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