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Strana coincidenza e tragedia annunciata

venerdì 17 dicembre 2021
Strana coincidenza e tragedia annunciataQuella di Ravanusa è stata una delle tante tragedie annunciate della nostra epoca storica e del nostro Paese. La totale assenza di manutenzione o di controllo sulle opere infrastrutturali in Italia ha permesso a ponti di crollare, ad impianti industriali o vagoni ferroviari carichi di GPL di esplodere, a funivie di scaraventarsi nel vuoto, e l’elenco potrebbe continuare all’infinito se contiamo tutti gli incidenti mortali, e non, sul lavoro che tutti i giorni siamo chiamati ad annoverare.
Non è la prima volta che incidenti hanno riguardato il GAS METANO. Nel 2019 sono stati 157 gli incidenti in Italia legati al gas canalizzato (ANSA).
La cosa incredibile è che la tragedia di Ravanusa arriva proprio mentre è stato annunciato che la Commissione Europea introdurrà anche GAS e NUCLEARE nella tassonomia “VERDE”, venendo meno agli impegni assunti con il GREEN NEW DEAL in cui si metteva fine ai finanziamenti alle fonti fossili, ed il gas è una delle fonti fossili più climalterante, mentre sul nucleare e i problemi che ha creato nel mondo (motivo per cui in molti stati è stato abbandonato) nessuno dovrebbe avere più dubbi.
In nome di una presunta “stabilità” energetica si ha intenzione di continuare a finanziare ciò da cui volevamo definitivamente liberarci.
Già il via libera ai vari gasdotti che arrivano dall’EST EUROPA per approdare sulle nostre coste ci metteva in allarme per tutti gli incidenti che si sono verificati nel mondo nei gasdotti e nelle centrali di compressione (come quello di Contrada Matagiola a Brindisi).
Avere un precedente di esplosioni anche nelle reti cittadine del gas dovrebbe portare all’abbandono definitivo di questa scelta energetica in favore delle fonti rinnovabili proprio nelle nostre città.

Nelle città italiane il gas viene distribuito da quasi 200 operatori tramite un insieme di tubi che si estende per oltre 260mila chilometri.
Sulla sicurezza giocano un ruolo fondamentale anche i Comuni.
Ma quanti sono i controlli e le manutenzioni realmente effettuate? Nessuno dei cittadini può averne conto. Eppure i dati su questi controlli dovrebbero essere divulgati dagli stessi Comuni sui siti istituzionali.
Niente di tutto ciò.
Quello che è sicuro (la tragedia di Ravanusa insegna) è che le nostre abitazioni e la nostra vita cittadina si trovano, molto probabilmente, su vere e proprie potenziali “polveriere”!




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