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Sì Democrazia su Edipower : occorre aprire il caso Brindisi

giovedì 5 settembre 2013
Sì Democrazia su Edipower : occorre aprire il caso BrindisiLa questione della centrale Brindisi Nord – Edipower (oggi gruppo A2A) torna in questi giorni sulle pagine dei media in virtù dell’ormai prossima scadenza dell’AIA. Sono ormai molti lustri che i cittadini di Brindisi assistono a questa vicenda che trascina con se le sorti di una città che vorrebbe cambiare ma che è bloccata su storie di questo genere.

Nell’ultima campagna elettorale in merito a tale vicenda vi sono state precisi impegni di molti dei candidati sindaco, non ultimo di Consales e del maggiore partito della sua coalizione: la centrale Brindisi Nord – Edipower va chiusa, le maestranze salvaguardate, le aree prima bonificate e poi restituite ad altri usi più produttivi e meno invasivi tra cui quelle della portualità.

Sì Democrazia, congiuntamente a Brindisi Bene Comune, hanno presentato a luglio un Ordine del Giorno perché si arrivasse ad una conclusione della vicenda di questa centrale a due passi dalla città.

Sarebbe bene ricordare che la convenzione del 1996, firmata con l’avallo e la garanzia del Governo, prevedeva la sua chiusura – dopo la metanizzazione – il 31 dicembre del 2004, la salvaguardia delle maestranze che sarebbero dovute passare alla centrale di Cerano e la bonifica del sito. Tutto ciò non è avvenuto per interessi che non riguardano minimamente quelli del territorio bensì per tutelare quelli industriali di una società che in questa città ha fatto e continua a fare il bello e cattivo tempo.

Ora sembra quanto mai opportuno che si discuta con urgenza della questione, convocandoimmediatamente il consiglio comunale per deliberare in merito,e che ognuno coerentemente con i propri impegni si adoperi per porre fine a questa vicenda che se si dovesse trascinare tra ambiguità e interessi di parte (come quello di consentire di bruciare derivati da rifiuti) non farebbe altro che creare tensioni sociali.

Sì Democrazia

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