Comunicato COBAS su Brindisi nord A2A
mercoledì 16 ottobre 2013
Il Sindacato
Cobas del Lavoro Privato ha raccolto in questi giorni le proteste di numerosi
lavoratori di Brindisi Nord per alcune considerazioni fatte dal “Comitato energia, ambiente e territorio” avvenute con la quasi contemporanea assemblea realizzata da una organizzazione sindacale sul
tema delle nuove assunzioni all’Enel che secondo noi sta creando illusioni
lavorative in centinaia di giovani
diplomati brindisini.
Il Comitato
afferma sui giornali di parlare seriamente del futuro di Edipower “….. evitando
la solita tarantella del trasferimento dei lavoratori a Cerano…”
Come si può
parlare in questi termini quando i lavoratori di Brindisi Nord sono sparsi in
giro per tutta l’Italia nelle altre centrali Edipower e la cassa integrazione respinta nel 2005 è dietro l’angolo.
Tutti sanno della estrema difficoltà attuativa
del nuovo progetto presentato da A2A e dei possibili tempi lunghissimi , con risposte che alla fine possono anche essere negative.
Il nuovo
piano industriale presentato da A2A è un vero e proprio piano dei rifiuti
,infatti questo aspetto viaggia su autorizzazioni diverse da quello per la
produzione di energia elettrica.
Ricordiamo
che i lavoratori della Centrale di Brindisi Nord erano dell’Enel , in quanto
vecchia proprietaria dell’impianto.
Con il
decreto D’Alema del 4 Agosto 1999 si avvia la privatizzazione dell’Enel che ha
portato allo sconquasso di tutto il settore eletrico.
Una Enel
ridotta ad indebitarsi per miliardi di
euro con l’acquisto di bidoni all’estero di centrali nucleari e convenzionali
tenute assieme con lo scotch .
In nome di
un libero mercato che ha lasciato spazio
solo alla speculazione, vedi il settore
delle rinnovabili con i ghiotti incentivi .
Oggi ci
troviamo nella situazione di una offerta di energia quasi il doppio di quella
richiesta dal mercato , con tantissime centrali ferme specialmente a gas metano.
Un processo
di privatizzazione ben sostenuto allora dalle organizzazioni sindacali che
attualmente respingono qualsiasi tentativo di passaggio a Cerano di questi
lavoratori.
Molti
lavoratori ricordano le infuocate assemblee di Brindisi Nord che hanno sempre
reclamato il passaggio a Brindisi Sud ,così come è scritto nella convenzione
del 1996.
Ognuno è
libero di realizzare quello che vuole ,ma è innegabile che l’assemblea promossa
giovedì scorso presso una sede sindacale è diventata nei fatti per molti la possibilità del contatto giusto
per un posto di lavoro .
Tutto questo
avviene mentre l’Enel ha cancellato da
anni quella clausola che prevedeva l’obbligo
delle assunzioni dal territorio brindisino .
I risultati sono sotto gli occhi di tutti a
Cerano proprio con le decine e decine di assunzioni proveniente da fuori provincia .
Il Sindacato
Cobas riconferma pienamente la richiesta
del trasferimento a Cerano dei
lavoratori di Brindisi Nord , l’avvio immediato
dello smantellamento dei gruppi 1 e 2 di Brindisi Nord ,la realizzazione con
intervento governativo di una cassa
integrazione speciale per tutti i lavoratori in crisi nella zona industriale ,
l’avvio delle bonifiche che preveda la ricollocazione dei lavoratori in crisi
,la possibilità di nuovi progetti produttivi, vigilanza sulle assunzioni fatte
dall’industria aeronautica .
Il Sindacato
Cobas inoltre invita a partecipare allo sciopero nazionale del 18 Ottobre a
Roma .
Cobas del Lavoro Privato ha raccolto in questi giorni le proteste di numerosi
lavoratori di Brindisi Nord per alcune considerazioni fatte dal “Comitato energia, ambiente e territorio” avvenute con la quasi contemporanea assemblea realizzata da una organizzazione sindacale sul
tema delle nuove assunzioni all’Enel che secondo noi sta creando illusioni
lavorative in centinaia di giovani
diplomati brindisini.
Il Comitato
afferma sui giornali di parlare seriamente del futuro di Edipower “….. evitando
la solita tarantella del trasferimento dei lavoratori a Cerano…”
Come si può
parlare in questi termini quando i lavoratori di Brindisi Nord sono sparsi in
giro per tutta l’Italia nelle altre centrali Edipower e la cassa integrazione respinta nel 2005 è dietro l’angolo.
Tutti sanno della estrema difficoltà attuativa
del nuovo progetto presentato da A2A e dei possibili tempi lunghissimi , con risposte che alla fine possono anche essere negative.
Il nuovo
piano industriale presentato da A2A è un vero e proprio piano dei rifiuti
,infatti questo aspetto viaggia su autorizzazioni diverse da quello per la
produzione di energia elettrica.
Ricordiamo
che i lavoratori della Centrale di Brindisi Nord erano dell’Enel , in quanto
vecchia proprietaria dell’impianto.
Con il
decreto D’Alema del 4 Agosto 1999 si avvia la privatizzazione dell’Enel che ha
portato allo sconquasso di tutto il settore eletrico.
Una Enel
ridotta ad indebitarsi per miliardi di
euro con l’acquisto di bidoni all’estero di centrali nucleari e convenzionali
tenute assieme con lo scotch .
In nome di
un libero mercato che ha lasciato spazio
solo alla speculazione, vedi il settore
delle rinnovabili con i ghiotti incentivi .
Oggi ci
troviamo nella situazione di una offerta di energia quasi il doppio di quella
richiesta dal mercato , con tantissime centrali ferme specialmente a gas metano.
Un processo
di privatizzazione ben sostenuto allora dalle organizzazioni sindacali che
attualmente respingono qualsiasi tentativo di passaggio a Cerano di questi
lavoratori.
Molti
lavoratori ricordano le infuocate assemblee di Brindisi Nord che hanno sempre
reclamato il passaggio a Brindisi Sud ,così come è scritto nella convenzione
del 1996.
Ognuno è
libero di realizzare quello che vuole ,ma è innegabile che l’assemblea promossa
giovedì scorso presso una sede sindacale è diventata nei fatti per molti la possibilità del contatto giusto
per un posto di lavoro .
Tutto questo
avviene mentre l’Enel ha cancellato da
anni quella clausola che prevedeva l’obbligo
delle assunzioni dal territorio brindisino .
I risultati sono sotto gli occhi di tutti a
Cerano proprio con le decine e decine di assunzioni proveniente da fuori provincia .
Il Sindacato
Cobas riconferma pienamente la richiesta
del trasferimento a Cerano dei
lavoratori di Brindisi Nord , l’avvio immediato
dello smantellamento dei gruppi 1 e 2 di Brindisi Nord ,la realizzazione con
intervento governativo di una cassa
integrazione speciale per tutti i lavoratori in crisi nella zona industriale ,
l’avvio delle bonifiche che preveda la ricollocazione dei lavoratori in crisi
,la possibilità di nuovi progetti produttivi, vigilanza sulle assunzioni fatte
dall’industria aeronautica .
Il Sindacato
Cobas inoltre invita a partecipare allo sciopero nazionale del 18 Ottobre a
Roma .
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