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TIM costituirà la BAD COMPANY chiamata NETCO, preoccupazione dei COBAS

martedì 28 novembre 2023
TIM costituirà la BAD COMPANY chiamata NETCO, preoccupazione dei COBAS Dopo gli incontri sindacali che si sono tenuti il 23 novembre alla presenza dei delegati RSU, i COBAS ESPRIMONO grandissima preoccupazione per le sorti di TIM e del personale che secondo l'intenzione dell'Amministratore Delegato transiterà nella NETCO, la cosiddetta società di rete. Una operazione che – se andrà in porto - determinerà la fine di TIM così come la conosciamo noi e la sua divisione in due grandi AZIENDE : Una di Servizi con circa 18.000 persone ed una di Rete (NETCO appunto) con 20400 persone.

Una operazione che i COBAS definiscono una vera e propria speculazione finanziaria. Secondo Alessandro Pullara dei COBAS TIM "il fondo finanziario americano KKR che ha presentato l'offerta di acquisto lo scorso 5 novembre secondo tutti gli esperti finanziari vorrà massimizzare il suo investimento nel giro di 5-6 anni massimo, lasciando poi la nuova società piena di debiti".

Dubbi anche sulla costituzione della Azienda vera e propria legati al fatto che la nuova società, contrariamente a quanto affermato, gestirà una porzione di reti di TLC di vecchia generazione. Sempre secondo i Pullara dei COBAS si configura il rischio della costituzione di una vera "BAD COMPANY" che durerà il tempo necessario a esaurire i progetti del PNRR e la posa della fibra. Questo significa nessuno sviluppo industriale e ricaduta dei costi legati al debito e all'occupazione tutti a carico delle STATO".

Anche la società dei servizi, che resterà TIM, è a rischio. "Una società prevalentemente di servizi che si priva delle infrastrutture può competere sul mercato solo se taglia i costi del personale".

Per i COBAS le responsabilità del Governo sono gravissime, "dopo aver sbandierata la difesa della italianità della produzione, sostengono il progetto che di fatto mette fine a TIM, consegna completamente la rete telefonica ad un fondo speculativo americano e impegna, fino ad ora a parole, 2,2 miliardi per diventare socio di minoranza di una società destinata al fallimento".

Secondo i COBAS con la stessa cifra è possibile aumentare le quote di CDP in TIM che già oggi vanta il 9,4% e membri decisivi in consiglio di amministrazione. "TIM UNICA e PUBBLICA è per noi l'unica soluzione al riassetto del settore" prosegue Pullara dei COBAS e annuncia prime iniziative sindacali già a partire dal 12 dicembre prossimo, "Abbiamo 6 mesi di tempo per fermare il progetto".

Per il COBAS TIM
Alessandro Pullara – 3316022366

Per il COBAS Brindisi

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