"Educational" finlandese in terra di Brindisi
martedì 12 novembre 2013
Le giornate del vino "novello" si stanno svolgendo in tutta la provincia di Brindisi con grande successo ed interesse. La valorizzazione di questo storico e pregiato prodotto locale, perla della nostra cultura eno-gastronomica, passa quest'anno, attraverso la visita guidata, dal Gal Terra dei Messapi, di Mesagne, di alcuni cittadini finlandesi presso le botteghe artigianali, le masserie e le cantine vinicole. Una delle tappe di questo "educational" ha riguardato la cantina di Sandonaci.La Cantina San Donaci tra le più antiche aziende dell’agro salentino nasce nel 1933 grazie all’idea imprenditoriale di un gruppo di 12 agricoltori che per sviluppare l’economia del loro prodotto e della loro terra fonda quella che oggi è l’azienda.
Superate le iniziali diffidenze, ai primi soci fondatori si aggiungono altri agricoltori convinti, con i fatti, della validità dell’iniziativa.
Con il passare degli anni l’azienda ha raggiunto un numero abbastanza cospicuo di soci tanto da averne oggi all’attivo circa 600, che permettono all’azienda di incamerare un quantitativo di uve, che varia a seconda delle annate, dai 50.000 ai 60.000 quintali, i quali pur con gli anni avversi che il settore vitivinicolo ha sofferto, non hanno esitato un attimo a proseguire e completare quelli che erano gli investimenti già programmati per i piani di ammodernamento sia strutturale che tecnologico.
L'attuale presidente, Marco Pagano, presidente di ConfCooperative Brindisi, ci ha spiegato che "oggi la Cantina San Donaci usa tecnologie altamente innovative. La macerazione in vinificatori automatici a sommerzione di cappello in acciaio, il controllo della temperatura di fermentazione, le presse soffici, contribuiscono ad esaltare le già ottime caratteristiche organolettiche e qualitative dei nostri prodotti evidenziandone i gusti e i sapori tipici. Ma quello che maggiormente contraddistingue le nostre migliori produzioni è l’insostituibile invecchiamento in botti di rovere che più di ogni altra cosa, affinandone il gusto, ne esalta la grande qualità.
Per la sua continuità e per il suo forte radicamento al territorio ha dato un forte contributo alla storia agricola del Salice Salentino diventando un autorevole punto di riferimento dell’enologia italiana".
DANIELA D'ALO'
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