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LECCE : NUOVO LIBRO DI DANIELE ZEZZA

mercoledì 24 giugno 2026
LECCE : NUOVO LIBRO DI DANIELE ZEZZA Giovedì 25 giugno, alle ore 19:00, la Biblioteca OgniBene di Lecce (Complesso degli Agostiniani, Viale De Pietro 45) ospiterà la presentazione di L'ordine verso l'assurdo, il nuovo libro di Danilo Zezza.
L'appuntamento si inserisce in un percorso di presentazioni che ha già visto Zezza illustrare il percorso dell'assurdo al Mediaporto di Brindisi e presentare a Torino il suo itinerario di scrittura, consolidando una voce autoriale che, partita dal Salento, si sta progressivamente affermando in un orizzonte più ampio. Con l'incontro di Lecce, l'autore torna ora nel cuore del territorio salentino per presentare un'opera che segna una nuova tappa della sua ricerca narrativa.
L'ordine verso l'assurdo è una raccolta di dieci racconti che attraversano i grandi nuclei dell'esperienza umana – solitudine, verità, giustizia, sogno, vendetta, redenzione – traducendoli in situazioni quotidiane, concrete, spesso dure, dove l'assurdo non si manifesta come fuga dal reale, ma come sua esasperazione. Il libro scava nelle crepe della vita ordinaria, nei conflitti morali, nei cedimenti psicologici e nelle contraddizioni dell'uomo contemporaneo, costruendo una narrativa breve che conserva tensione filosofica e intensità emotiva. È un'opera che interroga il lettore sul senso dell'esistenza, sul rapporto tra colpa e coscienza, tra desiderio di verità e impossibilità di possederla fino in fondo.
Questa tensione si inserisce in un percorso che Zezza ha costruito negli anni con crescente coerenza. Fin dagli esordi, la sua scrittura ha mostrato una forte attenzione alla profondità psicologica dei personaggi e ai meccanismi interiori che muovono l'agire umano. Già nel 2010, con Giric, l'erede, racconto presentato al Premio Letterario Philobiblon dell'Associazione Culturale Italia Medievale, l'autore dava prova di un'immaginazione strutturata e di una ricerca stilistica fuori dall'ordinario, ponendo le basi del ciclo narrativo ambientato nel regno fittizio di Parkoz.
È proprio all'interno di questo universo che Zezza ha elaborato uno degli aspetti più riconoscibili della sua scrittura: il "parchese", un idioma letterario costruito non come semplice lingua fantastica, ma come operazione complessa di alterazione delle strutture morfologiche, sintattiche e fonetiche dell'italiano. Attraverso grafie latineggianti, torsioni del periodo, arcaismi controllati, troncamenti, inversioni sintattiche e deformazioni della cadenza, Zezza costruisce un falso idioma storicizzato che agisce come dispositivo teatrale, narrativo e satirico. La lingua, in questo contesto, non è un semplice ornamento, ma un campo di sperimentazione in cui la narrazione si fa corpo, voce, scena. Il risultato è una scrittura che rielabora il respiro del volgare letterario, la dinamica del teatro e la tradizione comica in una forma personale, riconoscibile, capace di tenere insieme invenzione e consapevolezza tecnica.
A questa matrice si lega anche la costruzione di registri fortemente polarizzati: da una parte la voce aulica, quasi formularia, del principe Giric Abbandrake; dall'altra quella più popolare, corrosiva e disincantata dello scudiero Sgua. In questa dialettica fra alto e basso, fra artificio e parlato, fra mitologia narrativa e deformazione grottesca, si riconosce una delle cifre più originali di Zezza, autore che usa la lingua non soltanto per raccontare, ma per mettere in scena visioni del mondo, conflitti sociali e tensioni morali.

Dopo gli esordi, il suo percorso si è sviluppato lungo traiettorie diverse ma comunicanti. Al filone di Parkoz si sono affiancate opere di altro respiro, come Ponzio Pilato – titolo oggi esaurito, cui è seguito anche un soggetto espositivo dedicato al ciclo di Pilato – e, più di recente, Ilio della solitudine (Balzano Editore, 2025), saggio filosofico di matrice esistenzialista che riflette sulla condizione dell'uomo contemporaneo e sui danni psicologici prodotti dai mezzi di comunicazione moderni. Anche in quest'opera, presentata nell'ambito del Premio Parrozzo, emerge la volontà di fare della letteratura e del pensiero uno strumento di interrogazione radicale del presente.
In questo senso L'ordine verso l'assurdo si colloca come un nuovo approdo, ma non come una frattura: raccoglie e rilancia la tensione esistenzialista già visibile in Ilio della solitudine, la profondità psicologica degli esordi e la vocazione sperimentale che ha attraversato l'intero percorso di Zezza, traducendole in una forma più compatta, narrativa e immediatamente esposta alla realtà quotidiana. Se Parkoz rappresentava il luogo della costruzione mitica, linguistica e teatrale, L'ordine verso l'assurdo porta quella stessa urgenza dentro le strutture della vita comune, mettendo a nudo il lato più crudo dell'esperienza: la fragilità, il fallimento, la colpa, il bisogno di riscatto, la difficoltà di dare ordine a un mondo che continuamente scivola verso l'assurdo.

La presentazione del 25 giugno offrirà al pubblico l'opportunità di entrare nel cuore de L'ordine verso l'assurdo e, insieme, di ripercorrere il cammino letterario di Danilo Zezza, autore che nel tempo ha saputo coniugare invenzione narrativa, ricerca linguistica, riflessione filosofica e sensibilità teatrale. A introdurre l'incontro sarà Marco Campanale, laureato in filosofia ed esperto di teorie e tecniche della comunicazione, che guiderà una riflessione critica sui temi del libro e sul percorso dell'autore, mettendone in luce i risvolti esistenziali, psicologici e culturali.

Dettagli dell'evento
Cosa: Presentazione del libro L'ordine verso l'assurdo di Danilo Zezza
Quando: Giovedì 25 giugno, ore 19:00
Dove: Biblioteca OgniBene, Viale De Pietro 45, Lecce (Complesso degli Agostiniani)
Ingresso: Libero fino a esaurimento posti

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