Presentato progetto per inclusione 40 giovani pugliesi
sabato 23 aprile 2022
200 progetti personalizzati, di cui 41 in Puglia, per favorire il
reinserimento sociale di giovani, di età compresa fra 16 e 24 anni,
con precedenti penali e attualmente affidati ai Servizi della
Giustizia Minorile. Questo l’obiettivo del progetto “Rete per
l’inclusione” presentato stamattina al Palazzo di Città di Bari alla
presenza dei rappresentanti delle istituzioni e degli enti coinvolti.
Il progetto, finanziato dal PON Legalità del Ministero dell’Interno
con le risorse del Fondo Sociale Europeo, è realizzato da un
raggruppamento di Consorzi ed enti del Terzo settore e si svolge sotto
la direzione del Dipartimento della Giustizia Minorile del Ministero
della Giustizia.
I numeri del progetto sono stati forniti da Grazia Pietroforte del
Consorzio Mesteri Puglia, ente coordinatore del progetto nella nostra
regione
In Puglia sono stati coinvolti 31 ragazzi e 10 ragazze, alcuni dei
quali detenuti negli Istituti penali ed altri a piede libero. I
settori, indicati proprio dai ragazzi coinvolti come quelli di
maggiore interesse sono stati quello della ristorazione, della
meccanica, della cantieristica, dei trasporti e della logistica.
Ognuno dei ragazzi e delle ragazze svolgerà ora, al termine di un
percorso formativo legato ai temi della sicurezza e sotto la guida di
4 tutor, un tirocinio di sei mesi in un’azienda ricevendo anche un
supporto economico.
Il Sindaco di Bari e Presidente di ANCI Antonio Decaro ha inviato ai
partecipanti una nota di apprezzamento per l’iniziativa, sostenuta
attivamente dall’Amministrazione comunale. “Siamo tutti consapevoli –
ha scritto Decaro - che non tutti i ragazzi troveranno, grazie a
questa iniziativa, un lavoro stabile, ma è importante avere una
struttura istituzionale, sostenuta dal Comune, dalla Regione, dal
Ministero, dal Garante dei detenuti, intenta a supportare questi
percorsi che, prima di insegnare un mestiere, hanno l’obiettivo di
restituire fiducia nello Stato e nella vita a questi giovani. Oggi
stiamo sostenendo la presentazione di queste attività con la speranza
che, al di là del finanziamento nell’ambito del Pon legalità, si possa
proseguire in questo senso e provare a creare sinergie e accordi che
possano rendere occasioni come queste una certezza per tutti i ragazzi
che vogliono scegliere di credere innanzitutto in loro stessi e darsi
un’occasione di futuro".
reinserimento sociale di giovani, di età compresa fra 16 e 24 anni,
con precedenti penali e attualmente affidati ai Servizi della
Giustizia Minorile. Questo l’obiettivo del progetto “Rete per
l’inclusione” presentato stamattina al Palazzo di Città di Bari alla
presenza dei rappresentanti delle istituzioni e degli enti coinvolti.
Il progetto, finanziato dal PON Legalità del Ministero dell’Interno
con le risorse del Fondo Sociale Europeo, è realizzato da un
raggruppamento di Consorzi ed enti del Terzo settore e si svolge sotto
la direzione del Dipartimento della Giustizia Minorile del Ministero
della Giustizia.
I numeri del progetto sono stati forniti da Grazia Pietroforte del
Consorzio Mesteri Puglia, ente coordinatore del progetto nella nostra
regione
In Puglia sono stati coinvolti 31 ragazzi e 10 ragazze, alcuni dei
quali detenuti negli Istituti penali ed altri a piede libero. I
settori, indicati proprio dai ragazzi coinvolti come quelli di
maggiore interesse sono stati quello della ristorazione, della
meccanica, della cantieristica, dei trasporti e della logistica.
Ognuno dei ragazzi e delle ragazze svolgerà ora, al termine di un
percorso formativo legato ai temi della sicurezza e sotto la guida di
4 tutor, un tirocinio di sei mesi in un’azienda ricevendo anche un
supporto economico.
Il Sindaco di Bari e Presidente di ANCI Antonio Decaro ha inviato ai
partecipanti una nota di apprezzamento per l’iniziativa, sostenuta
attivamente dall’Amministrazione comunale. “Siamo tutti consapevoli –
ha scritto Decaro - che non tutti i ragazzi troveranno, grazie a
questa iniziativa, un lavoro stabile, ma è importante avere una
struttura istituzionale, sostenuta dal Comune, dalla Regione, dal
Ministero, dal Garante dei detenuti, intenta a supportare questi
percorsi che, prima di insegnare un mestiere, hanno l’obiettivo di
restituire fiducia nello Stato e nella vita a questi giovani. Oggi
stiamo sostenendo la presentazione di queste attività con la speranza
che, al di là del finanziamento nell’ambito del Pon legalità, si possa
proseguire in questo senso e provare a creare sinergie e accordi che
possano rendere occasioni come queste una certezza per tutti i ragazzi
che vogliono scegliere di credere innanzitutto in loro stessi e darsi
un’occasione di futuro".
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