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MESAGNE : CANUTO : A GENOVA NOI C'ERAVAMO

lunedì 20 luglio 2026
MESAGNE : CANUTO : A GENOVA NOI C'ERAVAMODel massacro di Genova ricordo due cose. Anzi tre. Perché la terza fu proprio l’aggressione vile, gratuita, violenta, scientificamente pensata dalle Forze dell’ (dis)Ordine.

La prima fu la lunga preparazione nei Social Forum sparsi in tutta Italia. Si lavorava meravigliosamente insieme soggetti di ogni espressione politica, religiosa e culturale senza chiedere patenti a nessuno. Ci mischiammo dando davvero vita ad un Movimento per la Pace, radicato, plurale, concreto, nonviolento. Non mancano le differenze di obiettivi e di modalità di azione ma erano tutte armonicamente superate dalla volontà comune di “Volere un Mondo Diverso”: l’obiettivo superiore che ci univa. Nessuno giudicava la “coerenza” altrui ma ci aiutavamo con reciproca, autentica fraternità.
Dopo l’ “omicidio” del Movimento a Genova non ho più ritrovato nella nostra area quel clima e quei valori. Le differenze sono diventati muri invalicabili, il giudizio sulle “pagliuzze” altrui hanno scavato fossati, la ricerca di spazi comuni è stata sostituita da confini insuperabili, la riuscita delle iniziative scambiata dalla mera soddisfazione di averle fatte.
La ferita di quelle manganellate, di quei sequestri disumani e illegittimi hanno cambiato anche noi, in tanti modi diversi. Chi per sfiducia, chi per paura, chi per arroganza.

La seconda cosa fu aver portato a Genova, come avvenne da ogni angolo di Italia, segmenti significativi del mondo delle parrocchie. Spesso restie, avulse, staccate, indifferenti. Quel giorno a Genova tra religiose e religiosi, gruppi ecclesiali e movimenti alternativi una simbiosi eccezionale, che i Social Forum avevano territorialmente già configurato, che trovò a Genova nella oceanica manifestazione del 21 luglio la sua più bella, potente e minacciosa, per il Potere, espressione.

Ma fu proprio questo “ mondo cattolico” il primo a ritirarsi e a scomparire dopo l’”omicidio”. Forse il meno coraggioso o il meno abituato ai conflitti, ai contrasti, più arrendevole per natura e non solo evangelica. Da allora (fino a pochi giorni fa a Leverano nella intensa iniziativa con Francesca Albanese che per numero e pluralità di presenze, sembrava più di un germe di Social Forum) i gruppi parrocchiali (e non solo da noi ovviamente) sempre assenti fisicamente da ogni manifestazione collettiva che volesse essere un segno per la comunità civile che la esigenza di un Mondo Diverso non è mai cessata. Un disinteresse tanto clamoroso quanto doloroso.

Colpire a morte il Movimento nel 2001 fu una scelta pensata e applicata e a quella violenza si poteva solo rispondere con un supplemento di idealità e generosità. Ed il mondo cattolico, che negli anni ’80 raccolse questa responsabilità dando vita al Movimento Beati i Costruttori di Pace, oggi è tristemente lontano, sembra quasi senza inquietudine, sazi di attività e raduni interni, mentre il mondo brucia, la violenza dilaga e la Pace pare sia un tabù.

Mesagne, 20 luglio 2026

Giancarlo Canuto



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