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Rossi e Fusco chiedono un consiglio comunale monotematico su ENEL

lunedì 15 luglio 2013
Rossi e Fusco chiedono un consiglio comunale monotematico su ENELPubblichiamo la richiesta di OdG per un Consiglio Comunale Monotematico su ENEL, a firma dei consiglieri comunali Rossi e Fusco.
Al Presidente del Consiglio
Luciano Loiacono
Ordine del giorno: Consiglio Monotematico su Enel.
Il Consiglio Comunale
PREMESSO CHE
- nel territorio del Comune di Brindisi insistono tre centrali termoelettriche, la Centrale Enel Federico II costituita da quattro gruppi alimentati a carbone da 660 MW per complessivi 2640 MW; la Centrale Edipower costituita da due gruppi da 320 MW alimentati a carbone per complessivi 640 MW più due gruppi sempre da 320 MW non più utilizzati; la Centrale Enipower costituita da tre gruppi alimentati a gas per una potenza complessiva di 1170 MW.
- tali centrali fanno di Brindisi il più grande polo energetico nazionale;

-dagli ultimi dati disponibili relativi al 2011, del registro E- PRTR , il registro europeo delle emissioni e dei trasferimenti di sostanze inquinanti , le emissioni macroinquinanti in aria del polo energetico sono pari a
Anidride Carbonica, CO2, 15.130.000 tonnellate
SOx pari a 8470 tonnellate
NOx pari a 9190 tonnellate
Polveri sottili pari a 428 tonnellate

Mentre le emissioni di alcune sostanze e microinquinanti cancerogeni, altamente tossici e nocivi sono pari a

Benzene 3,04 tonnellate
HCL 40,8 tonnellate
HF 86,5 tonnellate
NH3 10 tonnellate
Nichel 121 Kg.
Mercurio 63.2 Kg
Cadmio 12,4 Kg

Un quantitativo di emissioni che sottopone il nostro territorio ad una pressione ambientale e ricadute sanitarie certificate dallo studio dell’Agenzia Europea sull’Ambiente che valuta per la sola centrale Enel Federico II tra i 536 e i 707 milioni di euro all’anno.

PRESO ATTO CHE

Il 12 Novembre del 1996 fu sottoscritta dal Comune di Brindisi, Provincia di Brindisi ed Enel una convenzione relativa alle due centrali Federico II dell’Enel e la centrale Brindisi Nord all’epoca dell’Enel ed oggi A2A – Edipower, con le quali si disponeva l’uso di un quantitativo massimo di carbone pari a 2,5 milioni di tonnellate annue e a partire dalla data del 31.12.2004 l’utilizzo di almeno 1 miliardo di mc/anno di metano.

La conversione a gas della centrale di Brindisi Nord entro il 2002 e la successiva chiusura entro il 2004, sempre prevista nella stessa convenzione.

Il Decreto del Presidente della Repubblica del 23 aprile 1998 approvò il piano di disinquinamento per il risanamento della Provincia di Brindisi, con il quale vengono riprese le disposizioni previste nelle convenzioni del 1996.

RITENUTO CHE

Le successive convenzioni tra Comune di Brindisi ed Enel del 2002 e tra Comune di Brindisi e Edipower del 2003 non siano rispettose di quanto disposto dalle convenzioni del 1996 e dal successivo piano di disinquinamento e risanamento ambientale della provincia di Brindisi approvato dal DPR del 23 aprile 1998, ed hanno aggravato notevolmente la situazione ambientale del territorio di Brindisi.

VISTO CHE

- La centrale Enel Federico II non è mai stata sottoposta al procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale e che quindi non sono state mai valutati gli effetti sull’ambiente e la salute delle emissioni delle sostanze inquinanti emesse in aria, acqua e suolo , né alcuna relazione su tali effetti in relazione alla capacità produttiva sono stati mai effettuati.


Nell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata ad Enel dal Ministero dell’Ambiente in data 8 giugno 2012 l’allora Sindaco di Brindisi non rilasciò alcuna prescrizione specifica per l’impianto ai sensi del regio decreto n. 1265 del 1934 articoli 216 e 217


- La relazione finale del Gruppo di Lavoro “ Ipotesi di Lavoro per la tutela della Salute” del 30.11.2012 “Brindisi area ad alto rischio e sito nazionale delle bonifiche“, tavolo tecnico convocato dal Presidente del Consiglio che ha evidenziato lo stato di crisi ambientale e sanitaria provocata dalla bolla emissiva di inquinanti che ogni anno viene prodotta nella città di Brindisi.



RILEVATO CHE

Il Sindaco del Comune di Brindisi ai sensi degli articoli 216 e 217 del Regio decreto del 27 luglio 1934, n. 1265, può formulare per l’impianto specifiche prescrizioni intese a salvaguardare la salute dei cittadini anche in via precauzionale.

Occorre una sensibile riduzione della bolla massica, su base annua, degli inquinanti immessi in atmosfera, acqua e suolo, i principali precedentemente riportati per i valori relativi al 2011.

Al fine di giungere ad una significativa diminuzione dell’immissione di inquinanti immessi in atmosfera, acqua e suolo, occorre recuperare i limiti di esercizio della Centrale di Cerano Brindisi Sud previsti dalla Convenzione del 1996, ossia la tenuta di un gruppo in riserva e la graduale trasformazione dei restanti tre gruppi per l’alimentazione a metano, con previsione, nel periodo necessario per la trasformazione, di utilizzo di minori quantità di carbone, a minor tenore di zolfo e con più alto potere calorifico;



Premesso tutto quanto innanzi, il Consiglio Comunale di Brindisi

IMPEGNA

Il Sindaco ad organizzare l’apertura di un tavolo, anche con la Regione e con il Governo, e sentita la Conferenza dei Capigruppo, per la stipula di una nuova Convenzione che recuperi i principi della Convenzione Comune/ENEL del 1996, che preveda la tenuta in riserva di uno dei gruppi di detta Centrale e la graduale trasformazione con alimentazione a metano dei restanti tre gruppi, con previsione, nel periodo necessario per la trasformazione, di utilizzo di minori quantità di carbone, a minor tenore di zolfo e con più alto potere calorifico;

Brindisi 8 luglio 2013
Primi Firmatari
Riccardo Rossi Brindisi Bene Comune Roberto Fusco Si Democrazia

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