MOBILITA’ NEGATA – EPIFANI, PD, SI UNISCE ALL’APPELLO DI MINERVINI
mercoledì 14 novembre 2012
BARI – «Si aggrava ulteriormente, con lo slittamento dell’accordo per Ferrovie del Sud Est, la situazione per i pendolari e per i viaggiatori in Puglia. Stando a quanto accade in questi giorni, diventa sempre più difficile garantire il diritto alla mobilità sul nostro territorio». Si esprime così il consigliere Pd, Giovanni Epifani, a margine della conferenza stampa dell’ 11 novembre scorso, indetta dall’Assessore ad Infrastrutture e Trasporti, Guglielmo Minervini, che lascia sfumare, almeno per il momento, la decisione di “regionalizzare” la S.r.l. pugliese.
La proposta del Governo centrale era quella di ricapitalizzare la società, da tempo piena di debiti, con 20 milioni di euro, più l’utilizzo di altri fondi destinati alle infrastrutture, purché la proprietà passasse dalle mani del Ministero a quelle della Regione. Ma dei debiti di FSE non si riesce a calcolare l’entità. «Nonostante le sollecitazioni al Ministero dei Trasporti, tra l’altro azionista unico della società, FSE non ha mai fatto pervenire i dati di bilancio, come invece prevedeva il Decreto sviluppo, non collaborando, ed attuando un ostruzionismo che non ha permesso di verificare debiti e crediti della società». Il consigliere Epifani si associa alle richieste di chiarimenti dell’assessore Minervini, ed appoggia pienamente l’azione del presidente del Consiglio, Onofrio Introna, che reclama un “faccia a faccia” con il Ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera.
«Assieme alla delusione per il mancato reintegro dei collegamenti invernali di Trenitalia, giunge notizia da Ryan Air della cancellazione di nove voli dagli scali di Bari e Brindisi. La capitale è, allo stato attuale, sempre meno raggiungibile, tanto in treno, quanto in aereo: Ryan ha eliminato anche un serale da Bari per Roma, così Alitalia, unica ad offrire il servizio, ha già raddoppiato il costo del biglietto. Alla luce di tutto ciò, occorre risanare i bilanci di FSE, con l’aiuto dello Stato però, e non sulla pelle dei pugliesi, destinando cioè ad FSE le risorse (fino a 100 milioni dei fondi FAS) che servono al mantenimento di tutte le infrastrutture della Puglia. La Società impiega circa 1500 lavoratori, che mandano avanti 8 linee ferroviarie e 43 autolinee nelle province di Bari, Brindisi e Taranto, facendo muovere ben 4 milioni di viaggiatori. La “regionalizzazione” delle FSE deve necessariamente passare al vaglio di un tavolo tecnico, al quale bisogna che prendano parte tutti, anche Trenitalia, affinché spieghi il perché della diminuzione dei treni, al fine di stabilire una soluzione al problema della mobilità in Puglia. Mi batto soprattutto per contrastare un “ingiusto isolamento” di cui la nostra Regione è vittima, sottolineando la posizione di svantaggio in cui si trova Taranto e tutta la sua Provincia».
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